Criptovalute

Stablecoin: cosa sono e come funzionano

Le stablecoin sono considerate le criptovalute del momento e presentano un elemento che le rende molto appetibili, la bassa volatilità. Esaminiamo come funzionano e le possibilità di investimento che offrono. [...]
Mariangela Cistaro

Consulente esperto di diritto fiscale, diritto del lavoro, diritto immobiliare e diritto digitale; formatore e speaker aziendale

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Le stablecoin sono criptovalute il cui valore è legato a quello di un asset di riserva stabile, come una valuta fiat nazionale oppure un bene esterno. Infatti, il termine stablecoin trae origine dall’unione delle due parole: stable (stabile) e coin (moneta).

Da ciò deriva che la loro volatilità, rispetto alle classiche criptovalute, è ridotta, per meglio precisare è maggiormente prevedibile e misurabile. Di conseguenza costituiscono una forma di valuta digitale molto più idonea alla negoziazione quotidiana, rivelandosi in poco tempo come uno degli strumenti maggiormente utilizzati e graditi per la salvaguardia del valore.

Basti pensare che Tether (USDT), la più rilevante tra le stablecoin, che ha una relazione 1:1 con il dollaro USA, è stata definita “il dollaro digitale d’America” da Bloomberg nel Crypto Outlook di giugno 2021.

stablecoin

A cosa servono le stablecoin

Le stablecoin servono per effettuare transazioni. La differenza sostanziale rispetto alle criptovalute è essenzialmente riconducibile alle loro modalità di utilizzo. Infatti, le criptovalute sono utilizzate soprattutto come investimento, mentre le stablecoin sono usate come valuta di pagamento. Esse rendono le transazioni molto più stabili e imparziali, in virtù del fatto che sono legate a un mezzo di scambio stabile.

Grazie alla loro stabilità, infatti, aziende e privati possono utilizzarle per i pagamenti giornalieri. Per la loro stabilità di valore, le stablecoin sono pure denominate le “anti-Bitcoin”.

Le stablecoin possono servire a proteggere il potere di acquisto dei cittadini nei Paesi con un’economia contraddistinta da un’alta inflazione.

Le stablecoin servono, ancora, per le operazioni di hedging, in quanto la vendita o l’acquisto di uno o più contratti derivati il cui valore discende dal medesimo asset, offre soluzioni interessanti in tale ambito. Infatti, l’allocazione di una data parte di un portafoglio in stablecoin è un metodo adeguato a ridurre il rischio complessivo di perdita.

Le diverse tipologie di stablecoin

Le stablecoin non sono una categoria omogenea e possono essere raggruppate in 4 grandi classi, in base all’asset di riferimento sottostante:

  1. con sottostante valutario;
  2. con sottostante commodities (materie prime);
  3. con sottostante criptovalutario;
  4. non collateralizzate.

Le stablecoin con sottostante valutario sono quelle più diffuse e conosciute e hanno come valore di riferimento una valuta fiat, che può essere una moneta nazionale o internazionale.

Le stablecoin con sottostante commodities (materie prime), sono quello in cui l’asset di riferimento è un bene dal valore stabile che non è soggetto a grandi oscillazioni di prezzo nel tempo. Solitamente viene usato l’oro, il bene rifugio per eccellenza.

In questo caso la correlazione nasce dal token che rappresenta digitalmente un valore riferito a una data quantità di oro.

Un esempio di stablecoin basata sull’oro è Paxos Gold (PAXG).

stablecoin

Le stablecoin con sottostante criptovalutario, il cui asset è il valore di un’altra criptovaluta, sono utilizzate con integrazione con smart contract.

Le stablecoin non collateralizzate, infine, sono quelle in cui opera una sorta di “banca centrale algoritmica” in grado di gestire la domanda e l’offerta e sono disciplinati dai codici di smart contract, non essendoci nessuna risorsa tangibile sottostante.

Come funzionano le stablecoin

La creazione di una moneta legata al prezzo o al valore di un asset necessità di un sistema di pegging (ancoraggio), in cui il valore della medesima sia agganciata al valore di un’altra valuta che è considerata affidabile e altamente stabile.

Nelle stablecoin con sottostante valutario il procedimento di emissione è abbastanza semplice:

  • viene accumulato il capitale nella valuta di riferimento, che viene, a sua volta, depositato presso un soggetto terzo;
  • il soggetto terzo assumerà il ruolo di custode;
  • vengono emessi i token che verranno venduti sul mercato.

