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K Linx: chi è e cosa fa la startup che vuole portare le reti neurali nella gestione degli incassi

Nicoletta Boldrini - @NicBoldrini

Un passato nella Marina Militare, con alle spalle anche una missione nella Guerra del Golfo, chitarrista amante del rock-blues, manager d’azienda e startupper. Incontriamo a Milano Mario Farris, fondatore e direttore generale di K Linx, una startup che si sta facendo strada nell’ambito dei pagamenti digitali, in particolare sul fronte dei processi relativi alla riconciliazione degli incassi, facendo continui investimenti e ricerca in tecnologie avanzate utilizzando, per esempio, le reti neurali artificiali.

Per approfondire il tema e capire come le reti neurali artificiali possono essere impiegate nell’ambito della riconciliazione degli incassi, in particolare per la gestione automatizzata dei pagamenti con dati non strutturati, consigliamo la lettura del servizio “Intelligenza artificiale nel Finance: reti neurali per la gestione dei pagamenti non strutturati”.

 

Chi è e come nasce K Linx

Mario Farris, fondatore e direttore generale di K Linx
Mario Farris, fondatore e direttore generale di K Linx

«K Linx nasce come startup nel 2017 e diventa operativa a fine 2018 ma la storia inizia molto prima, circa cinque anni fa, come piattaforma dedicata alla gestione degli incassi», racconta Farris. «K Linx nasce di fatto nei laboratori di Workgroup Consulting, società che si occupa di consulenza in ambito bancario e assicurativo (anche come proposta di soluzioni di terze parti, in particolare sul fronte della cybersecurity per l’internal fraud detection) e oggi principale finanziatrice della startup».

Unendo le competenze consulenziali e progettuali, maturate in Workgroup Consulting, per lo sviluppo e la manutenzione del software, con l’esperienza acquisita nel portare sul mercato software “impegnativi” (nella proposizione, perché specifici per aree di business critiche), «abbiamo ritenuto potesse essere il “momento buono” per proporre qualcosa di nostro in termini di soluzioni tecnologiche», prosegue Farris. «L’idea di fondo è legata alla voglia di capitalizzare le capacità acquisite negli anni in segmenti di mercato molto specialistici. Abbiamo competenze consolidate nell’ambito della gestione dei crediti, del credit scoring, nel mondo dei pagamenti, nel trattamento di informazioni e anagrafiche non strutturate… dall’unione di queste competenze è nata K Linx che nella sostanza ha fatto convergere il tutto in una piattaforma tecnologica per la gestione degli incassi con un forte valore aggiunto nel trattamento automatizzato dei pagamenti con dati non strutturati».

I primi anni di attività, prima ancora che nascesse formalmente la startup, sono stati caratterizzati dallo sviluppo di POC che, da un lato hanno permesso al team di farsi conoscere, dall’altro di migliorare costantemente lo sviluppo tecnologico: «ogni progetto ci ha arricchito non solo perché ci ha permesso di indirizzare meglio la crescita della piattaforma ma anche, e soprattutto, perché ci ha permesso di aumentarne le performance», spiega Farris. «L’efficacia dell’automazione dei processi di riconciliazione degli incassi su pagamenti con dati non strutturati, infatti, è passata da una performance iniziale del 50% ad una efficacia che oggi arriva al 90%, con il “traditional computing”».

 

Innovazione tecnologica, marketing ed alleanze, internazionalizzazione. I pilastri strategici di K Linx

Oggi K Linx è a tutti gli effetti una impresa che ha all’attivo diversi progetti contrattualizzati. La volontà di far vivere la proposizione tecnologica all’interno di una entità unica, svincolata da Workgroup Consulting, è legata alla consapevolezza sia delle potenzialità del mercato di riferimento sia della necessità di concentrare gli sforzi interni sul continuo sviluppo e miglioramento tecnologico.

In quest’ottica, tre sono i pilastri strategici di K Linx.

