Il 20 ottobre 2026 migliaia di clienti Revolut hanno incontrato difficoltà nell’utilizzare i servizi della banca digitale. Dalle prime ore della mattina sono arrivate segnalazioni di accessi negati all’applicazione, pagamenti con carta rifiutati, bonifici non eseguibili e prelievi di contante bloccati. Il disservizio ha interessato diversi Paesi europei, compresa l’Italia, e si è esteso a numerose funzionalità della piattaforma, dai trasferimenti di denaro alle operazioni di investimento.
All’origine dell’interruzione c’è un guasto all’infrastruttura di Google Cloud, che il 20 ottobre ha registrato problemi nella regione Europe-west2, localizzata a Londra. Google ha confermato un problema di alimentazione elettrica che ha provocato l’indisponibilità di servizi informatici e anomalie nelle connessioni di rete. Il malfunzionamento ha coinvolto anche altre istituzioni finanziarie e aziende britanniche.
La gravità dell’incidente emerge dalla pagina ufficiale di monitoraggio di Revolut: nel corso della giornata numerosi servizi sono stati classificati come parzialmente indisponibili, tra cui pagamenti, bonifici, prelievi, cambio valuta e operazioni per i clienti business.
La società ha confermato i problemi e assicurato che il denaro e i dati personali dei clienti sono al sicuro.
Indice degli argomenti
Revolut down: che cosa è successo il 20 ottobre
Le prime segnalazioni degli utenti si sono moltiplicate intorno alle 8 del mattino, ora italiana. Chi provava ad aprire l’applicazione Revolut su smartphone riceveva messaggi generici di errore, mentre altri clienti riuscivano ad accedere al conto senza poter completare le operazioni richieste.
Il malfunzionamento ha coinvolto sia l’app mobile sia i servizi web. Secondo quanto riportato da Sky Tg24 alle 10:30, il portale Downdetector aveva registrato oltre 1.500 segnalazioni intorno alle 9. Circa il 40% riguardava l’accesso al sito, il 39% l’applicazione e l’11% i bonifici.
Le percentuali descrivono la distribuzione delle segnalazioni raccolte dalla piattaforma, non la quota di clienti Revolut effettivamente colpiti. Downdetector si basa infatti sulle comunicazioni volontarie degli utenti e non permette di stabilire quante persone abbiano subito un’interruzione.

Ripercussioni esterne ai pagamenti digitali
Il problema ha avuto conseguenze anche fuori dall’ambiente digitale. Diversi clienti hanno segnalato l’impossibilità di pagare nei negozi utilizzando la carta Revolut, inclusi alcuni tentativi effettuati attraverso portafogli digitali. Le difficoltà nei prelievi hanno impedito ad altri utenti di ottenere contante dagli sportelli automatici.
Il sito ufficiale di stato dei sistemi ha registrato l’incidente alle 7:47 UTC, corrispondenti alle 9:47 italiane, su numerose funzionalità. Si tratta dell’orario di rilevazione indicato dalla piattaforma, successivo alle prime segnalazioni pubbliche.
Pagamenti, bonifici e prelievi: i servizi coinvolti
L’interruzione ha interessato attività bancarie di uso quotidiano e funzionalità finanziarie specializzate. Tra i servizi segnalati come parzialmente indisponibili figuravano l’accesso ai conti, i pagamenti con carta, le ricariche, i bonifici, i prelievi agli sportelli automatici e il cambio valuta.
Sono stati registrati problemi anche con la visualizzazione dei dettagli delle carte, le operazioni in criptovalute e alcuni strumenti di investimento. Per gli utenti business risultavano interessati l’accesso all’applicazione, i trasferimenti in uscita, le interfacce web e le API utilizzate dalle imprese per collegare i propri sistemi ai servizi Revolut.
La portata dell’interruzione emerge dalla pagina ufficiale di stato e dalle ricostruzioni pubblicate il 20 ottobre. Il Corriere della Sera ha riferito che in Italia erano stati indicati 31 servizi parzialmente non disponibili.
Le conseguenze variano a seconda dell’operazione. Un accesso negato impedisce di controllare saldo e movimenti. Un pagamento rifiutato può costringere il cliente a utilizzare un’altra carta o contanti. Un bonifico non completato può ritardare il trasferimento di denaro a un familiare, a un fornitore o a un altro conto.
Per le imprese l’impatto può essere più esteso. Le anomalie nelle interfacce di pagamento e nei servizi automatizzati possono interferire con incassi, rimborsi e procedure amministrative. La classificazione di un servizio come parzialmente indisponibile non significa tuttavia che tutte le operazioni siano fallite per tutti i clienti.
La causa: un’interruzione elettrica nei sistemi Google Cloud di Londra
Secondo la pagina ufficiale Google Cloud Service Health, l’incidente è iniziato alle 6:08 UTC, le 8:08 in Italia.
Google ha inizialmente segnalato tassi di errore elevati e interruzioni intermittenti delle connessioni di rete. Gli aggiornamenti successivi hanno individuato un problema di alimentazione elettrica nella zona infrastrutturale europe-west2-b, una delle componenti della regione londinese.
Il guasto ha reso indisponibili diversi servizi cloud. La società ha spiegato di aver contenuto il problema elettrico e di aver avviato il recupero delle attività informatiche, dando priorità ai carichi di lavoro già esistenti.
Alle 14:44 italiane, corrispondenti alle 12:44 UTC, Google indicava che gran parte dei servizi aveva iniziato a recuperare funzionalità, pur senza certificare il completamento del ripristino per tutti i clienti.
