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ChatGPT oltre la designazione VLOSE: tra status e funzioni regolamentate


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La designazione di ChatGPT come grande motore di ricerca ridefinisce i rischi sistemici della ricerca generativa. Quando l’agente accede a sessioni, ordini, conti o wallet, cambiano i soggetti responsabili e le regole applicabili tra DSA, PSD2, MiCAR e PSR. Ecco un’analisi approfondita

Pubblicato il 4 set 2026

Roberto Garavaglia

Innovative Payments and blockchain Strategic Advisor



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Punti chiave

  • La designazione del 31/08/2026 considera ChatGPT come VLOSE ai sensi del DSA, imponendo valutazioni dei rischi sistemici e misure di mitigazione sulla pipeline di ricerca generativa.
  • Le funzioni agentiche (Work) possono trasformare semplici automazioni in servizi regolamentati: la PSD2 (PIS/PISP) e la MiCAR si applicano in base al ruolo, accesso ai conti e alla trasmissione/esecuzione degli ordini.
  • Il futuro PSR collega lo status di VLOSE a obblighi su frodi e pubblicità finanziaria; la compliance richiede scomporre il workflow e attendere la decisione individuale.
Riassunto generato con AI


Con la designazione del 31 agosto 2026, ChatGPT Search entra nel regime rafforzato previsto dal Digital Services Act (DSA) per i motori di ricerca online di dimensioni molto grandi. Il provvedimento produce i suoi effetti immediati nel perimetro del DSA.

Roberto Garavaglia
Roberto Garavaglia

La qualifica di Very Large Online Search Engine (VLOSE) potrebbe però assumere rilievo anche nel futuro Payment Services Regulation (PSR), il regolamento di accompagnamento alla PSD3, che collega a tale status specifici obblighi in materia di frodi online e pubblicità di servizi finanziari.

Un secondo percorso regolatorio emerge dalle funzioni agentiche: quando ChatGPT passa dalla produzione di una risposta alla gestione di una sessione autenticata, alla trasmissione di un ordine o all’interazione con operatori dei pagamenti e delle cripto-attività, l’applicazione di PSD2 e MiCAR dipende dall’attività concretamente svolta e dal ruolo assunto nella catena operativa.

In questo articolo analizziamo l’incrocio tra queste due logiche. Alcuni obblighi discendono dallo status attribuito al servizio; altri dipendono dalla funzione esercitata durante la singola interazione.

Seguendo la sequenza che conduce dalla ricerca alla raccomandazione, dall’ordine all’esecuzione e al trasferimento, confrontiamo DSA, AI Act, PSD2, MiCAR e il futuro pacchetto PSD3/PSR per individuare il soggetto responsabile, gli eventuali obblighi autorizzativi e i passaggi nei quali cambia la qualificazione giuridica dell’attività.

ChatGPT come VLOSE: perimetro e responsabilità della ricerca generativa

La designazione del 31 agosto: soglia e perimetro

Il 31 agosto 2026 la Commissione europea ha designato ChatGPT come Very Large Online Search Engine, VLOSE, ai sensi del Digital Services Act. Nello stesso provvedimento pubblico Reddit e Roblox sono stati classificati come Very Large Online Platforms, VLOP. I tre servizi avevano dichiarato di raggiungere almeno 45 milioni di destinatari attivi medi mensili nell’Unione, la soglia fissata dall’articolo 33 DSA. Gli obblighi rafforzati diventeranno applicabili quattro mesi dopo la notifica, quindi entro gennaio 2027.[1]

Per ChatGPT il dato comunicato è di 159,1 milioni di destinatari attivi medi mensili. La cifra proviene dalla misurazione pubblicata da OpenAI per il semestre chiuso il 31 marzo 2026 e riguarda espressamente ChatGPT Search, definito dalla società come l’insieme delle proprie funzionalità di ricerca online. Nell’elenco della Commissione, però, il servizio designato è indicato con il più ampio nomen di “ChatGPT” e al 1° settembre 2026 la decisione individuale non risulta ancora pubblicata.[2]

Questa differenza di perimetro impedisce una conclusione affrettata. La soglia quantitativa è stata calcolata sulla funzione Search, mentre la formula usata dalla Commissione richiama l’intero servizio. Fino alla pubblicazione della decisione individuale non è possibile stabilire con precisione se e come il provvedimento delimiti le conversazioni prive di ricerca online, le funzioni agentiche e le altre componenti di ChatGPT.

