Prendiamo in esame due forme di moneta pubblica digitale profondamente diverse: l’euro digitale destinato al pubblico e le soluzioni dell’Eurosistema per il regolamento wholesale di operazioni basate su DLT.
In questo articolo pubblicato da Pagamenti Digitali distinguiamo la programmabilità della moneta dalla programmabilità del pagamento e mostriamo che tecnologia, attività di regolamento e modello di fiducia sono variabili autonome.
Indice degli argomenti
Dalla tassonomia generale alla moneta pubblica digitale
In questo articolo vengono individuate quattro domande necessarie per qualificare un pagamento condizionale:
- dove è collocata la regola,
- quale attività è utilizzata per il settlement,
- se regola e attività monetaria risiedono nella stessa infrastruttura
- come è allocata la fiducia.
La medesima griglia consente di nesaminare l’euro digitale retail e le soluzioni wholesale senza confondere la natura pubblica della moneta con la programmabilità della transazione o della piattaforma.
Retail e wholesale non sono progetti simmetrici

L’euro digitale retail è una possibile nuova forma digitale della moneta unica destinata al pubblico, oggetto di una proposta legislativa dell’Unione e di un progetto tecnico dell’Eurosistema. La procedura legislativa è tuttora in corso e la decisione finale sull’emissione spetterà alla BCE soltanto dopo l’adozione del quadro normativo.[1]
Nel dominio wholesale, invece, l’Eurosistema rende già disponibile moneta di banca centrale in forma digitale attraverso i servizi Target. Le iniziative in corso mirano a rendere tale attività di regolamento compatibile con mercati tokenizzati e infrastrutture DLT. Non esiste, allo stato, un prodotto giuridicamente definito e perfettamente speculare all’euro digitale retail denominato “euro digitale wholesale”.
L’espressione wholesale CBDC o wCBDC può essere impiegata in senso funzionale per indicare moneta di banca centrale tokenizzata o tecnicamente utilizzabile nel regolamento di transazioni wholesale su DLT. Occorre però verificare, caso per caso, se il modello preveda un token monetario nativo, un raccordo con i conti TARGET o una combinazione delle due soluzioni.[2]
Euro digitale retail: natura monetaria e stato del progetto
Una rCBDC come passività diretta dell’Eurosistema
L’euro digitale retail sarebbe una retail central bank digital currency (rCBDC): una forma digitale di moneta di banca centrale accessibile a persone fisiche, imprese e amministrazioni per pagamenti al dettaglio. La proposta della Commissione lo qualifica come forma digitale della moneta unica e come passività diretta della BCE o delle banche centrali nazionali dell’area dell’euro nei confronti degli utilizzatori.[3]
I PSP distribuirebbero l’euro digitale e gestirebbero i rapporti con gli utenti, ma non ne sarebbero gli emittenti. Il valore trasferito non sarebbe un credito verso il PSP: resterebbe moneta di banca centrale, anche se l’accesso, l’autenticazione e i servizi finali fossero prestati da banche o altri intermediari vigilati.[4]
Dalla preparazione tecnica all’eventuale emissione
Il progetto si trova in una fase di preparazione tecnica e di sviluppo modulare. Il Consiglio direttivo ha chiarito che la decisione se emettere l’euro digitale e in quale data sarà assunta solo dopo l’adozione della legislazione. L’obiettivo di prontezza per una possibile emissione nel 2029 rimane pertanto condizionato al completamento del procedimento legislativo e alle successive decisioni dell’Eurosistema.[5]
Questa natura ancora progettuale impone di distinguere tra regole contenute nella proposta legislativa, scelte tecniche già comunicate dalla BCE e soluzioni presenti nelle versioni provvisorie del rulebook. Le ultime non hanno ancora carattere vincolante e potranno essere adattate al testo normativo definitivo.[6]
Il divieto di moneta programmabile nell’euro digitale retail
Il vincolo normativo e la tutela della fungibilità
La proposta di regolamento stabilisce che l’euro digitale non deve essere moneta programmabile. Per moneta programmabile si intendono unità di moneta digitale dotate di una logica intrinseca che limita la piena fungibilità di ciascuna unità. Il divieto riguarda quindi regole incorporate nella moneta che ne circoscrivano l’impiego a beni, soggetti, territori o periodi determinati.[7]
Nel caso della rCBDC, la preservazione della fungibilità assume un rilievo più intenso rispetto a un token privato usato in una filiera chiusa. L’euro digitale è concepito come forma generale della moneta unica e, nella proposta, come mezzo avente corso legale. Una fungibilità soltanto locale o limitata a un ecosistema non sarebbe coerente con tale funzione.