1) Innovazione tecnologica

«Vogliamo portare all’interno della piattaforma le reti neurali artificiali in modo da coprire anche quei processi che oggi richiedono ancora un intervento manuale, elevando così al massimo le performance ed i livelli di automazione della riconciliazione degli incassi, soprattutto in presenza di pagamenti non strutturati, come per esempio quando la verifica di un pagamento fa riferimento ad un bollettino postale compilato a mano», spiega in dettaglio Farris. «Siamo convinti che l’impiego di sistemi di intelligenza artificiale possa ridurre notevolmente la presenza dei cosiddetti “casi dubbi”, quelli che oggi, pur in presenza di sistemi di gestione automatizzata degli incassi, vengono riconosciuti dai sistemi come eccezioni per le quali è necessaria una verifica umana. Oggi la percentuale dei casi dubbi si aggira tra il 10 e il 20% che, in organizzazioni con alti volumi di incassi, significa avere in essere ancora moltissimi processi di verifica manuali. Con le reti neurali artificiali vogliamo portare la percentuale dei casi dubbi al minimo, diciamo all’1-2%».

2) Marketing ed alleanze

«Siamo consapevoli che nella proposizione verso il mercato gli investimenti in marketing e comunicazione siano di importanza strategica», puntualizza Farris. «In quest’ottica stiamo puntando molto su visibilità e networking, anche attraverso la partecipazione ad importanti eventi di settore. Abbiamo fatto il nostro esordio al Salone dei Pagamenti e siamo davvero molto soddisfatti non solo della “vetrina” che abbiamo avuto ma anche delle “strette di mano” che ci hanno permesso di raccontare la nostra storia, chi siamo e che cosa possiamo fare per le aziende. Dal punto di vista del networking crediamo molto anche nell’utilizzo dei social media, LinkedIn in particolare».

Di fondamentale importanza anche le “alleanze”, non solo commerciali ma anche con partner tecnologici che sviluppano e propongono soluzioni verticali “affini” alla piattaforma K Linx. «Le stesse banche potrebbero diventare partner commerciali importanti proponendo ai loro clienti, come servizio a valore aggiunto, la nostra soluzione tecnologica. Infondo, loro conoscono bene le aziende clienti e sanno chi potrebbe avere vantaggio da una soluzione di automazione della riconciliazione degli incassi», dice con una certa esortazione Farris.

Guardando alle alleanze di natura più tecnologica, secondo la visione del fondatore della startup milanese, «K linx potrebbe essere di grande ausilio in progetti di RPA (Robotic Process Automation), con un approccio non invasivo su sistemi pre-esistenti».

3) Internazionalizzazione

Nella strategia di K Linx c’è anche un percorso di apertura ed espansione su mercati esteri, inizialmente partendo dall’Europa: «abbiamo già preso accordi con una società che si occupa della gestione commerciale cui abbiamo dato come missione la proposta di K Linx in tutte le capitali europee del Fin-Tech, da Londra ad Amsterdam, passando per Parigi, Madrid, Bruxelles, Berlino…», descrive Farris.

 

Intelligenza artificiale e reti neurali: l’importanza delle competenze

K Linx è di fatto una “società-prodotto” che, per far fronte al primo dei pilastri strategici, l’innovazione tecnologica ed il continuo sviluppo e miglioramento della piattaforma, necessita di competenze ultra specialistiche. «Queste competenze cerchiamo di averle in casa e farle crescere internamente – sottolinea Farris -. Oggi non è così semplice trovare persone esperte sulle reti neurali; per trovarle “attingiamo” anche alle Università, cercando neolaureati che abbiano fatto percorsi di studi specifici nell’ambito dell’intelligenza artificiale. Questo perché l’orientamento di studio sull’AI offre, a nostro avviso, quello strato di conoscenza utile che permette ai ragazzi, con pochi mesi di training, di essere operativi ed efficaci già alla loro prima esperienza di lavoro».

«Non nego – dice Farris in chiusura – che cerchiamo anche persone dotate di soft skill per noi molto importanti: siamo una realtà dinamica e in evoluzione, ci piacciono le persone che amano le sfide».

 

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