Il dato certo è più circoscritto: la Commissione considera la ricerca generativa offerta da ChatGPT un motore di ricerca online di dimensioni molto grandi.

Perché una risposta generata può essere un risultato di ricerca

La qualificazione trova un fondamento testuale nell’articolo 3, lettera j), DSA. La norma definisce motore di ricerca online il servizio intermediario che consente di formulare query per cercare, in linea di principio, in tutti i siti web o in quelli di una determinata lingua e restituisce risultati «in qualsiasi formato» nei quali possano essere reperite informazioni relative al contenuto richiesto.[3]

Il riferimento a qualsiasi formato rende secondaria la struttura tradizionale della pagina con collegamenti ordinati per ranking. Un sistema può interrogare il web, selezionare le fonti e presentare il risultato come testo sintetico senza uscire dalla definizione. Il considerando 119 dell’AI Act descrive proprio il caso di un chatbot che effettua ricerche, incorpora i risultati nelle conoscenze disponibili e genera un unico output combinando fonti diverse. Per il legislatore europeo, pertanto, un sistema di questo tipo può fornire un motore di ricerca online ai sensi del DSA.[4]

La risposta del modello diventa parte del risultato di ricerca. Questa impostazione sposta il focus regolatorio dall’elenco dei link alla catena che produce l’output: reperimento delle pagine, selezione, eventuale ranking, estrazione, sintesi e formulazione finale. Per una ricerca generativa, separare rigidamente la fase di retrieval dalla fase di generazione descriverebbe solo una parte del servizio che l’utente riceve.

Il DSA entra nella pipeline generativa

L‘articolo 34 DSA impone ai VLOSE di identificare, analizzare e valutare i rischi sistemici derivanti dalla progettazione o dal funzionamento del servizio e dei sistemi collegati, compresi quelli algoritmici, oltre che dall’uso del servizio. La valutazione va svolta almeno ogni anno e prima dell’introduzione di funzionalità suscettibili di incidere in modo critico sui rischi già individuati.

L’articolo 35 richiede misure di mitigazione ragionevoli, proporzionate ed efficaci, che possono includere modifiche alla progettazione, alle caratteristiche, al funzionamento e alle interfacce.[5]

Per ChatGPT Search la valutazione può quindi riguardare anche il modo in cui il sistema sceglie le fonti, tratta informazioni confliggenti e costruisce una risposta. Il DSA, tuttavia, non trasforma ogni errore fattuale del modello in contenuto illegale e non introduce un obbligo generale di esattezza. Una risposta errata acquista rilievo nell’articolo 34 quando contribuisce a uno dei rischi sistemici elencati dalla norma. Il considerando 84 invita a considerare anche informazioni lecite che alimentano tali rischi, tra cui contenuti fuorvianti o ingannevoli e disinformazione.[6]

La distinzione serve a evitare due eccessi opposti. Definire ogni allucinazione una violazione del DSA allargherebbe il testo oltre la sua portata. Escludere a priori gli errori generativi ignorerebbe il fatto che, su scala molto ampia, risposte scorrette possono incidere sulla tutela dei consumatori, sui diritti fondamentali, sulla salute pubblica, sui processi elettorali o sulla sicurezza. Il nesso va dimostrato rispetto al rischio concreto, alla probabilità, alla gravità e al funzionamento del servizio.

L’AI Act conferma il raccordo. Il considerando 118 colloca sistemi e modelli di AI incorporati in VLOP e VLOSE nel quadro di gestione dei rischi del DSA per quanto riguarda il servizio designato. Il considerando 120 collega gli obblighi di trasparenza sui contenuti generati o manipolati alla valutazione dei rischi sistemici delle grandi piattaforme e dei grandi motori di ricerca.[7]

Dalla ricerca all’azione: estensione agentica e servizi regolamentati

Che cosa può fare oggi Work

L’estensione agentica di ChatGPT (Work) rende più complessa la delimitazione del servizio.

