SumUp: così i retailer provano a intercettare la crescita dei pagamenti digitali

A spingere questa trasformazione è stato l’aumento del valore del transato medio cashless dei commercianti, cresciuto nell’ultimo anno del 43,6% rispetto al 2020

Pubblicato il 17 Dic 2021

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Cosa hanno fatto gli esercenti italiani per intercettare la maggiore propensione degli italiani al digitale nel post pandemia? Secondo l’osservatorio della fintech SumUp i retailer hanno lavorato per introdurre nuove tecnologie per il pagamento (47%), digitalizzare la propria attività (40%), modificare il proprio catalogo di prodotti (30%).  A spingere a queste scelte sono stati i numeri del cashless: infatti, il valore del transato medio cashless dei commercianti è cresciuto nell’ultimo anno del 43,6% rispetto al 2020 e, confrontando il 2021 con il 2019, si osserva un aumento del 53,3%.

Il trend viene confermato anche dal numero medio di transazioni per esercente: confrontando il 2021 con il 2020, la crescita è del 69,1%, che sale a 99,3% rispetto al 2019. A registrare una crescita cashless più importante nel corso dell’anno, sia per quanto riguarda il transato medio, che per il numero di transazioni, sono stati gli esercenti legati al mondo beauty e barber (+46,4% per transato medio rispetto al 2020; +61,3% per numero di transazioni rispetto al 2020), gli artigiani (+41,9%; 68,8%) e i commercianti del settore Food&Grocery (+16,8%; 36,3%). A questi si affiancano medici, specialisti e operatori sanitari che diventano sempre più digitali con il +61,7% di crescita di fatturato cashless e il +64,7% di numero di transazioni registrate nel 2021 rispetto al 2020.

– Secondo l’analisi di SumUp, stanno diventando sempre più popolari le transazioni digitali per i piccoli pagamenti. In particolare, le transazioni inferiori a 5 euro hanno registrato una crescita significativa del 67% nel 2021 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Gli scontrini tra i 6 e i 10 euro sono invece saliti del 22%, mentre al contrario quelli tra i 10 e i 50 euro sono diminuiti del 3%. A livello nazionale, lo scontrino medio si è di fatto assestato sui 43,7 euro, scendendo del 15% rispetto al 2020 quando era di 51,4 euro.

Per quanto riguarda il periodo Natalizio,  i commercianti si dicono infatti per la maggior parte ottimisti: il 43% prevede di raggiungere lo stesso fatturato del pre-Covid e il 17% addirittura maggiore. Guardando al 2022, oltre la metà dei commercianti prevede la crescita della propria attività, mentre un terzo ha espresso preoccupazione per le nuove restrizioni o misure che potranno avere ripercussioni sulle vendite. Ad ogni modo, il 25% sta pianificando di digitalizzare ulteriormente la propria attività.

“In questi ultimi due anni sono cambiate le abitudini sia da parte dei commercianti che dei consumatori: da entrambe le parti i pagamenti digitali vengono sempre più apprezzati per motivi legati alla sicurezza e alla comodità. Gli incentivi messi in campo da parte del governo, come il Cashback di Stato nel primo semestre e il nuovo credito d’imposta ora, hanno senz’altro dato una spinta alla digitalizzazione dei pagamenti – ha evidenziato Umberto Zola, Country Growth Lead Italia di SumUp – . Come SumUp, abbiamo fatto tanto per supportare i commercianti con nuovi strumenti: a dimostrarlo è anche il riscontro da parte degli stessi esercenti, che nel 19% dei casi ammettono di aver digitalizzato la propria attività con POS, Negozio Online, Pagamenti via Link, e nel 25% dei casi sottolineano come i nostri prodotti e servizi li abbiano aiutati durante la pandemia ad attirare nuovi clienti o a mantenere i rapporti con quelli abituali. Sicuramente sarà importante il ruolo dei pagamenti digitali in questo periodo di grandi acquisti”.

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