Il divieto non riguarda i pagamenti condizionali
Il divieto di programmabilità della moneta non esclude la programmabilità del pagamento. La proposta definisce l’operazione di pagamento condizionale in euro digitale come una transazione impartita automaticamente quando risultano soddisfatte condizioni predefinite concordate dal pagatore e dal beneficiario.[8]
La BCE potrebbe adottare misure, regole e standard per assicurare l’interoperabilità di tali operazioni e fornire nell’infrastruttura di regolamento le funzionalità necessarie alla loro esecuzione, inclusa la prenotazione dei fondi. La regola governerebbe dunque la singola transazione, mentre le unità ricevute dal beneficiario rimarrebbero liberamente utilizzabili.[9]
La regola deve esaurirsi con la transazione
Il criterio discriminante è la persistenza della regola. In un pagamento programmabile in euro digitale, la condizione può bloccare o prenotare un importo, ritardarne il trasferimento o attivarlo al verificarsi dell’evento. Una volta concluso il settlement, tuttavia, la condizione non deve accompagnare gli euro digitali nelle operazioni successive.
Se, al contrario, il beneficiario ricevesse unità utilizzabili soltanto per una finalità predeterminata o entro una scadenza, non si sarebbe più soltanto in presenza di un servizio condizionale: il vincolo sarebbe diventato una proprietà dello strumento monetario e ricadrebbe nel divieto di moneta programmabile.
Casi d’uso retail dei pagamenti programmabili in euro digitale
Pagamento alla consegna e pre-autorizzazione
Il caso più immediato è il pagamento alla consegna. L’importo può essere inizialmente prenotato e trasferito al venditore soltanto quando il sistema riceve conferma della consegna del bene o dell’accettazione del servizio. La BCE utilizza proprio questo esempio per spiegare la compatibilità tra euro digitale non programmabile e pagamenti condizionali.[10]
Nel draft rulebook, la pre-autorizzazione è descritta come il blocco iniziale di un importo nel ledger dell’euro digitale, seguito dal trasferimento totale o parziale dopo la consegna del prodotto o del servizio. Nel front-end la pre-autorizzazione corrisponde alla prenotazione delle disponibilità nella DESP.[11]
Pagamenti ricorrenti, pay-per-use e machine-to-machine
La proposta contempla una gamma più ampia di logiche: ordini permanenti attivati in una data specifica, caricamenti e scaricamenti automatici, pagamenti machine-to-machine e corrispettivi calcolati in base all’utilizzo. Anche in questi casi la programmabilità può essere sofisticata senza trasferirsi alle unità monetarie dopo il pagamento.[12]
Smart contract e servizi a valore aggiunto
La logica condizionale potrebbe essere collocata nei sistemi del PSP, in una piattaforma commerciale o in uno smart contract esterno. Quest’ultimo potrebbe ricevere da un oracolo l’informazione sull’avveramento dell’evento e trasmettere, tramite un’interfaccia autorizzata, l’istruzione necessaria all’avvio del pagamento in euro digitale.
Lo smart contract non diventerebbe per ciò solo emittente della moneta o prestatore del servizio di pagamento. Consenso, autenticazione, prenotazione dei fondi, controlli e gestione delle contestazioni resterebbero disciplinati dalle regole dello schema e dai rapporti tra utenti e PSP. La BCE individua nei pagamenti condizionali uno dei possibili servizi a valore aggiunto sviluppabili dagli intermediari.[13]

Settlement, DESP e architettura dell’euro digitale retail
Settlement online e offline
La proposta prevede il regolamento istantaneo delle operazioni online e offline. Per i pagamenti online, il final settlement si verifica quando il trasferimento degli euro digitali dal pagatore al beneficiario è registrato nella digital euro settlement infrastructure approvata dall’Eurosistema. Per i pagamenti offline, il regolamento finale coincide con l’aggiornamento degli averi nei dispositivi locali delle parti.[14]
La parola retail non è il nome dell’infrastruttura: qualifica la platea e i casi d’uso. Nel pagamento online, l’attività di regolamento è l’euro digitale stesso, cioè una passività dell’Eurosistema; non si tratta di un pagamento in moneta bancaria seguito da un separato regolamento interbancario della medesima operazione.