La documentazione ufficiale di OpenAI descrive Work come un ambiente capace di svolgere attività articolate attraverso un cloud browser e applicazioni connesse. Il browser può navigare, compilare campi e, nelle configurazioni supportate, fermarsi per consentire all’utente di autenticarsi su un sito. Dopo il login può continuare a operare nella sessione autenticata. Prima di azioni che producono impegni finanziari, legali o relativi a un account deve chiedere una conferma separata.[8]

È quindi superata l’idea che il cloud browser si arresti sempre davanti a credenziali e pagamenti. La disponibilità varia in base a piano, superficie e rollout: la documentazione consultata indica il login ai siti su web e mobile per Plus e Pro, mentre lo esclude per gli spazi Enterprise ed Edu. OpenAI afferma anche che Work può completare prenotazioni o pagamenti dopo la conferma dell’utente. Le credenziali inserite nel modulo sicuro sono trasmesse al browser e non rese visibili al modello.[9]

Queste capacità non equivalgono, da sole, alla prestazione di un servizio finanziario. Completare il checkout di un acquisto presso un commerciante può consistere nell’automazione dell’interfaccia attraverso cui l’utente impartisce una disposizione al commerciante o al suo prestatore di servizi di pagamento. La qualificazione cambia se il fornitore dell’agente entra nella catena regolamentata, riceve un ordine e lo trasmette a un intermediario, accede a un conto o conclude un’operazione per conto del cliente. Ciò che rileva è l’architettura giuridica e operativa, non già la (sola) presenza di un pulsante premuto dal software.

Le regole di prodotto mantengono per ora un’ulteriore distanza dalle fattispecie più sensibili. Le linee guida OpenAI per i plugin vietano l’esecuzione di trasferimenti di denaro o di cripto-attività e di operazioni di investimento. È un limite contrattuale della piattaforma, non una qualificazione normativa, ma aiuta a distinguere i pagamenti commerciali descritti nella documentazione di Work dai servizi finanziari operativi considerati nelle sezioni successive.[10]

Sul piano del DSA, l’uso di strumenti agentici non diventa automaticamente attività di ricerca. Le funzioni collegate al VLOSE possono però entrare nella valutazione degli articoli 34 e 35 quando incidono sui rischi sistemici del servizio designato. La decisione individuale della Commissione sarà decisiva per comprendere il perimetro, insieme al modo in cui OpenAI integra Search, browser e applicazioni connesse.

PSD2: il pagamento di un acquisto non basta a creare un PISP

La PSD2 distingue i servizi di pagamento dal supporto tecnico. L’articolo 3, lettera j) della seconda direttiva sui servizi di pagamento (attualmente cogente), esclude i servizi dei technical service provider che sostengono la prestazione dei servizi di pagamento senza entrare in possesso dei fondi, come elaborazione dei dati, autenticazione, infrastrutture informatiche e manutenzione dei dispositivi. L’esclusione non copre però i payment initiation services e gli account information services.[11]

Il Payment Initiation Service, PIS, è definito dall’articolo 4, punto 15, come il servizio che dispone un ordine di pagamento, su richiesta dell’utente, con riferimento a un conto detenuto presso un altro prestatore. L’assenza di possesso dei fondi non risolve la qualificazione: l’articolo 66 stabilisce espressamente che il PISP (Payment Initiation Service Provider) non detiene i fondi del pagatore e disciplina il suo accesso al conto presso l’account servicing payment service provider.[12]

Per un agente occorre ricostruire il percorso dell’ordine. Se il sistema compila una pagina del commerciante e lascia che l’ordine sia impartito attraverso il PSP già scelto dall’utente, il ruolo può restare tecnico o ausiliario. Se il fornitore dell’agente offre professionalmente un servizio che riceve la richiesta dell’utente e avvia l’ordine sul conto detenuto da un altro PSP, la definizione di PIS diventa pertinente. Tra i due casi esistono configurazioni intermedie, da valutare considerando rapporti contrattuali, controllo dell’interfaccia, accesso ai dati del conto, destinatario dell’istruzione e responsabilità nell’esecuzione.

