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Digital lending verso il 40% del credito globale



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Il credito digitale accelera e cambia il mercato bancario. Mobile dominante, intelligenza artificiale sempre più centrale e clientela affluent in crescita ridisegnano modelli operativi e profili di rischio. I dati dell’Osservatorio 2026 indicano una trasformazione ormai strutturale del settore finanziario europeo e italiano

Pubblicato il 21 apr 2026



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Punti chiave

  • Il digital lending diventa strutturale: previsto il 40% dell’erogato al 2030, con il mobile come canale dominante e la maggior parte delle banche online.
  • L’Intelligenza artificiale accelera onboarding e credit scoring, riduce time-to-yes e time-to-cash e orienterà oltre il 60% dei clienti nelle scelte finanziarie.
  • Modelli omnicanale: self-banking, filiali digitali e rete fisica snella; crescita del bnpl, aumento della clientela affluent e calo dei tassi di default.
Riassunto generato con AI

Il credito bancario sta cambiando forma. I dati dell’Osservatorio Digital Lending 2026, realizzato da Monitor Deloitte, Experian e Cetif, indicano un passaggio netto: il digitale non è più un canale alternativo ma una componente strutturale del mercato.

Entro il 2030, il digital lending è atteso raggiungere circa il 40% delle erogazioni complessive, per un valore stimato vicino ai 60 miliardi di euro.

Il cambiamento riguarda sia la domanda sia l’offerta. Da un lato, i clienti si spostano verso canali più semplici e immediati. Dall’altro, le banche riorganizzano modelli operativi, reti fisiche e processi decisionali per adattarsi a un contesto sempre più guidato dai dati.

Non ci troviamo più in una fase di adozione del digitale, ma in una ridefinizione strutturale del mercato del credito” commenta Marco Latif Mesak, director monitor Deloitte. “Entro il 2030 il Digital Lending raggiungerà circa il 40% dell’erogato, con il mobile come canale dominante e circa il 90% delle banche che offrirà prodotti di credito e pagamenti online. L’intelligenza artificiale sarà il vero spartiacque: da abilitatore di efficienza a strumento decisivo nelle scelte finanziarie dei clienti, fino a diventare il principale punto di orientamento per oltre il 60% della clientela entro il 2029, allineandosi all’attuale ruolo dei comparatori”.

Il mobile diventa il primo canale bancario

La trasformazione parte dalle abitudini degli utenti. Nel 2026 circa il 60% dei clienti bancari utilizza il mobile banking. Le previsioni indicano una crescita fino all’80% entro il 2030. Nello stesso periodo, l’internet banking si stabilizza attorno al 35%, senza segnali di espansione significativa.

La differenza tra i due canali non è solo tecnologica. Il mobile concentra operazioni, consulenza e accesso ai prodotti in un’unica interfaccia. La riduzione dei passaggi e dei tempi di interazione ha reso queste piattaforme più adatte a una gestione quotidiana del credito.

Questa dinamica influenza direttamente il modo in cui vengono richiesti e concessi i finanziamenti. Il credito si inserisce in percorsi digitali continui, spesso integrati con pagamenti, e-commerce e servizi finanziari accessori.

Banche, nuovi modelli tra digitale e rete fisica

Le banche stanno adattando la propria struttura operativa. Il modello che emerge combina tre elementi:

  • servizi di self-banking,
  • filiali digitali
  • una rete fisica più snella.

Le soluzioni self-banking consentono al cliente di gestire in autonomia l’intero ciclo del credito, dalla richiesta alla firma. Le filiali digitali si concentrano su attività a maggiore valore, come consulenza e sviluppo commerciale. Le agenzie tradizionali vengono ripensate con modelli più leggeri e specializzati.

Questo processo riduce i costi operativi ma richiede investimenti in tecnologia e competenze. L’integrazione tra canali diventa un elemento decisivo per mantenere la relazione con il cliente.

Crescita del credito digitale: numeri e dinamiche

Il mercato del credito cresce a ritmi moderati, con un tasso medio annuo del 5% tra il 2020 e il 2025. All’interno di questa dinamica, la componente digitale aumenta più rapidamente: dal 16% del totale nel 2024 al 24% nel 2025.

