partnership

TPPay e Digitouch, pagamenti integrati white label



Indirizzo copiato

Le due aziende avviano una partnership per integrare conti, carte e servizi di pagamento nelle piattaforme aziendali. La soluzione Imel-as-a-service sarà personalizzabile in white label e permetterà di gestire saldo, movimenti, bonifici, addebiti diretti e pagoPA, senza sviluppare da zero l’infrastruttura finanziaria

Pubblicato il 5 ago 2026



TPPay Digitouch
AI Questions Icon
Chiedi all'AI
Riassumi questo articolo
Approfondisci con altre fonti


TPPay e Digitouch hanno avviato una collaborazione per sviluppare una soluzione Imel-as-a-service rivolta alle imprese che vogliono integrare conti, carte e pagamenti nei propri sistemi digitali. Il servizio sarà fornito in white label: l’azienda cliente potrà presentarlo con il proprio marchio e inserirlo nelle interfacce già utilizzate da clienti, dipendenti o collaboratori.

La partnership mette insieme due componenti diverse. TPPay fornirà l’infrastruttura finanziaria e regolamentare legata all’emissione di moneta elettronica e ai servizi di pagamento. Digitouch contribuirà con la propria piattaforma tecnologica e con le competenze maturate nei progetti di trasformazione digitale.

L’obiettivo dichiarato dalle due società è offrire una soluzione pronta per l’integrazione, riducendo la necessità per le aziende di costruire internamente sistemi finanziari complessi o di ottenere una propria autorizzazione come intermediario. La collaborazione è stata annunciata il 31 luglio 2026 attraverso un comunicato pubblicato da TPPay.

Conti e carte dentro le piattaforme aziendali

La soluzione consentirà alle aziende di incorporare servizi finanziari nei propri flussi operativi. Gli utenti potranno consultare in tempo reale il saldo e la lista dei movimenti del conto, disporre bonifici Sepa Credit Transfer, indicati con la sigla Sct, autorizzare addebiti diretti Sepa, o Sdd, ed effettuare pagamenti attraverso pagoPA.

Le operazioni saranno disponibili direttamente nell’interfaccia dell’impresa cliente. L’utente non dovrà quindi passare a un’applicazione esterna o utilizzare un ambiente grafico riconducibile a un altro operatore. Colori, marchio, percorsi di navigazione e funzioni potranno essere adattati all’identità e alle esigenze dell’azienda che offre il servizio.

Il modello white label permette al fornitore dell’infrastruttura di restare sul piano tecnico e regolamentare, mentre il rapporto con l’utente finale continua a essere gestito dal marchio che ha integrato la piattaforma. Questo assetto può interessare imprese che amministrano reti di venditori, marketplace, piattaforme di servizi, programmi di welfare, community professionali o sistemi destinati alla gestione di compensi e rimborsi.

La configurazione finale dipenderà però dal progetto realizzato per ciascun cliente. Il comunicato non indica tempi di attivazione, costi, soglie operative o settori prioritari. Non sono stati diffusi neppure i nomi delle prime aziende che adotteranno il servizio.

Che cosa significa Imel-as-a-service

L’acronimo Imel indica un istituto di moneta elettronica. Si tratta di un intermediario autorizzato a emettere moneta elettronica e, nei limiti previsti dalla normativa, a prestare servizi di pagamento.

La Banca d’Italia precisa che soltanto le banche e gli istituti di moneta elettronica possono emettere moneta elettronica. Gli Imel possono inoltre fornire servizi operativi collegati all’emissione, attività accessorie e servizi di pagamento previsti dal Testo unico bancario. L’autorizzazione richiede requisiti patrimoniali, organizzativi e di governo societario, oltre a sistemi per la gestione dei rischi, la tutela dei fondi e i controlli interni.

TPPay risulta iscritta al numero 27 dell’Albo degli istituti di moneta elettronica tenuto dalla Banca d’Italia, ai sensi dell’articolo 114-quater del Testo unico bancario. La società dichiara un capitale sociale di un milione di euro e una sede legale a Milano.

Nel modello Imel-as-a-service, un’impresa utilizza l’infrastruttura di un istituto autorizzato per distribuire servizi finanziari attraverso i propri canali digitali. L’azienda non diventa automaticamente un Imel e non assume tutte le funzioni riservate all’intermediario. Può però costruire un’esperienza commerciale personalizzata sopra i servizi messi a disposizione dal soggetto autorizzato.

TPPay descrive la propria offerta come un insieme di infrastrutture finanziarie accessibili mediante Api, cioè interfacce software che consentono a sistemi diversi di scambiarsi istruzioni e informazioni. Secondo la società, questo modello permette ai partner di lanciare servizi di pagamento senza richiedere una licenza propria, mentre le attività soggette a riserva restano affidate all’istituto regolato.

Il ruolo delle Api e della piattaforma Digitouch

Le Api rappresentano il collegamento tra l’infrastruttura di TPPay e l’ambiente digitale dell’impresa. Attraverso queste interfacce, un’applicazione può chiedere il saldo di un conto, visualizzare una transazione, trasmettere un ordine di pagamento o aggiornare lo stato di un’operazione.

