Nel panorama globale della sicurezza digitale, i deepfake stanno registrando un’accelerazione senza precedenti. Secondo il report ZeroThreat, 2025 Statistics, nei primi tre mesi del 2025 si è verificato un aumento del 19% degli incidenti deepfake rispetto al totale dell’intero 2024.
Ancora più significativo è il dato riportato dall’Identity Fraud Report 2025 di Entrust: i deepfake rappresentano ormai il 40% di tutti i tentativi di frode biometrica realizzati tramite immagini e audio falsificati.
Il settore finanziario e bancario è tra i più colpiti: nel 2024 il 53% dei professionisti del comparto ha segnalato tentativi di truffa basati su immagini e video manipolati.
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Cos’è un’identità digitale “sintetica”
La frode dei profili digitali si basa sulla creazione di personaggi completamente fittizi, costruiti combinando dati reali – spesso sottratti illegalmente – con informazioni inventate.
Attraverso strumenti di intelligenza artificiale è oggi possibile creare video e audio estremamente realistici, capaci di imitare voce, movenze e caratteristiche facciali di una persona reale.
Questa tecnica, nota nel gergo tecnico come “rete antagonista generativa” (GAN), utilizza modelli di machine learning per sovrapporre immagini e video autentici a contenuti manipolati. Il risultato è un’identità “ibrida”: non appartiene a nessun individuo reale, ma incorpora elementi provenienti da più identità autentiche.
La partnership tra Tinexta Infocert e IdentifAI
Per contrastare questa minaccia crescente, Tinexta Infocert, tra i principali gestori europei di servizi per l’identità digitale e Qualified Trust Service Provider, ha siglato una partnership strategica con IdentifAI, startup italiana specializzata nel rilevamento dei deepfake.
IdentifAI, fondata da Marco Ramilli e Marco Castaldo, ha sviluppato una piattaforma tecnologica innovativa basata su un approccio definito di intelligenza artificiale “degenerativa”, progettata per verificare l’autenticità di immagini e video e individuare tentativi di impersonificazione digitale.

Tecnologia al servizio dell’onboarding digitale
L’integrazione della piattaforma IdentifAI nei sistemi di Tinexta Infocert consente di rafforzare i processi di riconoscimento dell’identità da remoto, in particolare durante la fase di onboarding digitale: la registrazione online necessaria per accedere a servizi bancari, assicurativi o amministrativi.
Il software è in grado di analizzare le immagini e stabilirne il livello di artificialità, smascherando tentativi di:
- ottenere credenziali non autentiche
- rubare identità digitali legittime
- impersonare soggetti reali attraverso video o audio manipolati
L’obiettivo è disincentivare in modo significativo la falsa impersonificazione e rafforzare la fiducia nei sistemi di identità digitale.
Le dichiarazioni dei protagonisti
“Siamo orgogliosi che la nostra tecnologia, capace di verificare l’autenticità di immagini e video e segnalare tentativi di impersonificazione digitale, contribuisca al consolidamento degli standard di sicurezza della maggiore autorità di certificazione europea”, ha dichiarato Marco Ramilli, founder di IdentifAI.
Ramilli ha definito l’accordo “un’alleanza strategica” in grado di generare fiducia negli strumenti di identità da remoto in un’epoca in cui deepfake e contraffazioni sono sempre più accessibili.
Sulla stessa linea Igor Marcolongo, Business Evolution director di Tinexta Infocert: “In uno scenario in cui l’evoluzione dell’intelligenza artificiale rende sempre più sofisticate le minacce di frode, è fondamentale integrare tecnologie avanzate capaci di riconoscere e contrastare i deepfake. Questa partnership rafforza la resilienza dei nostri sistemi e consolida il nostro ruolo di punto di riferimento europeo per l’identità digitale sicura”.
Sicurezza e fiducia nell’era dell’AI
L’aumento esponenziale dei deepfake dimostra come la sicurezza dell’identità digitale sia oggi una priorità strategica per istituzioni e imprese.
L’accordo tra Tinexta Infocert e IdentifAI rappresenta un esempio concreto di come l’intelligenza artificiale possa essere utilizzata non solo per generare contenuti sintetici, ma anche per contrastarne l’uso fraudolento, rafforzando gli standard di sicurezza e la fiducia nei servizi digitali europei.