La conferma richiesta da Work va poi distinta dalla strong customer authentication, SCA. La prima è un presidio dell’interfaccia agentica: l’utente approva un’azione che può produrre conseguenze. La seconda è un meccanismo imposto al prestatore di servizi di pagamento dall’articolo 97 PSD2 nelle fattispecie previste dalla norma.

Per i pagamenti elettronici a distanza deve includere un collegamento dinamico a importo e beneficiario specifici.[13] Una conferma in ChatGPT può precedere la SCA, ma non la sostituisce.

Fig.1 – Dalla ricerca all’azione: quando cambia il regime

MiCAR: informazione, raccomandazione e ordine sono funzioni diverse

MiCAR offre una tassonomia utile per analizzare un agente che interagisca con cripto-attività. L’articolo 3 include tra i crypto-asset services la consulenza, la ricezione e trasmissione di ordini, l’esecuzione di ordini e il trasferimento di cripto-attività per conto dei clienti.[14]

La consulenza consiste nell’offrire, fornire o concordare raccomandazioni personalizzate su una o più operazioni o sull’uso di servizi relativi a cripto-attività. La ricezione e trasmissione di ordini richiede che il prestatore riceva da una persona un ordine di acquisto, vendita o sottoscrizione e lo trasmetta a un terzo per l’esecuzione. L’esecuzione comporta la conclusione dell’accordo per conto del cliente. Il transfer service riguarda il trasferimento da un indirizzo o account DLT a un altro.[15]

Una spiegazione generale delle caratteristiche o dei rischi di una cripto-attività non coincide con una raccomandazione personalizzata. Anche la personalizzazione dell’output non esaurisce l’analisi: va verificato se esista una prestazione professionale del servizio e chi la fornisca. Quando ricorrono gli elementi della consulenza regolamentata, l’articolo 59 richiede che il servizio sia prestato da un soggetto autorizzato o ammesso da MiCAR; l’articolo 81 impone una valutazione di adeguatezza basata, tra l’altro, su conoscenze, esperienza, obiettivi, tolleranza al rischio e situazione finanziaria del cliente.[16]

Il passaggio dalla risposta all’ordine è più netto. Un sistema che riceve l’istruzione di acquistare una cripto-attività e la invia a un CASP presenta gli elementi funzionali della reception and transmission of orders. Se conclude l’operazione per conto dell’utente, l’attività si avvicina all’execution of orders. Se trasferisce l’attività tra indirizzi o account, entra in esame il transfer service. In ciascun caso serve individuare il soggetto che assume la prestazione verso il cliente.

Un agente potrebbe anche essere utilizzato come tecnologia da un CASP autorizzato. L’articolo 73 consente l’esternalizzazione di funzioni operative, ma mantiene il CASP pienamente responsabile e vieta che l’outsourcing pregiudichi i rapporti con i clienti o l’esercizio della vigilanza.[17]

L’uso di un modello di AI non sposta automaticamente l’autorizzazione sul fornitore tecnologico, né elimina la responsabilità dell’intermediario che presta il servizio.

Il futuro PSR collega VLOSE e disciplina dei pagamenti

Al 1° settembre 2026 il pacchetto PSD3 e Payment Services Regulation, PSR, non è ancora diritto vigente. Il 17 aprile 2026 il Coreper ha ricevuto la nota con cui il Segretariato generale del Consiglio chiedeva di confermare i testi finali di compromesso. Alla data in cui si scrive questo articolo, la procedura legislativa relativa al PSR risulta ancora in attesa della posizione del Consiglio in prima lettura. Le disposizioni richiamate di seguito descrivono quindi il compromesso ST 8221/26, suscettibile di modifiche prima dell’adozione e della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale.[18]

L’articolo 2, paragrafo 1a, del compromesso estende specifiche disposizioni ai provider di VLOP e VLOSE ai sensi dell’articolo 33 DSA. Per questi soggetti il rinvio comprende gli articoli 59a, 59b, 84 e 89a.[19]

Se il testo fosse adottato in questa forma, la designazione di ChatGPT produrrebbe conseguenze nel diritto dei pagamenti anche senza trasformare OpenAI in un prestatore di servizi di pagamento. Si tratta di obblighi attribuiti in ragione della posizione del servizio nell’ecosistema digitale, non dell’ingresso nel mercato dei pagamenti.