DESP e digital euro settlement infrastructure
Nella documentazione tecnica, la piattaforma complessiva è denominata Digital Euro Service Platform (DESP). Il draft rulebook la definisce come la piattaforma tecnica che rende possibili emissione e rimborso dell’euro digitale e fornisce funzioni, tra cui il settlement, che un singolo PSP non potrebbe svolgere autonomamente.[15]
DESP e digital euro settlement infrastructure non sono acronimi alternativi né espressioni perfettamente sinonime. La seconda è la nozione giuridico-funzionale dell’infrastruttura di regolamento adottata dall’Eurosistema; la DESP è la piattaforma tecnica più ampia nella quale, secondo il draft rulebook, è ospitato il processo di settlement.[16]
La formulazione più rigorosa è quindi che il final settlement online avverrebbe nella digital euro settlement infrastructure; nell’architettura tecnica attualmente delineata, le funzioni di regolamento sono incluse nella DESP. Tale assetto resta provvisorio, poiché la versione 0.91 del rulebook è espressamente qualificata come draft non vincolante.
Piattaforma centralizzata e resilienza
La BCE indica che l’euro digitale opererebbe su una piattaforma di regolamento centralizzata, nella quale l’Eurosistema registrerebbe e verificherebbe settlement e disponibilità. Il progetto non è basato su DLT, pur utilizzando alcuni principi architetturali derivati dai sistemi distribuiti per aumentare resilienza ed efficienza.[17]
Centralizzazione della governance non significa necessariamente presenza di un unico server o di un singolo punto fisico di fallimento. La BCE descrive un’architettura multi-region con più server e livelli di ridondanza. Il modello resta centralmente governato, ma può distribuire le risorse tecniche e assicurare continuità operativa.
Dal retail al wholesale: cambia la funzione della moneta pubblica
Il regolamento tra operatori finanziari
Nel dominio wholesale, la moneta di banca centrale è impiegata per il regolamento tra banche, infrastrutture di mercato e altri soggetti ammessi. L’Eurosistema la rende già disponibile digitalmente attraverso Target, che sostiene il trasferimento di contante, titoli e collateral.[18]
La questione aperta non è quindi se digitalizzare per la prima volta la moneta wholesale, ma come renderla utilizzabile in mercati nei quali titoli, collateral e altri asset sono emessi o trasferiti su DLT. Da qui derivano soluzioni di interoperabilità, cash token e ipotesi di shared ledger.
Perché la nozione di wCBDC richiede cautela
La stessa BCE utilizza l’espressione “tokenised central bank money” o “wholesale central bank digital currency” per descrivere una delle possibili attività di regolamento nei mercati tokenizzati. Ciò non implica, tuttavia, che ogni soluzione wholesale comporti l’emissione di token monetari nativi e liberamente circolanti sulla DLT di mercato.[19]
La qualificazione dipende dalla struttura concreta: il valore può essere trasferito su un ledger dell’Eurosistema mediante cash token, può rimanere su conti T2 collegati alla DLT attraverso un meccanismo di sincronizzazione oppure, in prospettiva, può essere rappresentato su una piattaforma condivisa con altri asset.
Pontes: interoperabilità tra DLT di mercato e Target
Una soluzione operativa di breve periodo
Pontes è la soluzione DLT dell’Eurosistema che collega le piattaforme DLT di mercato ai servizi Target per regolare transazioni wholesale basate su DLT in moneta di banca centrale. Il lancio iniziale è programmato per il terzo trimestre del 2026, con successive estensioni funzionali.[20]
Il modello duale di settlement
Pontes prevede un modello duale. Gli operatori possono regolare sulla piattaforma DLT dell’Eurosistema mediante cash token oppure utilizzare T2, il sistema RTGS dell’Eurosistema. Nel ramo T2, la finalità giuridica della gamba monetaria è conseguita quando la corrispondente operazione è completata in T2.[21]
Il cash token non deve essere automaticamente interpretato come moneta intrinsecamente programmabile. Può essere una rappresentazione tecnica della moneta di banca centrale usata per il settlement, mentre la logica condizionale riguarda il coordinamento della transazione complessiva.
