Mobile payment, Huawei Pay esce dalla Cina e fa il salto “globale” - Pagamenti Digitali
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Mobile payment, Huawei Pay esce dalla Cina e fa il salto “globale”

Antonello Salerno

HuaweiPay è pronta a varcare i confini della Cina e a estendersi su scala globale: i primi test per la piattaforma di mobile payment, grazie alla partnership siglata con UnionPay, sono previsti in Russia e a seguire nei Paesi dell’Eruopa orientale, ma l’espansione sarà poi destinata a proseguire a macchia d’olio sui principali mercati internazionali.

In futuro, si legge in una nota della società cinese, gli utenti Huawei e Honor al di fuori della Cina potranno effettuare pagamenti da mobile in modo rapido e facile aggiungendo le loro coordinate bancarie UnionPay a un telefono abilitato Huawei Pay, semplicemente avvicinando il proprio dispositivo a un terminale Pos che supporti il pagamento rapido mobile UnionPay. Per tutelare la sicurezza delle transazioni, Huawei Pay utilizza la all-device solution “che garantisce la sicurezza dei pagamenti degli utenti mentre attraverso una tecnologia che traccia i dati sensibili vengono protette efficacemente la privacy e la sicurezza dei dati dei titolari delle carte”.

I servizi cloud di Huawei al servizio dei mobile payment

“Gli ecosistemi aperti sono fondamentali per il futuro dell’economia digitale e per questo motivo i servizi Cloud di Huawei fanno parte di un ecosistema mobile intelligente e aperto, facile da accedere per gli utenti finali – afferma  Zhang Ping’an, presidente di Huawei consumer Cloud services – Speriamo in futuro di poter collaborare con altri partner come UnionPay International per offrire servizi di pagamento da mobile sempre comodi e soprattutto sicuri agli utenti Huawei di tutto il mondo”.

Le sperimentazioni partiranno dalla Russia anche perché oggi le carte bancarie UnionPay sono accettate nell’85% del territorio russo, con oltre 400.000 terminali Pos che supportano il pagamento rapido UnionPay: più di 10 banche russe hanno emesso circa 1,3 milioni di carte UnionPay.

Giornalista dal 2000, dopo la laurea in Filologia italiana e il biennio 1998-2000 all’Ifg di Urbino. Ho iniziato a Italia Radio (gruppo Espresso-La Repubblica). Poi a ilNuovo.it, tra i primi quotidiani online nati in Italia, e a seguire da caposervizio in un’agenzia di stampa romana. Dopo 10 anni da ufficio stampa istituzionale sono tornato a scrivere, prima su CorCom, nel 2013, e poi anche per le altre testate del gruppo Digital360. Mi muovo su tutti i campi dell’economia digitale, con un occhio di riguardo per cybersecurity, copyright-pirateria online e industria 4.0.

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