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Euro digitale, via libera della commissione ECON: approvato il mandato del Parlamento europeo



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Il progetto di euro digitale supera un passaggio parlamentare decisivo, ma l’adozione finale resta lontana: il mandato negoziale definirà equilibrio tra moneta pubblica digitale, interessi bancari, pagamenti privati e autonomia europea

Pubblicato il 23 giu 2026

Roberto Garavaglia

Innovative Payments and blockchain Strategic Advisor



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Punti chiave

  • La Commissione ECON ha approvato la posizione sul pacchetto ‘moneta unica’ (43 Sì, 14 No, 1 ast.) avviando i negoziati sul euro digitale come moneta pubblica complementare.
  • Servizi base gratuiti; pagamenti online account-based e offline su dispositivo locale (perdita non rimborsata); privacy-by-design e limiti di detenzione per stabilità finanziaria.
  • Distribuzione tramite banche, prestatori di servizi di pagamento, uffici postali e prestatori crypto; lancio graduale con rulebook, test pilota e rollout minimo 24 mesi; il contante deve restare garantito.
Riassunto generato con AI


La Commissione per i problemi economici e monetari del Parlamento europeo ha adottato la propria posizione sul pacchetto “moneta unica”, incluso il regolamento sull’istituzione dell’euro digitale.

Il testo è stato approvato con 43 voti favorevoli, 14 contrari e 1 astensione, aprendo la strada alla fase negoziale con il Consiglio.

Roberto Garavaglia
Roberto Garavaglia

Il voto non rappresenta ancora l’approvazione definitiva del regolamento, ma costituisce il primo vero passaggio politico parlamentare sul progetto di una nuova forma elettronica di moneta di banca centrale, emessa dalla Banca centrale europea e destinata ad affiancare, non a sostituire, il contante.

L’obiettivo dichiarato è dotare l’area euro di un mezzo di pagamento pubblico, sicuro, privato e utilizzabile sia online sia offline, riducendo la dipendenza europea da fornitori di pagamento non UE. In questa prospettiva, l’euro digitale viene presentato come infrastruttura strategica per rafforzare la sovranità monetaria europea nel mercato dei pagamenti digitali.

Cos’è l’euro digitale

Secondo la posizione approvata in ECON, l’euro digitale dovrebbe essere gratuito per i servizi di base. Gli utenti non dovrebbero pagare per l’apertura del conto, la detenzione e gestione dei fondi e la disponibilità di almeno uno strumento di pagamento. I prestatori di servizi di pagamento potrebbero applicare commissioni solo per servizi aggiuntivi, mentre le commissioni verso gli esercenti e quelle tra intermediari sarebbero soggette a un tetto massimo. I pagamenti offline dovrebbero essere completamente gratuiti.

Uno dei punti più rilevanti riguarda la distinzione funzionale tra euro digitale online e offline. Secondo la posizione approvata in ECON, i pagamenti online sarebbero processati attraverso un sistema account-based, mentre quelli offline funzionerebbero direttamente tramite dispositivi di conservazione locale del valore. La funzionalità offline viene presentata come equivalente all’uso del contante fisico: in caso di perdita del dispositivo, l’utente perderebbe anche l’importo offline conservato, senza possibilità di rimborso.

La privacy

La privacy è uno degli assi politici del mandato approvato dagli eurodeputati. Il testo chiede un’impostazione “privacy-by-design” e “privacy-by-default”, indicando anche tecnologie come le zero-knowledge proofs per consentire la verifica delle transazioni senza esposizione dei dati personali. La BCE non dovrebbe avere accesso ai dati identificativi personali degli utenti.

La distribuzione

La distribuzione dell’euro digitale sarebbe affidata a una pluralità di prestatori di servizi di pagamento: banche, istituti di moneta elettronica, uffici postali e anche prestatori regolamentati di servizi crypto. La maggior parte degli esercenti dovrebbe accettare l’euro digitale, con eccezioni per lavoratori autonomi, microimprese e piccole imprese che già non accettano pagamenti digitali. Sarebbe inoltre ammesso il rifiuto temporaneo in casi specifici, ad esempio durante un blackout.

Per tutelare la stabilità finanziaria, il Parlamento propone limiti alla quantità di euro digitali detenibile da ciascun individuo. Il tetto massimo europeo dovrebbe essere fissato dalla Commissione sulla base delle raccomandazioni della BCE e rivisto almeno ogni due anni. Su questo punto, però, gli eurodeputati rivendicano pieni poteri decisionali del Parlamento nel processo di definizione e revisione dei limiti.

Le imprese, invece, non potrebbero detenere stabilmente euro digitali, salvo per accumulare pagamenti ricevuti per un massimo di 24 ore. L’euro digitale, inoltre, non dovrebbe produrre interessi né comportare interessi negativi per gli utenti.

Lancio graduale e controllato

Il Parlamento insiste anche su un lancio graduale e controllato. Prima dell’avvio, la BCE dovrebbe completare il rulebook, costruire l’infrastruttura, condurre test pilota in condizioni reali e chiarire le regole di responsabilità, in particolare per i rischi offline come il double-spending. Dopo l’autorizzazione, è previsto un periodo di rollout di almeno 24 mesi per consentire a banche, operatori e utenti di prepararsi.

Gli altri dossier collegati

Il pacchetto approvato in ECON comprende anche altri due dossier collegati. Il primo riguarda la possibilità per prestatori di servizi di pagamento situati in Stati membri non appartenenti all’area euro di distribuire servizi in euro digitale sotto il controllo della BCE. Il secondo riguarda il corso legale delle banconote e monete in euro, con l’obiettivo di garantire accessibilità del contante e resilienza in caso di interruzioni dei pagamenti digitali.

Sul contante, il messaggio politico è chiaro: l’euro digitale non deve diventare un veicolo di sostituzione forzata del cash. Gli Stati dell’area euro dovrebbero assicurare l’accesso al contante e le imprese non potrebbero escluderlo con cartelli “no cash” o clausole contrattuali standard.

Conclusioni

La posizione ECON cerca dunque un equilibrio tra innovazione digitale, autonomia strategica europea, tutela della privacy, ruolo degli intermediari privati e salvaguardia del contante. L’euro digitale viene disegnato come mezzo di pagamento pubblico per l’era digitale, ma entro una cornice prudenziale pensata per non destabilizzare il sistema bancario e per non comprimere la libertà di scelta dei cittadini.

I mandati negoziali saranno annunciati all’inizio della plenaria di luglio. Da quel momento, salvo contestazioni procedurali, il Parlamento europeo potrà avviare i negoziati interistituzionali con il Consiglio e la Commissione. Il testo finale dovrà poi essere concordato tra i co-legislatori prima dell’adozione definitiva del regolamento.

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