Nel cuore della trasformazione digitale del settore finanziario si sta consumando una crisi silenziosa ma profonda: quella della fidelizzazione dei clienti nel mondo delle banche retail. A rivelarlo è il World Retail Banking Report 2025 del Capgemini Research Institute, che mette in luce un dato allarmante: solo il 26% dei clienti si dichiara soddisfatto dell’esperienza di utilizzo delle carte di pagamento.
Un numero che fotografa una realtà ben diversa rispetto alle aspettative di un mercato sempre più orientato alla personalizzazione e alla semplicità. Le carte di pagamento, un tempo simbolo di innovazione e praticità, oggi rischiano di trasformarsi in un punto debole dell’offerta bancaria, incapace di rispondere alle esigenze di una clientela sempre più esigente, soprattutto tra i nativi digitali.

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Clienti digitali, aspettative sempre più alte
La fascia di età compresa tra i 18 e i 45 anni rappresenta oggi il motore principale del cambiamento nel settore bancario. Si tratta di utenti abituati a esperienze fluide, immediate e altamente personalizzate, spesso offerte da piattaforme digitali non bancarie.
Secondo il report, il 73% dei titolari di carte è attratto da vantaggi come cashback, premi ed esperienze esclusive. Tuttavia, ben il 74% si dichiara indifferente o insoddisfatto della propria esperienza complessiva. Questo scarto tra aspettative e realtà evidenzia una difficoltà strutturale delle banche nel creare un’offerta davvero distintiva.
Il problema non è solo tecnologico, ma anche strategico: le banche dispongono di enormi quantità di dati sui clienti, ma faticano a utilizzarli per costruire esperienze personalizzate e rilevanti.
La difficoltà di differenziarsi in un mercato competitivo
Uno dei nodi centrali emersi dal report riguarda la crescente difficoltà delle banche nel distinguersi in un mercato sempre più affollato. L’ingresso di nuovi attori, come le fintech e le neobank, ha alzato il livello della competizione, rendendo più complesso mantenere la fedeltà dei clienti.
I team di marketing individuano diverse criticità: l’83% segnala la pressione competitiva, il 72% ammette l’inefficacia dei messaggi e delle proposte di valore, mentre il 66% riconosce una conoscenza insufficiente della clientela. A ciò si aggiunge un ulteriore ostacolo: il 34% indica come problema la complessità del processo di richiesta delle carte.
Il risultato è un mercato in cui il 74% dei clienti è potenzialmente pronto a cambiare banca, segnale evidente di una fidelizzazione sempre più fragile.
L’evoluzione dei pagamenti e la minaccia degli A2A
Il panorama dei pagamenti sta evolvendo rapidamente. I pagamenti contactless e le soluzioni remote sono ormai la norma, mentre i trasferimenti account-to-account (A2A) stanno guadagnando terreno come alternativa alle carte tradizionali.
Secondo i dirigenti del settore, questa tendenza potrebbe ridurre del 15-25% la crescita futura delle transazioni con carta. Un cambiamento che impone alle banche di ripensare il ruolo stesso delle carte, trasformandole da semplici strumenti di pagamento a veri e propri hub di servizi finanziari.
In questo contesto, le carte rappresentano spesso l’unico elemento fisico del rapporto tra cliente e banca, diventando un punto cruciale per costruire engagement e fidelizzazione.
Programmi fedeltà: opportunità mancata?
L’88% dei dirigenti bancari considera l’espansione dei programmi di premi e incentivi come la leva più efficace per aumentare il coinvolgimento dei clienti. Tuttavia, i dati raccontano una realtà diversa.
Solo il 26% dei clienti è soddisfatto dei programmi fedeltà, mentre il 50% si dichiara indifferente e il 24% insoddisfatto. Questo indica che molte iniziative non riescono a generare valore percepito.
Il problema risiede spesso nella mancanza di personalizzazione e nella scarsa rilevanza delle offerte. Premi generici e poco mirati non riescono a creare un legame emotivo con il cliente, che finisce per percepire l’offerta come intercambiabile tra diverse banche.
Onboarding: il primo grande ostacolo
Uno degli aspetti più critici evidenziati dal report riguarda il processo di onboarding. Quasi un cliente su due (47%) abbandona la procedura di richiesta di una carta a causa di un’esperienza insoddisfacente.
Un dato che ha un impatto diretto sui ricavi delle banche, oltre che sulla loro capacità di acquisire nuovi clienti. Ancora più sorprendente è il fatto che solo il 3% dei team di marketing ritenga il processo davvero fluido.