DvP, Hash-Link e automazione end-to-end
Il protocollo Hash-Link consente di sincronizzare piattaforme differenti e supportare operazioni delivery-versus-payment o altre transazioni all-or-none. L’obiettivo è coordinare la gamba titoli e la gamba monetaria, riducendo il rischio che una venga trasferita senza l’altra.[22]
Pontes costituisce quindi un esempio di regolamento programmabile in moneta di banca centrale: la piattaforma e il meccanismo di interoperabilità rendono automatica e condizionata l’operazione, senza richiedere necessariamente che il vincolo segua le unità monetarie dopo il settlement.
Appia: verso un ecosistema finanziario tokenizzato
Un orizzonte più ampio di Pontes
Appia è l’iniziativa analitica e strategica di lungo periodo dell’Eurosistema. Esplora un ecosistema europeo integrato basato su tokenizzazione e DLT, mentre Pontes risponde nel breve periodo alla domanda di regolamento di operazioni wholesale già originate su piattaforme distribuite.[23]
Shared ledger e rete di ledger interoperabili
Tra le configurazioni esaminate figurano un European shared ledger, nel quale moneta di banca centrale, moneta bancaria e altri asset possano coesistere sulla stessa piattaforma, e una rete di ledger interoperabili. Entrambi i modelli mirano a ridurre frammentazione e riconciliazioni, preservando standard e governance europei.[24]
Moneta di banca centrale in forma tokenizzata
La pagina ufficiale di Appia richiama espressamente nuovi modelli basati su central bank money in token form e smart contract. La roadmap pubblicata nel 2026 prevede che l’Eurosistema definisca entro il 2028 un blueprint dell’ecosistema e che gli esiti di Appia orientino la progressiva evoluzione di Pontes.[25]
Questo passaggio rende tecnicamente concepibile una rappresentazione tokenizzata della moneta di banca centrale wholesale. Non dimostra, però, che i token debbano incorporare vincoli persistenti di destinazione: tokenizzazione e programmabilità intrinseca restano concetti separati.
Tre livelli di programmabilità nel wholesale
Transazione programmabile in moneta di banca centrale
Nel primo livello, smart contract e DLT coordinano trasferimento di titoli, collateral e pagamenti, mentre l’attività monetaria rimane fungibile. DvP, payment-versus-payment, marginazione e gestione automatica del collateral sono casi di programmabilità della transazione.
Moneta di banca centrale tokenizzata su piattaforma programmabile
Nel secondo livello, la moneta di banca centrale è rappresentata mediante token e trasferita nello stesso ambiente degli altri asset o in un ledger interoperabile. Ciò consente componibilità, automazione end-to-end e settlement atomico, ma non comporta necessariamente che unità diverse siano sottoposte a regole differenti.
Moneta di banca centrale intrinsecamente programmabile
Nel terzo livello, le condizioni sono incorporate nel token monetario e ne limitano soggetti detentori, asset acquistabili, piattaforme di trasferimento o durata. Nel wholesale questa configurazione non è esclusa a priori da un divieto equivalente a quello previsto per l’euro digitale retail, ma non risulta nemmeno adottata come obiettivo necessario delle iniziative dell’Eurosistema.
L’affermazione più difendibile è quindi che il dominio wholesale offre maggiore spazio progettuale per la tokenizzazione e per l’integrazione della logica applicativa con l’attività monetaria. Non è invece corretto dedurre dalla DLT che la wCBDC debba diventare moneta programmabile nel senso stretto definito per il retail.

Fungibilità, unicità della moneta e accesso wholesale
Le limitazioni soggettive non sono programmabilità intrinseca
La moneta di banca centrale wholesale è già accessibile soltanto a soggetti ammessi e opera all’interno di infrastrutture regolate. Questa limitazione soggettiva non equivale, da sola, a programmabilità della moneta: è una caratteristica istituzionale uniforme del sistema.
Fungibilità funzionale e rischio di frammentazione
Regole uniformi condivise da tutti i partecipanti potrebbero preservare una fungibilità funzionale all’interno dell’ecosistema. Diverso sarebbe il caso di classi di token di banca centrale sottoposte a condizioni eterogenee, non pienamente convertibili o accettate in modo differente.