Frodi online: canali dedicati, avvisi e competenze di vigilanza

L’articolo 59a del compromesso disciplina la cooperazione intersettoriale per prevenire e individuare le frodi. I provider di VLOP e VLOSE dovrebbero creare canali di comunicazione dedicati con i PSP o partecipare a sistemi efficaci di comunicazione e condivisione delle informazioni. Lo scopo dichiarato è rendere più rapido lo scambio di dati rilevanti, nel rispetto del GDPR e della direttiva ePrivacy.[20]

La stessa disposizione richiede misure educative e avvisi quando emergono nuove forme di truffa online, tenendo conto dei destinatari più vulnerabili. Le indicazioni devono spiegare come riconoscere i tentativi fraudolenti, quali precauzioni adottare e come segnalarli attraverso la procedura dell’articolo 16 DSA.[21]

L’enforcement è ripartito in modo selettivo. L’articolo 89a attribuisce alla Commissione competenza esclusiva sull’articolo 59b e, per l’articolo 59a, soltanto sull’obbligo di indicare la procedura di segnalazione delle frodi ai fini dell’articolo 16 DSA. Per questi profili si applicherebbe il capitolo IV del DSA.[22]

Gli altri aspetti della cooperazione antifrode prevista dall’articolo 59a restano fuori da questa competenza esclusiva.

Pubblicità finanziaria: la designazione diventa un criterio soggettivo

L’articolo 59b definisce regulated financial service qualsiasi servizio bancario, creditizio, assicurativo, pensionistico, di pagamento o di investimento per il quale il diritto dell’Unione richieda autorizzazione o registrazione. La definizione comprende espressamente cripto-attività e crowdfunding.[23]

Prima di consentire la pubblicità di tali servizi, un VLOP o VLOSE dovrebbe ottenere dall’inserzionista il numero di autorizzazione o registrazione, oppure informazioni equivalenti che dimostrino che il servizio proviene da un soggetto autorizzato o da chi agisce per suo conto. Il provider dovrebbe compiere i migliori sforzi per verificarne affidabilità e completezza attraverso i registri ufficiali pertinenti, quando il controllo sia realizzabile in modo proporzionato mediante strumenti automatizzati. In mancanza delle informazioni richieste, la pubblicità dovrebbe essere rifiutata.[24]

Per le cripto-attività, il controllo potrebbe utilizzare il registro previsto dall’articolo 109 MiCAR, che comprende i CASP autorizzati. Il considerando 81i del compromesso PSR precisa che le misure contro la pubblicità fraudolenta possono contribuire alla mitigazione dei rischi sistemici ai sensi degli articoli 34 e 35 DSA, ma non esauriscono necessariamente gli obblighi del VLOSE.[25]

L’effetto pratico dell’articolo 59b dipende dall’attività svolta. La designazione colloca OpenAI tra i soggetti potenzialmente destinatari della norma; non dimostra che il servizio offra oggi spazi pubblicitari per servizi finanziari regolamentati. L’obbligo di verifica diventa operativo quando un VLOSE consente a un inserzionista di utilizzare il servizio per quella pubblicità. Questa condizione va tenuta distinta dallo status soggettivo derivante dal DSA.

Il criterio funzionale tra cripto-attività e servizi di pagamento

E-money token: il punto di contatto tra MiCAR e servizi di pagamento

Gli electronic money token, EMT, mostrano quanto la qualificazione dipenda dalla funzione economica. MiCAR riconosce già la possibile sovrapposizione tra alcuni crypto-asset services e i servizi di pagamento. I considerando 90 e 93 richiamano custody, placing e transfer services e precisano che, in base alle caratteristiche concrete, il trasferimento di EMT può rientrare nella PSD2 e deve allora essere prestato da un soggetto autorizzato.[26]