Le principali difficoltà includono:
- documentazione incompleta (75% dei casi)
- Problemi nella verifica dell’identità (75%)
- Sovraccarico operativo dovuto alla mancanza di automazione (61%)
Questi numeri evidenziano un sistema ancora troppo complesso e poco orientato all’esperienza utente.
Il ruolo dell’intelligenza artificiale
L’intelligenza artificiale rappresenta una delle principali opportunità per superare le criticità dell’onboarding e migliorare l’esperienza cliente. Attualmente, meno del 29% della raccolta dati è completamente automatizzata tramite AI o Gen AI.
Tuttavia, il 41% dei dirigenti bancari prevede di investire nella digitalizzazione dei processi di onboarding nei prossimi mesi. L’obiettivo è semplificare le procedure, ridurre gli errori e velocizzare i tempi di attivazione.
L’AI può inoltre contribuire a migliorare la personalizzazione delle offerte, analizzando i dati dei clienti per proporre servizi più mirati e rilevanti.
Contact center: da punto debole a leva strategica
Un altro elemento critico riguarda i contact center, spesso percepiti come il “tallone d’Achille” del settore. Solo il 24% dei clienti si dichiara soddisfatto delle interazioni con questi servizi.
Le principali criticità segnalate includono tempi di attesa elevati, comunicazioni incoerenti e scarsa integrazione tra canali digitali e fisici. In un contesto in cui l’esperienza cliente è sempre più centrale, questi aspetti rappresentano un rischio significativo per la reputazione delle banche.
Eppure, proprio i contact center possono diventare una leva strategica per la fidelizzazione, se trasformati in hub intelligenti basati su dati e tecnologie avanzate.
Verso un’esperienza omnicanale
L’86% dei dirigenti bancari prevede di dare priorità alle esperienze omnicanale nei prossimi 12 mesi. L’obiettivo è creare un’interazione fluida e coerente tra tutti i punti di contatto con il cliente.
Un’esperienza omnicanale efficace consente di:
- anticipare le esigenze dei clienti attraverso il contatto proattivo
- risolvere i problemi in tempo reale con soluzioni di self-service
- offrire un supporto personalizzato grazie all’analisi del sentiment
Ad esempio, il 43% dei clienti contatta il servizio clienti per segnalare carte smarrite o rubate, mentre il 48% richiede assistenza per l’attivazione. Automatizzare e semplificare queste interazioni può migliorare significativamente la percezione del servizio.
Il valore dell’empatia digitale
Un aspetto spesso sottovalutato è l’importanza dell’empatia nelle interazioni digitali. Il 65% dei clienti contatta gli operatori per contestare transazioni, situazioni che richiedono non solo efficienza, ma anche comprensione e sensibilità.
L’uso dell’intelligenza artificiale per analizzare il sentiment può aiutare le banche a interpretare meglio il tono e le intenzioni dei clienti, offrendo risposte più appropriate e personalizzate.
In questo modo, la tecnologia non sostituisce il fattore umano, ma lo potenzia, rendendo le interazioni più efficaci e soddisfacenti.
Un cambio culturale necessario
Secondo gli esperti, il vero cambiamento richiesto alle banche non è solo tecnologico, ma culturale. È necessario mettere il cliente al centro di ogni fase del percorso, dalla comunicazione iniziale fino all’utilizzo quotidiano della carta.
Questo significa ripensare processi, prodotti e strategie in funzione delle esigenze reali degli utenti, adottando un approccio più agile e orientato all’esperienza.
Le banche che riusciranno a compiere questa trasformazione avranno un vantaggio competitivo significativo, mentre quelle che resteranno ancorate a modelli tradizionali rischiano di perdere terreno.
Il futuro della fidelizzazione bancaria
La fidelizzazione dei clienti rappresenta una delle sfide più complesse per il settore bancario nei prossimi anni. In un contesto caratterizzato da elevata concorrenza e aspettative crescenti, non sarà più sufficiente offrire prodotti standardizzati.
Sarà necessario costruire relazioni basate su fiducia, personalizzazione e valore reale. Le carte di pagamento, da semplice strumento operativo, possono diventare un elemento centrale di questa strategia, a patto che vengano ripensate in chiave esperienziale.
Conclusione
Il World Retail Banking Report 2025 lancia un segnale chiaro: le banche retail devono evolvere rapidamente per rispondere alle nuove esigenze dei clienti. L’insoddisfazione diffusa rappresenta un rischio, ma anche un’opportunità per innovare.
Investire in tecnologia, semplificare i processi e adottare un approccio realmente customer-centric non è più una scelta, ma una necessità. Solo così sarà possibile riconquistare la fiducia dei clienti e costruire una fidelizzazione duratura.







