Revolut ha consegnato informazioni personali e finanziarie di centinaia di clienti a soggetti che si presentavano come funzionari pubblici. Gli autori della frode non hanno dovuto violare direttamente i sistemi informatici della fintech: secondo le ricostruzioni pubblicate tra il 12 e il 16 settembre 2026, hanno utilizzato un indirizzo appartenente a un dominio governativo autentico per presentare richieste di informazioni apparentemente legittime.
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Revolut, 680 clienti esposti da una Pec violata
Una casella istituzionale italiana compromessa sarebbe stata utilizzata per ottenere da Revolut documenti d’identità, indirizzi, Iban, estratti conto e cronologie delle transazioni dei clienti. La Polizia postale indaga, mentre nel Regno Unito il caso è arrivato all’autorità per la protezione dei dati. L’azienda esclude accessi ai propri sistemi

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