L’Eurosistema collega lo sviluppo di Pontes e Appia alla preservazione della singleness of money, alla convertibilità tra forme monetarie e all’ancoraggio del regolamento in moneta di banca centrale. Da questa prospettiva, la soluzione più robusta consiste nel programmare la transazione e la piattaforma mantenendo fungibile l’attività di settlement.[26]
Modelli di fiducia e governance
Euro digitale retail: governance centrale e distribuzione tramite PSP
Nel retail, la fiducia monetaria e il settlement sono ancorati all’Eurosistema, mentre i PSP forniscono l’accesso e i servizi agli utenti. La programmabilità può essere sviluppata al livello applicativo, ma il nucleo monetario e l’infrastruttura di regolamento restano governati centralmente.
Pontes: fiducia ripartita tra DLT, raccordo e Target
Pontes introduce un modello ibrido. La piattaforma di mercato registra o gestisce l’asset tokenizzato, il meccanismo di interoperabilità sincronizza le gambe dell’operazione e TARGET assicura, nel ramo T2, la finalità della gamba monetaria. I trust boundaries si collocano tra ledger di mercato, Hash-Link, piattaforma dell’Eurosistema e conti di regolamento.
Appia: governance del futuro ecosistema
In Appia, le scelte su shared ledger o reti interoperabili dovranno definire chi ammette i partecipanti, chi valida le operazioni, come vengono modificati i protocolli, quali oracoli possono alimentare gli smart contract e come si gestiscono errori ed emergenze. La DLT può distribuire la validazione tecnica, ma la banca centrale rimane l’emittente e l’ancora di fiducia della moneta pubblica.
Il grado di decentralizzazione non dipenderà quindi dalla sola presenza di token o registri distribuiti, bensì dalla concreta allocazione dei poteri, dal numero e dall’indipendenza dei validatori, dai quorum, dalle ridondanze e dalle procedure di governance.
Un confronto multidimensionale tra retail e wholesale
Collocazione della regola
Nell’euro digitale retail, la regola condizionale deve restare nell’ordine, nel servizio o nel workflow e non può diventare una proprietà persistente della moneta. Nel wholesale, la regola può essere collocata nella piattaforma, nello smart contract, nel meccanismo di interoperabilità o, almeno tecnicamente, nel token monetario.
Attività e luogo del settlement
Nel retail online, il settlement avverrebbe mediante il trasferimento di euro digitali registrato nella digital euro settlement infrastructure; offline avverrebbe nei dispositivi locali. Nel wholesale, il regolamento può avvenire in T2, mediante cash token sulla piattaforma dell’Eurosistema o, in una futura configurazione Appia, attraverso una forma tokenizzata di moneta di banca centrale su infrastruttura condivisa.
Modello di fiducia
Il retail combina governance centrale dell’Eurosistema e distribuzione tramite PSP. Pontes aggiunge un livello di interoperabilità tra infrastrutture. Appia potrebbe condurre a modelli nei quali validazione e servizi sono maggiormente distribuiti, pur mantenendo la moneta di banca centrale quale ancora del sistema.
La distinzione decisiva
Il confronto non è tra una rCBDC non programmabile e una wCBDC necessariamente programmabile. È tra un modello retail nel quale il legislatore separa espressamente moneta e logica condizionale e un dominio wholesale nel quale l’integrazione tra asset, smart contract e attività di regolamento può essere più profonda, senza dover sacrificare la fungibilità della moneta pubblica.
Conclusioni
L’euro digitale retail e le soluzioni wholesale dell’Eurosistema applicano in modo diverso la tassonomia dei pagamenti condizionali. Nel retail, il divieto di moneta programmabile tutela la piena fungibilità della moneta pubblica; la condizione può operare soltanto sulla transazione e deve esaurirsi con il settlement.
I pagamenti alla consegna, le pre-autorizzazioni, gli ordini ricorrenti, il pay-per-use e le logiche attivate da smart contract possono quindi essere eseguiti in euro digitale, purché la programmazione non trasformi le unità ricevute dal beneficiario in moneta a destinazione vincolata.
