Dalla Psd2 alla blockchain, l’Eba scommette sull’open banking

L'Associazione bancaria europea pubblica due studi sui nuovi scenari normativi e tecnologici. Focus sulle opportunità di evoluzione dei servizi offerte dai big data [...]
  1. Home
  2. Payment regulation
  3. Psd2
  4. Dalla Psd2 alla blockchain, l’Eba scommette sull’open banking

Esaminare le opportunità offerte dalla direttiva europea Psd2 e dalla tecnologia blockchain per capire in che modo possano favorire una nuova e migliore proposizione delle banche nei confronti della clientela. È questo l’obiettivo che ha mosso i ricercatori dell’Associazione bancaria europea (Eba), che ha messo fra le priorità della propria agenda di studio e ricerca le nuove frontiere dell’open banking e delle criptovalute.

L’utilizzo delle tecnologie che regolano la vita delle nuove monete digitali, spiega l’Eba, può aiutare le istituzioni finanziarie a mantenere o addirittura innalzare il livello di sicurezza e integrità dei dati, migliorando al tempo stesso i servizi e l’esperienza dei clienti. E altrettanto può fare il mutamento del panorama normativo dovuto alla direttiva Psd2 e al regolamento europeo in materia di privacy (GDPR), che aprono scenari inediti sul fronte della raccolta e dell’analisi dei dati.

Alimentata da questi cambiamenti normativi e tecnologici, la tendenza verso l’open banking è secondo l’associazione europea un catalizzatore per i servizi bancari data-driven. “Abbiamo fornito una panoramica dei casi di utilizzo dei dati analitici nel settore bancario e delle indicazioni su come le banche possono generare valore per la clientela sulla base delle opportunità di esplorazione dei dati”, spiega Vincent Brennan, Head of Group Operations & Payments, Bank of Ireland e presidente del gruppo di lavoro Open Banking dell’Eba riferendosi ai due studi pubblicati dall’associazione.

WHITEPAPER
Scopri le tecnologie avanzate per affrontare il Black Friday nel tuo negozio

Nel contesto di forte trasformazione digitale guidato da norme e tecnologie nuove, sottolinea l’Eba, le banche partono da una posizione di vantaggio dovuta soprattutto all’esperienza accumulata dal punto di vista del trattamento di informazioni riservate e dell’allocazione dei rischi. Competenze ad hoc per l’estrazione di valore dai dati e partnership fra i player del settore aiuterebbero a massimizzare le intuizioni analitiche, favorendo la creazione di proposte differenziate per i clienti.

La richiesta di uno scambio di dati più aperto e rapido da parte di clienti e autorità di regolamentazione sta inoltre spingendo le banche ad esplorare tecnologie che consentano loro di rispondere alla nuova condivisione dei dati e di gestire le richieste garantendo al contempo la sicurezza dei dati finanziari. In questo scenario l’universo delle criptovalute e dei sistemi hi-tech che le governano offre alle banche alcune opportunità di miglioramento della velocità, dell’accessibilità e dell’operabilità delle soluzioni già esistenti.

Per soddisfare le aspettative dei clienti e i requisiti normativi in materia di controllo e condivisione dei dati e di data governance, “Riteniamo che l’uso delle tecnologie cripto-tecnologiche possa fare la differenza nello sviluppo delle soluzioni – commenta José Vicente, vicedirettore Payments and External Entities Unit del Banco Comercial Português e presidente del gruppo di lavoro sulle cripto-tecnologie dell’Eba -. Gli operatori del settore finanziario hanno ora a disposizione strumenti che consentono loro di sviluppare servizi finanziari che sbloccano la trasparenza, la velocità e l’efficienza delle distributed ledger, garantendo al tempo stesso la sicurezza e l’integrità dei dati”.

FacebookTwitterLinkedIn