Adyen sbarca in Italia con una piattaforma di pagamento omnichannel

Dopo due anni di operatività nel nostro Paese, l’olandese Adyen apre una sede a Milano. Gli obiettivi, la piattaforma, il mercato

Pubblicato il 22 Ott 2018

Adyen

Due anni dopo l’inizio dell’operatività in Italia, per Adyen è arrivano il momento di aprire una propria sede nel nostro Paese.
Fondata nel 2006 in Olanda, quotata alla Borsa di Amsterdam nel mese di giugno con ottime performance (+130 per cento in 4 mesi), Ayden ha scelto l’Italia nel suo percorso di espansione internazionale per almeno quattro buoni motivi: “Il mercato fashion e retail, perché il volume dei pagamenti digitali ormai si attesta su livelli interessanti, perché l’ecommerce cresce a doppia cifra e l’ecommerce mobile registra un 60% anno su anno”, come spiegano Ingo Uytdehaage,  CFO della società e Philippe de Passorio, Country Manager Italia.

Adyen si presenta come piattaforma omnicanale per la gestione dei pagamenti, in grado dunque di gestione in un’unica soluzione le transazioni in store, online e mobile.

“Il nostro obiettivo – spiega Uytdehaage – è facilitare i retailer nel processo e nella gestione di pagamenti, garantendo una esperienza che noi definiamo frictionless, senza problemi”.
I retailer sono dunque il punto di partenza per Adyen, che tiene subito a precisare di non essere un wallet, ma un operatore che gestisce pagamenti, in particolare nel mondo B2B2C.

I numeri di Adyen

800 persone in tutto il mondo, 108 miliardi di euro processati nel 2017, 15 uffici in tutto il mondo e oltre 3.400 clienti in tutto il mondo, tra i quali realtà come LinkedIn, Uber, Netflix.
Una piattaforma tecnologica, quella di Adyen, che si connette a più di 250 metodi di pagamento locali ed internazionali, come Visa, Mastercard, American Express, Sepa Direct Debit, incluse le cinesi WeChat ed Alipay, e accetta più di 150 valute.

Un mercato “underinvested”, quello dei pagamenti digitali, secondo Uytdehaage, che manca ancora di sufficiente trasparenza.
Per questo la proposta di Adyen si indirizza verso una piattaforma unificata, “una piattaforma globale con focus locali, dunque in grado di indirizzare le abitudini di acquisto e di pagamento dei singoli Paesi, e che integra sofisticate funzioni di risk management”.

Il vantaggio, spiegano ancora i due manager, sta proprio nell’approccio centralizzato della piattaforma, “con una vista unificata dei dati, sui quali vengono applicato algoritmi di machine learning così da garantire una vista olistica sui pagamenti e una maggiore efficacia in tutte le attività di fraud prevention e detection”.
Un tema, quello della fraud detection, che Adyen guarda sia in termini di vantaggio per il merchant (“l’avere i dati in una sola piattaforma ci garantisce una risposta in millisecondi”), sia di adesione alla PSD2: “In questo caso, bisogna indirizzare bene il tema della strong authentication e del second factor, bilanciando da un lato i requisiti di sicurezza, dall’altro elementi che potrebbero trasformarsi in conversion killer per i merchant”.

La tokenizzazione per i servizi in abbonamento

Il modello di revenue di Adyen è semplice: una minima fee per ogni transazione.
Ai merchant si garantisce un onboarding rapido e un supporto telefonico per ogni evenienza.
Tra le funzionalità interessanti della piattaforma Adyen, il meccanismo di tokenizzazione per i servizi in abbonamento: questo significa, semplicemente, un upgrade dinamico delle carte di credito, in caso di rinnovo o riemissione per furto o smarrimento, con evidenti vantaggi sia per il cliente, sia per il merchat, che evita il rischio di perdita o abbandono.
Questa funzionalità è attiva in USA e UK, ma potrebbe essere a breve estesa anche ad altri Paesi.

I clienti italiani

Quanto all’Italia, “In questi due anni abbiamo gestito i pagamenti dei merchant internazionali nel Paese, ora, invece, abbiamo a bordo già una cinquantina di clienti italiani”, spiega De Passorio.
i Nomi? Eataly, Cortilia, Furla, Alitalia, Boggi, Etro. E siamo solo all’inizio.

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