Nel wholesale, Pontes e Appia mostrano due traiettorie complementari. Pontes collega le DLT di mercato a Target e consente regolamenti sincronizzati in moneta di banca centrale; Appia esplora infrastrutture condivise o interoperabili nelle quali moneta e asset tokenizzati possano essere gestiti con smart contract.
La tokenizzazione rende possibile un’integrazione più intensa tra regola, asset e settlement, ma non rende inevitabile la programmabilità intrinseca della moneta. Anche nel wholesale, i benefici principali possono essere ottenuti programmando l’operazione e la piattaforma, mantenendo fungibile l’attività monetaria e preservando l’unicità dell’euro.
Appendice – Tassonomia essenziale
I termini sono definiti esclusivamente nel significato assunto nel presente articolo.
Appia: Iniziativa strategica e analitica di lungo periodo dell’Eurosistema per esplorare un ecosistema finanziario europeo tokenizzato, basato su shared ledger o reti di ledger interoperabili.
Atomic settlement: Regolamento nel quale più trasferimenti interdipendenti sono completati tutti insieme oppure non sono eseguiti.
Cash token: Rappresentazione tokenizzata della gamba monetaria impiegata sulla piattaforma DLT dell’Eurosistema nel modello Pontes.
CBDC: Central bank digital currency: forma digitale di moneta emessa da una banca centrale.
DESP: Digital Euro Service Platform: piattaforma tecnica complessiva dell’euro digitale che fornisce funzioni non realizzabili autonomamente da un singolo PSP, incluse funzioni di settlement.
Digital euro settlement infrastructure: Infrastruttura di regolamento dell’euro digitale adottata dall’Eurosistema, nella quale il trasferimento online acquista finalità.
DLT: Distributed ledger technology: tecnologia che consente la registrazione e la condivisione di dati su un registro distribuito.
DvP: Delivery-versus-payment: regolamento coordinato nel quale la consegna dell’asset avviene se e quando viene regolata la corrispondente gamba monetaria.
Euro digitale retail: Possibile forma digitale della moneta unica, passività diretta dell’Eurosistema e destinata a pagamenti di persone, imprese e amministrazioni.
Final settlement: Momento nel quale il trasferimento produce effetto liberatorio e diventa definitivo secondo le regole applicabili.
Hash-Link: Meccanismo di interoperabilità impiegato da Pontes per sincronizzare operazioni all-or-none tra piattaforme differenti.
Moneta di banca centrale intrinsecamente programmabile: Moneta pubblica le cui singole unità incorporano condizioni persistenti che ne limitano la fungibilità o i successivi impieghi.
Moneta di banca centrale tokenizzata: Rappresentazione mediante token di un’attività di regolamento emessa dalla banca centrale.
Pagamento condizionale in euro digitale: Operazione impartita automaticamente quando risultano soddisfatte condizioni predefinite concordate dal pagatore e dal beneficiario.
Pontes: Soluzione DLT dell’Eurosistema che collega piattaforme DLT di mercato e servizi Target per il regolamento wholesale in moneta di banca centrale.
Programmabilità della piattaforma: Capacità dell’infrastruttura di eseguire regole e coordinare più asset o operazioni senza attribuire vincoli persistenti alla moneta.
Programmabilità della transazione: Automazione dell’ordine o dell’operazione al verificarsi di condizioni predefinite.
Programmable money: Unità di moneta digitale dotate di logica intrinseca che limita la piena fungibilità di ciascuna unità.
PSP: Payment service provider: intermediario vigilato che distribuisce l’euro digitale e presta servizi agli utenti.
PvP: Payment-versus-payment: regolamento coordinato nel quale due gambe monetarie sono trasferite contestualmente.
rCBDC: Retail CBDC: moneta digitale di banca centrale accessibile al pubblico per pagamenti al dettaglio.
Reservation of funds: Blocco o prenotazione temporanea di disponibilità destinata a una futura esecuzione condizionale.
Shared ledger: Infrastruttura comune sulla quale possono essere emessi, registrati, scambiati e regolati diversi asset e forme di moneta.
Singleness of money: Principio secondo cui diverse forme di moneta denominate in euro devono essere convertibili alla pari e percepite come un’unica moneta.
TARGET: Insieme dei servizi dell’Eurosistema per pagamenti, regolamento titoli e gestione del collateral, comprendente T2.
