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Boom del Mobile Proximity Payment: gli utenti di Hype in prima linea

Claudia Costa

Il 2018 è stato l’anno del boom in Italia per il Mobile Proximity Payment. Un segmento identificato come quello a più alto tasso di crescita nell’ambito dei pagamenti innovativi, con un +650% in valore nel 2018 rispetto all’anno precedente e un totale di oltre 15,6 milioni di transazioni effettuate in negozio con lo smartphone (lo afferma l’Osservatorio Mobile Payment&Commerce del Politecnico di Milano).

Nei dati elaborati dall’Osservatorio Hype, la soluzione di light banking per una gestione semplice ed efficiente del denaro fruibile attraverso un’applicazione mobile, si legge una conferma di questa tendenza con 441.000 proximity payments effettuati da utenti Hype nel 2018. Nello stesso studio, vengono svelati i nuovi trend sui digital payments e le abitudini di utilizzo di oltre 700 mila clienti attivi, dagli under 18 agli over 60.

Quello che si nota è una crescita del numero di transazioni con 402.628 proximity payments effettuati dagli Hypers da inizio anno (+ 249% primi 4 mesi 2018 versus primi 4 mesi 2019) accompagnata allo stesso tempo da una riduzione del valore di queste transazioni, il cui singolo importo medio è di poco inferiore ai 20 euro.

Come sottolinea Antonio Valitutti, General Manager di Hype “Ciò dimostra come questo sistema stia diventando uno strumento di utilizzo comune, sempre più diffuso tra i clienti di tutte le età, in particolar modo dai giovanissimi e il valore di strumenti come Hype nel permettere una gestione del denaro quotidiana tramite mobile più semplice e immediata”.

Presente sul mercato dal 2015, Hype ha anticipato la risposta alla crescente necessità del pubblico di accedere ai servizi bancari in modo completamente nuovo e integrato ad altri servizi a valore aggiunto. In particolare, rispondendo ai bisogni di un pubblico giovane, che rappresenta l’avanguardia dell’evoluzione.

“GenZ” all’avanguardia nei mobile payments, ma l’importo degli acquisti è basso

La soluzione Hype è molto amata dai giovani. L’età media degli Hypers è di 33 anni e la crescita della clientela è trainata dagli utenti tra i 18 e i 29 anni (che solo nel 2018 sono aumentati del 300%): le loro abitudini di gestione del denaro e dei pagamenti sono dettate da innovazione, velocità, sicurezza.

Se è vero che i Millennials e GenZ vivono in maniera naturale l’approccio alle nuove tecnologie di pagamento, anche chi non è un nativo digitale, una volta provate soluzioni più evolute, supera la barriera della diffidenza e non ha timore a utilizzare strumenti di pagamento innovativi via app e smartphone, anche per transazioni di importi significativi.

Lo dimostra l’analisi dello scontrino per fasce d’età:

  • i giovani e giovanissimi ricorrono più di frequente ai pagamenti via app nei negozi, ma per acquisti con importi molto bassi (confermando quindi un trend che nel lungo periodo farà di queste innovative soluzioni la vera alternativa al contante di uso quotidiano);
  • salendo con l’età, si registra una progressione della spesa media, che passa dagli 8,81€ degli Hypers under 18 agli oltre 64€ degli over 60 (un fenomeno sicuramente spiegato dalla maggiore disponibilità economica dell’utente, ma che segnala anche un elemento di tendenza sul rapporto tra generazioni e tecnologia).

Uomini e donne sono attivi in egual misura, anche se su una spesa media di circa 20€, gli uomini contribuiscono con uno scontrino medio di 23,79€, mentre le donne con uno scontrino medio di 17,43€.

 

Le destinazioni di spesa e la digitalizzazione del contante

Per quanto riguarda il “dove” si spende:

  • il 41% delle transazioni è stata registrata nei supermercati e negozi di alimentari;
  • il 40% tra ristoranti, bar e anche discoteche;
  • il restante 20% delle transazioni si suddivide tra mezzi di trasporto, negozi di abbigliamento, stazioni di servizio, farmacie e cosmesi.

Luoghi in cui si sviluppa la quotidianità, così come quotidiano è diventato il ricorso ai mobile payments.

La digitalizzazione del contante è un processo che può generare molti benefici per i privati, in termini di comodità, per i commercianti, in termini di abbattimento dei costi di gestione e sicurezza, e per il Paese, in termini di tracciabilità delle transazioni. Sempre l’Osservatorio Mobile Payment del Politecnico di Milano stima che nel 2021 si potrebbero movimentare complessivamente in Mobile Proximity Payment tra i 5 e i 10 miliardi di euro.

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