La documentazione di Google conferma dunque la natura infrastrutturale dell’incidente. L’interruzione dei sistemi cloud può propagarsi alle applicazioni che dipendono dalle loro capacità di elaborazione, archiviazione e comunicazione.
Revolut ha collegato il proprio disservizio al problema Google Cloud, secondo quanto riportato dal Financial Times e da Business Insider. Non sono stati invece diffusi dettagli sufficienti per ricostruire quali specifici componenti dell’architettura tecnologica della banca abbiano determinato il blocco delle singole funzionalità.
La risposta di Revolut: fondi e dati dei clienti al sicuro
Di fronte all’aumento delle segnalazioni, Revolut ha riconosciuto pubblicamente l’esistenza dell’interruzione. Attraverso i propri canali di comunicazione la società ha spiegato che i tecnici stavano lavorando al ripristino delle funzionalità e ha presentato le proprie scuse ai clienti coinvolti.
La banca ha soprattutto voluto rassicurare sulla sicurezza dei conti, dichiarando che i fondi e i dati degli utenti erano al sicuro. La comunicazione, ripresa il 20 ottobre da Sky Tg24, RaiNews e altre testate, distingue la mancata disponibilità dei servizi da eventuali problemi di sicurezza informatica.
Non risultano, nelle comunicazioni esaminate, elementi che colleghino l’interruzione a un attacco informatico contro Revolut o a una sottrazione di denaro dai conti.
Questo non elimina i possibili disagi economici provocati dal blackout. Un cliente può conservare integralmente il proprio saldo e trovarsi ugualmente impossibilitato a utilizzare il denaro per alcune ore.
La distinzione è importante anche per interpretare eventuali operazioni rimaste in sospeso. Un pagamento che non compare immediatamente nell’applicazione non può essere considerato automaticamente annullato, così come un messaggio di errore non dimostra da solo che un trasferimento non sia stato acquisito dai sistemi.
Non soltanto Revolut: il blackout coinvolge anche altre banche e aziende
Il disservizio del 20 ottobre non ha riguardato esclusivamente Revolut. Nel Regno Unito sono stati segnalati malfunzionamenti anche per i servizi di Lloyds Banking Group, Halifax e Hsbc. Le segnalazioni hanno coinvolto inoltre il portale immobiliare Rightmove, Royal Mail e l’operatore logistico Dpd.
Secondo quanto riportato dall’Associated Press e dal Financial Times, l’interruzione Google Cloud ha interferito anche con alcuni servizi utilizzati dalla giustizia britannica, compresi i collegamenti video per le udienze da remoto.
La coincidenza temporale tra i diversi malfunzionamenti e il guasto nella regione londinese indica una dipendenza condivisa da servizi tecnologici centralizzati. Non è però possibile attribuire automaticamente ogni segnalazione registrata nel Regno Unito o negli altri Paesi europei alla stessa causa.
Il caso evidenzia un problema di continuità operativa: un’interruzione localizzata presso un grande fornitore cloud può influenzare contemporaneamente organizzazioni appartenenti a settori diversi, anche quando i rispettivi servizi appaiono indipendenti agli occhi degli utenti.
Che cosa devono fare i clienti dopo il blocco
In presenza di operazioni fallite o rimaste in sospeso, è opportuno verificare i movimenti del conto prima di ripetere un pagamento.
Un tentativo non riuscito sul terminale o un messaggio di errore nell’app non escludono che l’operazione possa essere stata registrata.
È utile conservare eventuali ricevute, notifiche ed evidenze dei disservizi, soprattutto quando un pagamento mancato ha comportato penali o altri costi documentabili.
Per conoscere lo stato delle funzionalità, i clienti possono consultare la pagina ufficiale di Revolut dedicata ai servizi. Per gli eventuali reclami è preferibile utilizzare i canali ufficiali della banca, evitando link ricevuti attraverso messaggi non richiesti.
Il blackout può infatti offrire occasioni ai truffatori che tentano di sfruttare l’incertezza degli utenti per ottenere codici di accesso, password o informazioni bancarie.
Ripristino dei servizi: Google Cloud annuncia il contenimento del guasto
Alle 16:03 italiane del 20 ottobre Google Cloud ha pubblicato un nuovo aggiornamento ufficiale, comunicando che il problema era stato risolto per la maggior parte dei clienti interessati. La società ha precisato che un numero molto limitato di utilizzatori poteva ancora riscontrare difficoltà e ha annunciato la pubblicazione di un’analisi tecnica al termine dell’indagine interna.
La chiusura dell’incidente nell’infrastruttura Google non equivale necessariamente alla conferma del pieno funzionamento di tutte le applicazioni che ne dipendono. Il ripristino dei sistemi bancari può richiedere verifiche e operazioni ulteriori.
Per Revolut rimane quindi determinante la comunicazione sullo stato effettivo dei singoli servizi e sull’eventuale gestione delle transazioni non completate.
L’incidente del 20 ottobre mostra quanto il funzionamento dei servizi finanziari digitali dipenda dalla continuità delle infrastrutture tecnologiche esterne. La sicurezza dei fondi, ribadita da Revolut, rappresenta una garanzia importante, ma non risolve il problema della loro temporanea indisponibilità.
Le successive verifiche tecniche dovranno chiarire perché un guasto elettrico localizzato abbia prodotto effetti su una gamma tanto ampia di servizi e quali misure possano ridurre l’impatto di interruzioni analoghe.
Per le banche digitali la continuità dei pagamenti e dell’accesso ai conti rimane una componente essenziale del servizio offerto ai clienti.



Partecipa alla community