Digitouch dovrà integrare queste funzioni nei processi e nelle piattaforme utilizzate dai clienti. Il valore del progetto dipenderà quindi dalla capacità di coordinare la componente finanziaria con l’esperienza utente, la gestione delle identità, i sistemi amministrativi e gli strumenti di assistenza.

Il comunicato presenta la soluzione come “chiavi in mano”. L’espressione indica un’offerta che comprende le principali componenti necessarie all’avvio del servizio, ma non significa che ogni integrazione sia automatica o identica. Un progetto di finanza incorporata richiede comunque la definizione dei ruoli, dei flussi informativi, dei controlli e delle responsabilità tra intermediario, fornitore tecnologico e impresa cliente.

La gestione dei dati finanziari impone inoltre misure di sicurezza, tracciabilità e continuità operativa. A queste si aggiungono gli obblighi previsti per l’identificazione dei clienti, il contrasto al riciclaggio, la trasparenza contrattuale e la gestione dei reclami. Il perimetro concreto degli adempimenti dipende dal servizio, dal rapporto con l’utente finale e dalla distribuzione delle attività fra i soggetti coinvolti.

L’obiettivo di un ecosistema closed-loop

TPPay e Digitouch indicano tra gli obiettivi della partnership la creazione di ecosistemi “closed-loop”. L’espressione descrive un ambiente nel quale una parte rilevante degli incassi e dei pagamenti viene gestita all’interno della stessa rete.

Un marketplace potrebbe, per esempio, ricevere i pagamenti degli acquirenti, attribuire le somme ai venditori e consentire a questi ultimi di utilizzare il saldo per altre operazioni. Una piattaforma dedicata al lavoro potrebbe amministrare compensi, rimborsi e pagamenti verso i collaboratori. Un’impresa con una rete commerciale potrebbe collegare incassi, incentivi e spese a conti e carte integrati.

Per le aziende, il vantaggio potenziale consiste nella possibilità di seguire l’intero ciclo della transazione senza frammentare l’esperienza tra diversi operatori. L’integrazione può ridurre i passaggi manuali, accelerare le riconciliazioni contabili e offrire informazioni aggiornate sui flussi.

Per gli utenti, il beneficio dipende dalla semplicità del servizio, dalle condizioni economiche applicate e dalla possibilità di trasferire o utilizzare liberamente i fondi. La presenza di un circuito integrato non garantisce da sola costi inferiori o tempi più rapidi: questi elementi dovranno essere valutati sulla base delle caratteristiche dei singoli prodotti.

La partnership punta anche sulla fidelizzazione. Un cliente che utilizza il medesimo ambiente per acquistare, ricevere denaro, controllare il saldo ed effettuare pagamenti tende ad avere più occasioni di interazione con la piattaforma. Per l’impresa, i servizi finanziari diventano così una componente del rapporto commerciale, anziché una funzione separata affidata interamente a soggetti esterni.

Le dichiarazioni delle due società

Alfonso Catone, chief sales & marketing officer di TPPay, collega l’accordo alla crescita dei servizi finanziari inseriti direttamente nelle piattaforme delle imprese.

Alfonso Catone

“Questa partnership rappresenta un vero e proprio cambio di passo per il mercato delle soluzioni finanziarie integrate,” commenta Catone. “Unendo le nostre competenze tecnologiche e regolamentari alla spinta innovativa di Digitouch, siamo in grado di accelerare la digitalizzazione dei pagamenti aziendali.”

La dichiarazione sottolinea il contributo regolamentare di TPPay. Per le aziende che vogliono offrire conti o strumenti di pagamento, infatti, la disponibilità della tecnologia costituisce soltanto una parte del progetto. Servono un soggetto autorizzato, procedure di controllo e un’organizzazione capace di rispettare le regole applicabili ai servizi finanziari.

Digitouch concentra invece l’attenzione sull’automazione e sull’impiego dell’intelligenza artificiale nei processi.

“La partnership con TPPay potenzia l’offerta di soluzioni digital fintech di Digitouch” commenta Giuseppe Sacco, vice president di Digitouch Platform “La piattaforma di IMEL digital enabler, pensata e realizzata in ottica Agent ready, oltre all’accelerazione digitale dei processi finanziari abiliterà importanti efficienze grazie all’automatizzazione AI based”

Perché le imprese cercano servizi finanziari integrati

L’interesse per le soluzioni di embedded finance nasce dalla possibilità di inserire pagamenti e gestione del denaro nel momento in cui l’utente acquista un prodotto, presta un servizio o svolge un’attività professionale. L’operazione finanziaria viene incorporata nel processo principale e non appare più come un passaggio separato.

Questo modello può permettere alle imprese di controllare meglio l’esperienza dell’utente e di raccogliere informazioni più tempestive sullo stato dei pagamenti. Può anche ridurre la dipendenza da procedure manuali, file scambiati tra diversi sistemi e riconciliazioni effettuate a posteriori.

La collaborazione tra TPPay e Digitouch dovrà quindi tradurre la promessa di una soluzione completa in prodotti configurati per casi d’uso precisi. I primi progetti commerciali permetteranno di valutare il livello di personalizzazione, i tempi di integrazione e le efficienze ottenute dalle aziende clienti.

Partecipa alla community

guest
0 Commenti
Più recenti
Le più votate
Feedback in linea
Visualizza tutti i commenti

Articoli correlati