Un tempo, un discorso di un banchiere centrale al Comitato Esecutivo dell’ABI sarebbe sembrato distante dalle agende di chi si occupa di tecnologia. Oggi non più. Nell’intervento pronunciato a Milano, Fabio Panetta intreccia analisi macroeconomiche e geopolitiche con temi ormai centrali per il settore bancario: intelligenza artificiale, infrastrutture dei pagamenti, moneta digitale e competenze.
Il messaggio è netto: in un mondo instabile e competitivo, l’innovazione non è un capitolo a parte, ma l’infrastruttura su cui si fondano fiducia, autonomia e crescita.
Indice degli argomenti
Pagamenti, da servizio a leva di potere
Nel ragionamento di Panetta, i pagamenti smettono di essere una funzione ancillare e diventano terreno strategico. In un contesto in cui “tutto è strategico”, le transazioni non sono solo flussi di valore, ma anche dati sensibili e infrastrutture critiche.
È qui che l’Europa misura la propria capacità di non dipendere da altri e di ridurre rischi strutturali che, in uno scenario geopolitico teso, non sono più neutrali.
Euro digitale e autonomia europea
Secondo il Governatore, l’euro digitale non è una minaccia per le banche, ma una piattaforma abilitante per un mercato dei pagamenti più integrato e meno dipendente da circuiti extra-UE. L’obiettivo non è sostituire ciò che esiste, ma creare un’infrastruttura comune.
Panetta risponde in modo diretto a chi teme la concorrenza dei grandi operatori statunitensi: il vero obiettivo è “riprendersi quel 70%” di mercato oggi in mano a Visa e Mastercard. Racconta anche un’esperienza personale: usando una carta “americana per tutto” fuori dall’Italia, a causa dell’assenza di un circuito europeo interoperabile. “Non c’è mai stato un accordo a livello europeo su un circuito europeo, perché gli standard sono diversi”, osserva.
Stablecoin e tokenizzazione: oltre gli slogan
Nel capitolo sulla finanza digitale privata, Panetta riconosce che le stablecoin “sollevano l’immaginario collettivo” e sono destinate a crescere. Ma la stabilità, avverte, non nasce dal nome.
Le stablecoin diventano davvero stabili solo se sostenute da riserve vicine alla moneta della banca centrale o a moneta bancaria solida e regolamentata. Se invece poggiano su asset opachi o su altre stablecoin, il rischio aumenta e la promessa di stabilità si indebolisce. Da qui la tesi centrale: la finanza digitale privata dipende dalla solidità dei due pilastri del sistema, moneta pubblica e moneta bancaria, anche in un mondo digitale e tokenizzato.
Sovranità monetaria come processo storico
La visione di Panetta si incrocia con quella del presidente ABI Antonio Patuelli, che definisce l’euro digitale un “processo storico” e uno “strumento di libertà”. Non una scelta opzionale, ma una tappa coerente nell’evoluzione dei pagamenti.
Innovazione privata e moneta pubblica digitale seguono percorsi distinti ma complementari: l’obiettivo è costruire una base comune europea su cui possa svilupparsi anche l’iniziativa privata, superando approcci ideologici.
Pontes e Appia: quando la visione diventa architettura
La strategia prende forma nei progetti Pontes e Appia dell’Eurosistema.
Pontes, nel breve periodo, mira a collegare l’infrastruttura Target con piattaforme DLT, consentendo il dialogo tra sistemi tradizionali e innovativi.
Appia guarda più lontano, puntando a una futura infrastruttura di regolamento nativamente basata su DLT.
Non esiste ancora un modello definitivo. Proprio per questo, Panetta richiama il coinvolgimento attivo di banche e operatori: “Quando uno si fa la casa, deve stare lì con l’architetto, altrimenti diventa la casa dell’architetto”.
Tecnologia, geopolitica e competenze
Il discorso si allarga al contesto globale. La competizione tra Stati Uniti e Cina è soprattutto tecnologica e si riflette nel controllo di risorse critiche e infrastrutture. Anche la politica diventa leva economica: le sanzioni contro la Russia hanno funzionato soprattutto grazie alle infrastrutture finanziarie.
Ma se la tecnologia è la gara, la conoscenza è il carburante. Panetta insiste sull’urgenza di investire in competenze. “Noi dobbiamo puntare sull’adozione”, afferma, ricordando che l’Europa può recuperare produttività diffondendo tecnologia nel tessuto produttivo, soprattutto tra le PMI.
Congiuntura globale e nuove pressioni competitive
Sul fronte macroeconomico, l’economia mondiale ha mostrato una resilienza superiore alle attese: niente recessione diffusa e crescita statunitense robusta. Il commercio globale non è crollato, ma si è riallocato, spinto anche dalla filiera dell’intelligenza artificiale.
Per l’Europa, però, emergono nuove pressioni competitive: la Cina, con domanda interna debole, spinge sull’export verso mercati europei, mettendo sotto stress soprattutto la Germania e, di riflesso, l’Italia.
Semplificazione invece che deregolamentazione
In questo scenario, Panetta propone la semplificazione come alternativa intelligente alla deregolamentazione. Con banche redditizie e un sistema che ha retto agli shock, la priorità è ridurre complessità e ridondanze che consumano risorse senza aumentare la stabilità.
Le linee d’azione includono una struttura del capitale più chiara, maggiore proporzionalità tra intermediari e razionalizzazione delle segnalazioni di dati. Anche qui la tecnologia aiuta: Bankitalia sperimenta l’uso dell’IA per rendere le norme più comprensibili, “dando l’esempio” dall’interno.
Una bussola per il settore bancario
Dall’intervento al Comitato Esecutivo ABI emergono tre parole chiave: semplificazione, standard e infrastrutture, adozione. La partita dei pagamenti – tra DLT, tokenizzazione ed euro digitale – è sempre più strategica e richiede architetture europee interoperabili.
È in questo spazio che innovazione e politica monetaria si incontrano, proprio nel momento in cui l’innovazione smette di essere frontiera e diventa infrastruttura.