Il compromesso PSR renderebbe il raccordo più strutturato. La definizione di funds comprenderebbe la moneta elettronica, inclusi gli EMT. L’articolo 2 escluderebbe alcune operazioni con EMT connesse a investimento o trading, mentre il considerando 29a chiarisce che l’esclusione non coprirebbe i transfer services prestati da un CASP quando gli EMT sono utilizzati per pagare beni o servizi.[27]

L’articolo 110b modificherebbe l’articolo 60 MiCAR inserendo un nuovo paragrafo 4a. Una payment institution autorizzata ai sensi di PSD3 potrebbe prestare determinati crypto-asset services relativi a EMT per fornire servizi di pagamento, previa notifica all’autorità competente, quando tali servizi siano considerati equivalenti a quelli coperti dalla sua autorizzazione.[28]

Le equivalenze proposte seguono la funzione. Il transfer service e l’execution of orders su cripto-attività sarebbero equiparati all’esecuzione di operazioni di pagamento. La reception and transmission of orders sarebbe equiparata al payment initiation service. La custodia e amministrazione verrebbe associata ai servizi che consentono di collocare o prelevare contante da un conto di pagamento; lo scambio di cripto-attività sarebbe associato all’esecuzione di operazioni di pagamento.[29]

Per un agente capace di operare attraverso conti, wallet e CASP, la qualificazione potrebbe cambiare durante la stessa interazione. La ricerca di informazioni resta nel perimetro del motore di ricerca. Una raccomandazione personalizzata può avvicinarsi alla consulenza. La trasmissione di un ordine apre le categorie PSD2 o MiCAR. L’esecuzione e il trasferimento fanno emergere responsabilità e autorizzazioni ulteriori. La continuità dell’interfaccia non produce continuità normativa.

Fig. 2 – Agente tecnico o servizio regolamentato

Il confine regolatorio è nell’azione, non nel nome dell’agente

La designazione del 31 agosto stabilisce un punto fermo: la ricerca generativa di ChatGPT può essere trattata come motore di ricerca online e, superata la soglia dell’articolo 33, sottoposta al regime VLOSE. La portata del provvedimento sulle altre componenti del servizio resta da precisare attraverso la decisione individuale e l’integrazione tecnica tra Search, Work e applicazioni connesse.

Il DSA governa la scala dell’intermediazione informativa e i rischi sistemici del servizio designato. L’AI Act disciplina sistemi e modelli di AI e contiene un raccordo espresso con il DSA. PSD2 e MiCAR diventano pertinenti quando l’agente svolge funzioni che corrispondono a servizi regolamentati. Il compromesso PSR aggiunge un meccanismo distinto: alcuni obblighi finanziari sarebbero collegati direttamente alla qualifica di VLOSE, soprattutto in materia di frodi e pubblicità.

La sequenza informazione, ricerca, raccomandazione, ordine ed esecuzione non forma un’unica fattispecie. Ogni passaggio richiede di identificare il soggetto che presta il servizio, l’istruzione ricevuta, l’accesso a conti o wallet, l’intermediario verso cui l’azione è diretta e il momento in cui l’utente conferma o autentica l’operazione. È su questi elementi che si distingue un motore di ricerca da un fornitore tecnico, un PISP, un CASP o un intermediario che esternalizza una funzione.

Per le piattaforme agentiche, la compliance non potrà limitarsi a classificare il prodotto una sola volta. Dovrà scomporre il workflow e associare a ciascuna azione il relativo regime. ChatGPT offre un caso utile proprio perché la stessa interfaccia può passare dalla sintesi di informazioni all’interazione con un servizio esterno. La pubblicazione della decisione individuale VLOSE chiarirà il primo perimetro; l’evoluzione delle funzioni operative determinerà gli altri.

Note e sitografia

[1] Commissione europea, «Commission designates ChatGPT, Reddit, Roblox under Digital Services Act», 31 agosto 2026, https://digital-strategy.ec.europa.eu/en/news/commission-designates-chatgpt-reddit-roblox-under-digital-services-act; Regolamento (UE) 2022/2065, articolo 33, https://eur-lex.europa.eu/eli/reg/2022/2065/oj/eng.