T2: Sistema RTGS dell’Eurosistema nel quale avviene il regolamento lordo in tempo reale in moneta di banca centrale.
Tokenizzazione: Emissione o rappresentazione di un asset in forma di token, normalmente registrato su DLT.
Trust boundary: Punto di raccordo tra componenti o soggetti presso il quale cambiano responsabilità, controlli e presupposti di fiducia.
wCBDC: Wholesale CBDC: espressione usata per indicare moneta digitale o tokenizzata di banca centrale destinata al regolamento tra operatori finanziari ammessi.
Note
[1] EUR-Lex, procedura 2023/0212/COD, Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sull’istituzione dell’euro digitale, stato della procedura: ongoing, https://eur-lex.europa.eu/procedure/EN/2023_212; Banca centrale europea, Eurosystem moving to next phase of digital euro project, 30 ottobre 2025, ove si precisa che la decisione finale sull’emissione sarà assunta soltanto dopo l’adozione della legislazione, https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2025/html/ecb.pr251030~8c5b5beef0.en.html.
[2] Banca centrale europea, The Eurosystem’s comprehensive payments strategy, marzo 2026, sezione 3.1, che richiama tokenised central bank money o wholesale central bank digital currency, https://www.ecb.europa.eu/press/pubbydate/2026/html/ecb.eurosystemcomprehensivepaymentsstrategy202603.en.html; Banca centrale europea, Appia – paving the way for a future-ready, integrated financial ecosystem leveraging tokenisation and DLT, marzo 2026, introduzione, secondo cui l’Eurosistema già rende disponibile moneta di banca centrale in forma digitale mediante TARGET Services, https://www.ecb.europa.eu/press/payments-news/ecb.pubconpm202603.en.html.
[3] Commissione europea, Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sull’istituzione dell’euro digitale, COM(2023) 369 final, articoli 3 e 4, paragrafo 2, nonché considerando 9, https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:52023PC0369.
[4] Commissione europea, Proposta di regolamento sull’istituzione dell’euro digitale, cit., considerando 9 e articolo 13, paragrafi 5 e 6; Banca centrale europea, FAQs on the digital euro, aggiornate al 5 marzo 2026, domande 6 e 26, https://www.ecb.europa.eu/euro/digital_euro/faqs/html/ecb.faq_digital_euro.en.html.
[5] Banca centrale europea, Eurosystem moving to next phase of digital euro project, cit., ove si indica, subordinatamente all’adozione della legislazione, la prontezza dell’Eurosistema per una possibile prima emissione nel 2029.
[6] Banca centrale europea, Digital Euro Scheme Rulebook, versione 0.91, 2 luglio 2026, pp. 1-3, che qualifica il documento come bozza preliminare e non vincolante e precisa che il rulebook dovrà essere aggiornato dopo l’adozione definitiva delle proposte legislative, https://www.ecb.europa.eu/euro/digital_euro/timeline/profuse/shared/pdf/ecb.derdgpr260702_Digital_euro_scheme_rulebook_v0.91.en.pdf
[7] Commissione europea, Proposta di regolamento sull’istituzione dell’euro digitale, cit., articolo 2, punto 18, articolo 24, paragrafo 2, e considerando 55, che definiscono la moneta programmabile come unità di moneta digitale dotate di logica intrinseca limitativa della piena fungibilità e ne escludono l’applicazione all’euro digitale.
[8] Commissione europea, Proposta di regolamento sull’istituzione dell’euro digitale, cit., articolo 2, punto 17, che definisce l’operazione di pagamento condizionale in euro digitale come operazione impartita automaticamente al soddisfacimento di condizioni predefinite concordate dal pagatore e dal beneficiario.
[9] Commissione europea, Proposta di regolamento sull’istituzione dell’euro digitale, cit., articolo 24, paragrafo 1, lettere a) e b), relativo agli standard interoperabili e alle funzionalità dell’infrastruttura di regolamento, inclusa la prenotazione dei fondi.
[10] Banca centrale europea, FAQs on the digital euro, cit., domanda 20, che distingue moneta programmabile e pagamenti condizionali e utilizza come esempio il pagamento online eseguito dopo la conferma della consegna.
[11] Banca centrale europea, Digital Euro Scheme Rulebook, versione 0.91, cit., glossario, p. 163, voci Digital euro pre-authorisation e Digital euro service platform (DESP).
