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Oltre la quantità di moneta: perché conta ciò che il credito finanzia


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La stabilità dei prezzi dipende anche dalla capacità dell’economia di produrre. Per questo, accanto alla crescita monetaria, occorre considerare la destinazione dei finanziamenti e gli investimenti che rendono possibili

Pubblicato il 30 ott 2026

Luigi Capoani

presidente dell’European Youth Think Tank (EYTT)

Chiara Ghirardini

analista European Youth Think Tank (EYTT)



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Oltre la quantità di moneta: perché conta ciò che il credito finanzia




Milton Friedman ha lasciato un insegnamento fondamentale: aumentare la quantità di moneta non permette di creare indefinitamente ricchezza reale. Quando l’espansione monetaria alimenta una domanda che supera persistentemente la capacità produttiva dell’economia, possono infatti emergere pressioni inflazionistiche.

Questo ragionamento non trascura la produzione, poiché la teoria quantitativa mette in relazione la quantità di moneta e la sua velocità di circolazione con il livello dei prezzi e l’attività economica.

Rimane però una questione da approfondire: attraverso quali processi si sviluppa la capacità produttiva con cui il potere d’acquisto deve confrontarsi?

Il credito contribuisce a finanziare infrastrutture, processi digitali e innovazioni. Le decisioni finanziarie possono quindi modificare nel tempo proprio quell’offerta reale che condiziona l’equilibrio monetario.

Anche l’offerta di beni e servizi influenza i prezzi

Un rincaro dell’energia, una carenza di componenti o un’interruzione dei trasporti possono aumentare i costi e ridurre la produzione anche in assenza di un’espansione monetaria iniziale.

Occorre distinguere un aumento temporaneo del livello dei prezzi da un’inflazione persistente, la cui evoluzione dipende anche da aspettative, salari, domanda e risposte delle autorità.

Analogamente, l’innovazione tecnologica, gli investimenti e la capacità di un sistema economico di aumentare la quantità e migliorare la qualità dei beni e servizi offerti contribuiscono a contenere le pressioni inflazionistiche. Una crescita della produttività superiore a quella degli altri paesi può inoltre rafforzare la competitività e sostenere il valore della valuta nazionale.

Un sistema produttivo efficiente e adattabile è anche meglio attrezzato per assorbire gli shock. Investire nella sua capacità di risposta significa quindi intervenire su una delle fonti della vulnerabilità economica.

Due prestiti, conseguenze differenti

Nelle economie moderne, una parte consistente della moneta assume la forma di depositi bancari. Quando una banca concede un prestito, generalmente crea un deposito corrispondente, mentre il rimborso del capitale opera nella direzione opposta. Questa attività è soggetta a vincoli patrimoniali, regolamentari, di liquidità e di rischio, ma entro tali limiti le banche contribuiscono alla creazione di potere d’acquisto.

Tuttavia, a parità di moneta bancaria creata possono aversi effetti molto differenti dal punto di vista inflattivo ed economico.

Consideriamo, ad esempio, due finanziamenti dello stesso importo: il primo destinato all’acquisto di un bene esistente, il secondo all’installazione di un nuovo impianto. Sebbene la creazione iniziale di moneta possa essere equivalente, gli effetti sulla produzione futura possono differire.

Ciò non significa che le transazioni su beni esistenti siano prive di utilità economica o che gli investimenti abbiano necessariamente successo. Resta tuttavia essenziale valutare non soltanto la quantità di credito erogato, ma anche la sua destinazione.

Il capitale collega presente e futuro

Un investimento richiede risorse immediate per generare benefici nel tempo. Un macchinario può sostenere la produzione per anni, mentre una rete ferroviaria o energetica può offrire servizi ancora più a lungo.

Il beneficio economico non coincide quindi con la spesa iniziale: un’infrastruttura logistica, per esempio, può ridurre ripetutamente tempi e costi di trasporto, ampliando i mercati raggiungibili dalle imprese.

La durata fisica, tuttavia, non garantisce necessariamente l’utilità economica. Attrezzature ancora funzionanti possono diventare obsolete, mentre edifici e reti richiedono adattamenti. Manutenzione, aggiornamento e riconversione fanno parte della capacità di conservare il valore del capitale.

