Il turismo internazionale contribuisce alla diffusione dei pagamenti digitali nei negozi italiani. Ad agosto 2026, oltre un’operazione su cinque gestita da Dojo in Italia è stata classificata come internazionale o intra-europea. Il dato, diffuso il 5 ottobre dalla piattaforma specializzata in soluzioni di pagamento, evidenzia il peso dei clienti stranieri nelle transazioni degli esercenti serviti dall’operatore.
La crescita si inserisce in un mercato nazionale che nel 2025 ha raggiunto 518 miliardi di euro di pagamenti digitali, il 7% in più rispetto al 2024. Secondo l’Osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano, che ha presentato i risultati della propria ricerca il 12 marzo 2026, gli strumenti elettronici rappresentano il 45% dei consumi, contro il 38% del contante.
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Dojo supera un miliardo di euro di transato in Italia
Per Dojo, attiva nel Regno Unito, in Irlanda, in Spagna e in Italia, il 2026 segna il superamento del primo miliardo di euro di transazioni gestite sul mercato italiano.
La società comunica inoltre che ad agosto il valore del transato è aumentato del 424,9% rispetto allo stesso mese del 2025. Una crescita particolarmente elevata, che fotografa l’espansione delle attività dell’operatore, senza rappresentare necessariamente un incremento equivalente dei consumi presso i singoli esercenti.
L’azienda non fornisce infatti, insieme al dato, informazioni sufficienti sull’evoluzione del numero di clienti serviti per distinguere quanto dell’aumento dipenda dall’acquisizione di nuovi esercenti e quanto da maggiori incassi delle attività già presenti sulla piattaforma.
Il peso dei pagamenti internazionali
La componente internazionale costituisce uno degli aspetti più interessanti dei dati diffusi da Dojo. Ad agosto 2026, più del 20% delle operazioni processate in Italia è stato ricondotto a pagamenti internazionali o intra-europei.
Il dato riguarda la rete di esercenti dell’azienda e non può essere esteso automaticamente all’intero commercio italiano. Indica tuttavia la rilevanza delle transazioni transfrontaliere per le attività che utilizzano i servizi della piattaforma, in particolare quelle esposte ai flussi turistici.
Il contributo dei visitatori stranieri emerge anche dalle rilevazioni nazionali. Secondo l’Osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano, nel 2025 gli incassi con carta nei negozi fisici italiani hanno raggiunto 406 miliardi di euro, dei quali 47 miliardi riconducibili ai visitatori stranieri.
Dai terminali di pagamento alla gestione del punto vendita
L’incremento delle transazioni elettroniche e la varietà degli strumenti utilizzati dai consumatori incidono sull’organizzazione degli incassi. Gli esercenti devono gestire carte, circuiti e sistemi di pagamento differenti, integrandoli con i registratori di cassa e gli altri strumenti utilizzati nell’attività.
Secondo Antonio Di Berardino, general manager di Dojo Italia, questa evoluzione modifica anche il rapporto tra operatori dei pagamenti e commercianti.
«Per un esercente, il valore di un payment provider non può esaurirsi nella capacità di processare una transazione, ma deve tradursi nella possibilità di semplificare la gestione quotidiana e mettere in connessione ciò che già utilizza», afferma Di Berardino.
La strategia dichiarata da Dojo punta quindi a integrare i pagamenti con i sistemi di cassa e gli strumenti di gestione del punto vendita.
Il mercato italiano presenta già una significativa diffusione delle infrastrutture di accettazione elettronica. Alla fine del 2025, secondo il Politecnico di Milano, erano presenti 3,6 milioni di terminali pos, con una quota di smart pos pari al 19% del totale.
La maggiore integrazione tra pagamenti e software gestionali può ridurre le operazioni manuali e semplificare la riconciliazione degli incassi. Per gli esercenti che lavorano con una clientela internazionale, la capacità di accettare strumenti di pagamento diversi assume inoltre un’importanza diretta nell’esperienza di acquisto.
La crescita comunicata da Dojo conferma l’espansione dell’operatore italiano e mette in evidenza il peso dei flussi transfrontalieri nella sua rete commerciale. Per misurare l’effetto effettivo del turismo sugli incassi degli esercenti serviranno però dati confrontabili a parità di attività servite, distinti dall’ampliamento della clientela della piattaforma.


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