[12] Commissione europea, Proposta di regolamento sull’istituzione dell’euro digitale, cit., considerando 55, che menziona, tra gli esempi, ordini permanenti, pagamenti tra macchine e corrispettivi per assicurazione, leasing e manutenzione calcolati in base all’utilizzo.
[13] Banca centrale europea, FAQs on the digital euro, cit., domande 6, 20 e 21, sul ruolo dei PSP e sulla possibilità di sviluppare servizi a valore aggiunto, inclusi pagamenti condizionali.
[14] Commissione europea, Proposta di regolamento sull’istituzione dell’euro digitale, cit., articolo 30, paragrafi 1-3, sul regolamento istantaneo e sulla finalità delle operazioni online e offline.
[15] Banca centrale europea, Digital Euro Scheme Rulebook, versione 0.91, cit., glossario, p. 163, voce Digital euro service platform (DESP), definita come piattaforma tecnica che consente emissione e rimborso e fornisce funzioni, tra cui il settlement, non realizzabili autonomamente da un singolo PSP.
[16] Banca centrale europea, Digital Euro Scheme Rulebook, versione 0.91, cit., glossario, pp. 163-164, voci Digital euro service platform (DESP), Digital euro settlement infrastructure e Digital euro settlement process.
[17] Banca centrale europea, FAQs on the digital euro, cit., domanda 14, secondo cui l’euro digitale opererebbe su una piattaforma di regolamento centralizzata, non basata su DLT, ma ispirata ad alcuni principi dei sistemi distribuiti e configurata con un’architettura multi-region e più server.
[18] Banca centrale europea, Appia – paving the way for a future-ready, integrated financial ecosystem leveraging tokenisation and DLT, cit., introduzione, ove si ricorda che TARGET Services consentono già il regolamento wholesale in moneta di banca centrale e sostengono i flussi di contante, titoli e collateral.
[19] Banca centrale europea, The Eurosystem’s comprehensive payments strategy, cit., sezione 3.1, sulla tokenised central bank money o wholesale central bank digital currency quale possibile attività di regolamento nei mercati tokenizzati.
[20] Banca centrale europea, Pontes, che definisce Pontes come soluzione DLT dell’Eurosistema di collegamento tra piattaforme DLT di mercato e TARGET Services e indica il lancio iniziale nel terzo trimestre del 2026, https://www.ecb.europa.eu/paym/target/pontes/html/index.en.html.
[21] Banca centrale europea, Pontes, cit., sezione What does Pontes entail?, punti 2 e 3, sul modello duale di regolamento mediante cash token sulla piattaforma DLT dell’Eurosistema o in T2 e sulla finalità conseguita in T2.
[22] Banca centrale europea, Pontes, cit., sezione What does Pontes entail?, punti 4 e 5, sul protocollo Hash-Link, sulle operazioni DvP e all-or-none e sull’automazione end-to-end.
[23] Banca centrale europea, Appia – paving the way for a future-ready, integrated financial ecosystem leveraging tokenisation and DLT, cit., ove Pontes è qualificata come offerta operativa di breve periodo e Appia come iniziativa analitica ed esplorativa di più ampio respiro.
[24] Banca centrale europea, Appia, sezioni Why Appia? e What will Appia explore?, sulla possibile realizzazione di un European shared ledger o di una rete di piattaforme interoperabili, https://www.ecb.europa.eu/paym/dlt/appia/html/index.en.html.
[25] Banca centrale europea, Appia, cit., sullo sviluppo di modelli basati su central bank money in token form e smart contract; Banca centrale europea, Eurosystem Unveils Appia Roadmap for Europe’s Tokenised Finance, 11 marzo 2026, sulla pubblicazione di un blueprint prevista per il 2028 e sul rapporto evolutivo tra Appia e Pontes, https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2026/html/ecb.pr260311~14ddf51a77.en.html.
[26] Banca centrale europea, The Eurosystem’s comprehensive payments strategy, cit., sezione 3.2, secondo cui Pontes e Appia mirano a preservare la singleness of money, facilitare la convertibilità tra forme monetarie e sostenere la programmabilità delle transazioni che coinvolgono moneta privata e moneta di banca centrale.


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