Da tenere presente che, di solito, il rapporto è 1:1, cioè un token vale 1 quantità della valuta che è stata utilizzata come sottostante. Ad esempio, TrueUSD che, utilizza il sistema degli smart contract, mantiene, al momento, tale rapporto.

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I titolari possono cambiare da fiat a stablecoin e viceversa al relativo tasso di ancoraggio. Nell’ipotesi in cui il prezzo del token si allontani dal valore fiat sottostante, solitamente chi attua arbitraggio ricondurrà il prezzo al tasso fisso.

Nelle stablecoin con sottostante commodities (materie prime) il procedimento di emissione è simile a quello descritto precedentemente. Il custode della quantità di materia prima deve garantire la corrispondenza tra il token e il valore della misura della materia.

Le materie utilizzate sono l’oro e il petrolio. A ogni loro deposito corrisponde un certificato digitale che attiva lo smart contract e di conseguenza il token. Chi possiede il token può convertirlo nella materia sottostante.

Nelle stablecoin con sottostante criptovalutario l’emissione è simile a quella descritta finora, con l’unica differenza che sono garantite da una criptovaluta (crypto-backed).

Considerando che il mercato delle criptovalute è molto volatile, le stablecoin crypto-backed devono sovracollateralizzare le riserve per cercare di mantenere stabili le oscillazioni dei prezzi.

Per gestire le regole dei diversi algoritmi del consenso distribuito che governano le blockchain su cui si basano le cryptovalute sottostanti e, più in generale, per governare l’inflazione e la deflazione degli stessi cryptoasset, vengono usati degli smart contract al fine di permettere agli utenti di controllarle in maniera autonoma.

In maniera semplicistica, potremmo affermare che si tratta di un “pagherò” in valuta tradizionale: si acquista uno stablecoin in valuta che potrà essere successivamente incassato e riscattato in valuta originale.

Nelle stablecoin non collateralizzate, invece, abbiamo detto che non vi è nessun asset sottostante ma una banca centrale algoritmica” che amministra la domanda e l’offerta in base a regole codificate in uno smart contract. Da tenere presente che si tratta di una categoria abbastanza nuova e in fase di evoluzione.

stablecoin

Perché gli stablecoin sono importanti?

Le stablecoin sono importanti perché possono essere utilizzate come mezzo di scambio e riserva di valore, grazie alle loro caratteristiche.

Ci si riferisce, in particolare, alla bassa volatilità. Infatti, l’ancoraggio a un altro asset non risponde alle logiche di domanda e offerta tipica delle criptovalute e l’ancoraggio è attuato off-chain, cioè al di fuori del circuito della criptovaluta.

Inoltre, hanno tutte le caratteristiche tipiche delle criptovalute, cioè sono sempre accessibili tramite internet, globali e possono essere impiegate negli smart contract.

La tecnologia delle stablecoin collegata alla blockchain permette di effettuare transazioni immediate, godendo di una grande trasferibilità e facilità di scambio, in alcuni casi anche molto più velocemente che nel sistema bancario tradizionale.

Non solo, sono estremamente poliedriche, potendosi trasmettere a chiunque abbia un wallet in grado di custodire in sicurezza le chiavi private di cifratura necessarie per effettuare transazioni, con un ridotto rischio di transazioni false.

Grazie alle basse spese di transazione e a tempi di elaborazione molto rapidi, gli stablecoin sono un modo efficiente per spedire denaro, anche in località dove la valuta locale non è stabile o non è facile entrare in possesso di valute come il dollaro statunitense.

Le stablecoin a maggior capitalizzazione

Le stablecoin a maggior capitalizzazione sono, al momento:

Stablecoin

 

Fonte: https://coinmarketcap.com/ (ultimo accesso 14/11/2022)

Dove acquistare stablecoin

Si può acquistare stablecoin sugli exchange oppure attraverso broker di criptovalute. Acquistata la moneta digitale si può collocarla nel proprio portafoglio digitale (wallet personale).

I rischi

I rischi delle stablecoin sono, in particolare:

  • nessuna garanzia di mantenimento dell’ancoraggio;
  • necessità di un affidamento maggiore verso un’entità centrale che detiene le riserve;
  • carenza di trasparenza. Si tenga presente che la maggior parte degli emittenti stablecoin forniscono dossier a opera di revisori loro dipendenti, a differenza delle grosse società che sono sottoposte ai controlli dei revisori contabili esterni per verificare la conformità alle leggi.

 

 

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