Estate da record per i pagamenti digitali: transazioni a +71%

Secondo le rilevazioni di SumUp dal primo giugno al quindici agosto le operazioni cashless sono cresciute fino a superare del 32% quelle del periodo pre-Covid. Trieste la città italiana che utilizza meno i contanti, poi Livorno e Vibo Valentia [...]
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Tra il primo giugno e ferragosto le transazioni cashless sono cresciute in Italia del 71% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con un + 113% nel corso dell’ultimo biennio. A fotografare la situazione è SumUp, i cui dati evidenziano come il valore del transato medio per commerciante nel campo del turismo e della ristorazione è cresciuto del 46% rispetto al 2020 (con un +32% rispetto al periodo pre-covid del 2019), mentre si registra un progressivo abbassamento dello scontrino medio, con i consumatori che sono quindi sempre più propensi a utilizzare soluzioni cashless anche per piccole spese.

“I numeri del turismo si inseriscono perfettamente nell’ambito della rivoluzione digitale che ha caratterizzato il Paese negli ultimi due anni, anche a causa della pandemia, e che ha avuto risvolti importanti  soprattutto per quanto riguarda i pagamenti – afferma Umberto Zola, Country Growth Lead Italia di SumUp – Le soluzioni cashless sono sempre più apprezzate ed utilizzate sia da parte dei commercianti, che dei clienti, da un lato per la possibilità di integrare cassa fisica e online più facilmente, dall’altro per la sicurezza, poiché assicurano il distanziamento, evitano lo scambio di contanti e il crearsi di file e assembramenti in cassa”.

SumUp si occupa inoltre di stilare una classifica delle città più “cashless” in Italia, in cui la posizione di testa spetta a Trieste, che ha scalato nell’ultimo anno 25 posizioni, seguita da Livorno e da Valentia.

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“È interessante notare come, con il passare del tempo, stiano diventando sempre più popolari e accettate anche da parte dei commercianti le transazioni digitali per cifre più piccole, dal caffè al bar, al noleggio dell’ombrellone”, spiega ancora Zola.

“La presenza di pagamenti ‘stranieri’ legati al turismo segue ovviamente il corso della pandemia: la più alta rappresentazione di carte di credito internazionali si è verificata in tempi pre-Covid tra aprile (39%), e ottobre 2019 (33%) – aggiunge Zola – Difficile predire quello che sarà il trend del turismo straniero – e quindi dei pagamenti con carte internazionali – per i prossimi mesi, ma siamo convinti che, per quanto riguarda i pagamenti interni, sarà difficile tornare indietro verso il contante ora che tanto i commercianti, quanto i consumatori hanno compreso e preferito la comodità del cashless in ogni contesto”.

 

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