Investire può alleggerire l’inflazione futura

Tecnologie efficienti possono ridurre l’energia necessaria per produrre. Collegamenti migliori possono diminuire i costi distributivi. Nuovi processi possono aumentare la produttività del lavoro.

Questi interventi permettono potenzialmente di soddisfare una domanda maggiore di beni e servizi futura e creare nuovo valore nel tempo.

Il loro contributo alla stabilità dei prezzi richiede però tempo. Durante la realizzazione, gli investimenti aumentano la domanda di materiali, lavoro e attrezzature, con possibili pressioni sui prezzi. Inoltre, minori costi produttivi non si traducono automaticamente in prezzi finali inferiori: contano concorrenza, domanda e scelte delle imprese.

Il costo della stretta sul capitale futuro

L’aumento dei tassi può contribuire a contenere l’inflazione moderando consumi, investimenti e aspettative, ma rende al tempo stesso più oneroso finanziare il rinnovamento produttivo. Un’impresa colpita dal rincaro dell’energia potrebbe voler sostituire un impianto inefficiente, ma rinviare l’intervento qualora il finanziamento diventasse troppo costoso, continuando così a sostenere un costo di inefficienza.

Si crea così una tensione tra stabilizzazione immediata e sviluppo dell’offerta futura. Questo da solo non dimostra paradossalmente che tassi più alti possano contribuire a sostenere una inflazione di inefficienza nel lungo periodo, poiché gli effetti complessivi dipendono da molteplici meccanismi.

Indica, tuttavia, la necessità di considerare anche le conseguenze di una politica monetaria restrittiva sugli investimenti e sulla produttività.

Le garanzie non misurano tutto il potenziale

Nel valutare le probabilità di rimborso, le banche attribuiscono un peso rilevante alla stabilità dei redditi, alla prevedibilità dei flussi finanziari e alle garanzie patrimoniali. Chi dispone già di risorse può quindi ottenere credito più facilmente di chi propone un progetto promettente, ma ancora privo di ricavi. Questa prudenza tutela la solidità bancaria, ma può lasciare senza finanziamento iniziative capaci di generare valore.

Migliorare la valutazione dei progetti richiede competenze e strumenti adeguati, mantenendo criteri rigorosi di gestione del rischio.

Un sistema del credito che fatica a riconoscere queste opportunità può frenare gli investimenti e lo sviluppo. L’intervento pubblico può contribuire a colmare tale lacuna, sostenendo soprattutto attività di ricerca e innovazione i cui rischi e tempi di rendimento rendono più difficile l’accesso ai finanziamenti privati.

Innovazione e condivisione dell’incertezza

Ricerca e sviluppo presentano risultati incerti e tempi lunghi, ma anche un progetto commercialmente fallito può produrre conoscenze e competenze utilizzabili altrove. Per questo motivo il prestito tradizionale non sempre è lo strumento più adatto, mentre il capitale di rischio, finanziamenti per fasi e le garanzie selettive possono contribuire a distribuire meglio l’incertezza.

La partecipazione pubblica può essere giustificata quando emergono benefici collettivi difficili da remunerare privatamente. Sono in ogni caso necessari criteri di selezione trasparente, controlli e valutazione dei risultati, in quanto riconoscere il valore dell’incertezza richiede anche responsabilità nell’impiego delle risorse.

Una stabilità costruita anche attraverso gli investimenti

Le autorità monetarie, i governi e gli intermediari svolgono funzioni distinte, ma producono effetti collegati. La politica monetaria presidia la stabilità dei prezzi, mentre infrastrutture, competenze e innovazione sostengono lo sviluppo produttivo, e la finanza orienta le possibilità d’investimento.

In questo contesto, un’espansione indiscriminata del credito può alimentare squilibri, così come una restrizione eccessivamente prolungata può indebolire lo sviluppo economico di un paese.

Approfondire l’eredità di Friedman significa quindi interrogarsi anche sulla capacità produttiva che il l’erogazione di credito contribuisce a costruire; la quantità di moneta rimane importante, ma la sua relazione con la prosperità futura dipende anche dalle attività finanziate e dai benefici che queste riescono a generare nel tempo.

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