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Revolut e richieste fraudolente: la risposta del Regolamento e-Evidence


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Procedure informali e fiducia nel mittente hanno amplificato l’attacco contro Revolut, nato dalla compromissione di una PEC delle forze dell’ordine. Con ordini tipizzati, controlli accentrati e trasmissioni tracciabili, il sistema e-Evidence affianca alla tutela dei diritti un presidio europeo contro il social engineering

Pubblicato il 22 ott 2026

Eleonora Curreli

avvocato Studio Portolano Cavallo

Ilaria Curti

Avvocato Studio Portolano Cavallo

Laura Liguori

Avvocato Studio Portolano Cavallo



REvolut




La vicenda Revolut è ormai nota. Nel settembre 2026 è emerso che uno dei maggiori gruppi fintech europei ha subito un’esfiltrazione di dati personali dei propri clienti a seguito di una richiesta fraudolenta proveniente da almeno un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) riconducibile alle forze dell’ordine italiane.

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