[2] Commissione europea, elenco dei VLOP e VLOSE designati, aggiornato al 31 agosto 2026, https://digital-strategy.ec.europa.eu/en/policies/list-designated-vlops-and-vloses; OpenAI, informativa DSA sui destinatari attivi di ChatGPT Search, https://help.openai.com/en/articles/8959649-eu-digital-services-act-dsa.

[3] Regolamento (UE) 2022/2065, articolo 3, lettera j), https://eur-lex.europa.eu/eli/reg/2022/2065/oj/eng.

[4] Regolamento (UE) 2024/1689, considerando 119, https://eur-lex.europa.eu/eli/reg/2024/1689/oj/eng.

[5] Regolamento (UE) 2022/2065, articoli 34 e 35, https://eur-lex.europa.eu/eli/reg/2022/2065/oj/eng.

[6] Regolamento (UE) 2022/2065, considerando 84 e articolo 34, https://eur-lex.europa.eu/eli/reg/2022/2065/oj/eng.

[7] Regolamento (UE) 2024/1689, considerando 118 e 120, https://eur-lex.europa.eu/eli/reg/2024/1689/oj/eng.

[8] OpenAI Docs, «ChatGPT Work Overview», https://learn.chatgpt.com/docs/enterprise/chatgpt-work-overview.

[9] OpenAI Docs, «Browser», https://learn.chatgpt.com/docs/browser.

[10] OpenAI Docs, «Plugin guidelines», sezione Financial activities, https://learn.chatgpt.com/plugins/app-guidelines.

[11] Direttiva (UE) 2015/2366, articolo 3, lettera j), https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/HTML/?uri=CELEX:32015L2366.

[12] Direttiva (UE) 2015/2366, articolo 4, punto 15, e articolo 66, https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/HTML/?uri=CELEX:32015L2366.

[13] Direttiva (UE) 2015/2366, articolo 97, https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/HTML/?uri=CELEX:32015L2366.

[14] Regolamento (UE) 2023/1114, articolo 3, paragrafo 1, punto 16, https://eur-lex.europa.eu/eli/reg/2023/1114/oj/eng.

[15] Regolamento (UE) 2023/1114, articolo 3, paragrafo 1, punti 21, 23, 24 e 26, https://eur-lex.europa.eu/eli/reg/2023/1114/oj/eng.

[16] Regolamento (UE) 2023/1114, articoli 59 e 81, https://eur-lex.europa.eu/eli/reg/2023/1114/oj/eng.

[17] Regolamento (UE) 2023/1114, articolo 73, https://eur-lex.europa.eu/eli/reg/2023/1114/oj/eng.

[18] Consiglio dell’Unione europea, ST 8220/26, 17 aprile 2026, https://data.consilium.europa.eu/doc/document/ST-8220-2026-INIT/en/pdf; Parlamento europeo, procedura 2023/0210(COD), https://oeil.europarl.europa.eu/oeil/en/procedure-file?reference=2023/0210(COD).

[19] Consiglio dell’Unione europea, compromesso PSR ST 8221/26, articolo 2, paragrafo 1a, https://data.consilium.europa.eu/doc/document/ST-8221-2026-INIT/en/pdf.

[20] ST 8221/26, articolo 59a, paragrafo 2.

[21] ST 8221/26, articolo 59a, paragrafo 3.

[22] ST 8221/26, articolo 89a.

[23] ST 8221/26, articolo 59b, paragrafo 1.

[24] ST 8221/26, articolo 59b, paragrafi 2, 2a e 3.

[25] ST 8221/26, considerando 81i; Regolamento (UE) 2023/1114, articolo 109, https://eur-lex.europa.eu/eli/reg/2023/1114/oj/eng.

[26] Regolamento (UE) 2023/1114, considerando 90 e 93, https://eur-lex.europa.eu/eli/reg/2023/1114/oj/eng.

[27] ST 8221/26, articolo 2, paragrafo 2, lettera ha), e considerando 29a.

[28] ST 8221/26, articolo 110b, nuovo articolo 60, paragrafo 4a, MiCAR.

[29] ST 8221/26, articolo 110b.

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