L’espansione riguarda tutte le tipologie di prodotto, ma con velocità diverse. I mutui mostrano una crescita più contenuta, con un incremento del 19% nel periodo 2020-2025. I prodotti più immediati, come il buy now pay later (bnpl), registrano invece una crescita del 71% nello stesso arco temporale.

Il bnpl si distingue per ticket medi più bassi e per una maggiore flessibilità nei pagamenti. La diffusione è particolarmente significativa nel Sud Italia e tra la clientela femminile, con una forte concentrazione nel settore moda, che rappresenta il 76% delle transazioni.

Profili dei clienti: chi usa il digital lending

Il credito digitale è utilizzato prevalentemente da uomini, residenti nel Nord Italia, appartenenti alla fascia dei Millennial e con redditi medio-alti. Tuttavia, il quadro presenta differenze rilevanti tra segmenti.

I prestiti finalizzati registrano una diffusione più ampia tra i clienti senior. Il bnpl si afferma tra utenti più giovani e con esigenze di spesa flessibile. Nei prodotti più complessi, come i mutui, l’adozione digitale cresce ma resta legata a clienti con maggiore familiarità tecnologica.

Questa segmentazione influenza le strategie degli operatori, che differenziano offerte e canali in base alle caratteristiche della clientela.

Mutui e prodotti complessi: il digitale avanza

Anche nei prodotti con ticket elevati il digitale guadagna terreno. Nel 2025, il 22% dei mutui viene erogato online, rispetto al 15% del 2024.

Il passaggio è sostenuto dall’ingresso degli operatori tradizionali nel segmento digitale. Le banche sviluppano piattaforme dedicate e, in alcuni casi, creano strutture completamente digitali per intercettare nuove fasce di clientela.

L’incremento della quota online nei mutui indica un cambiamento nella percezione del rischio e nella fiducia verso i canali digitali, anche per operazioni complesse e di lungo periodo.

Intelligenza artificiale, leva centrale del cambiamento

L’intelligenza artificiale interviene in tutte le fasi del credito. Nei processi di onboarding e credit scoring migliora l’utilizzo delle fonti dati e aumenta la capacità predittiva dei modelli.

Nel confronto tra il primo trimestre 2026 e lo stesso periodo del 2025, i tempi di approvazione (time-to-yes) si riducono del 25%, mentre i tempi di erogazione (time-to-cash) calano del 33%.

Questi risultati derivano dall’automazione dei processi e dall’integrazione di dati provenienti da fonti diverse, incluse informazioni comportamentali e transazionali.

L’AI influisce anche sulla fase iniziale del rapporto con il cliente. Gli strumenti conversazionali stanno sostituendo in parte i comparatori tradizionali, offrendo suggerimenti personalizzati e immediati.

Dalla ricerca alla gestione: un ciclo completamente digitale

Nel credito digitale, l’intero ciclo viene progressivamente integrato. La fase di awareness e quella di valutazione si spostano verso strumenti digitali. La firma avviene tramite procedure elettroniche. Il monitoraggio del credito utilizza modelli predittivi per individuare segnali di rischio.

Questo approccio consente alle banche di intervenire in modo più tempestivo, riducendo l’incertezza e migliorando la qualità del portafoglio.

Secondo i dati dell’Osservatorio, oltre il 60% dei clienti potrebbe affidarsi a strumenti basati su AI per orientare le proprie decisioni finanziarie entro il 2029.

Clientela affluent e ticket medi più elevati

Il canale digitale attrae una quota crescente di clientela affluent. I dati indicano che il ticket medio online è più alto rispetto al canale fisico: circa 1,8 volte nei prestiti personali.

Questa dinamica segnala una maggiore fiducia nel digitale anche per operazioni di importo rilevante. Le piattaforme online riescono a combinare velocità e personalizzazione, elementi apprezzati da clienti con maggiore capacità di spesa.

L’espansione verso questa fascia di clientela contribuisce alla crescita complessiva del mercato digitale.

“La strada è ormai tracciata: presenza digitale omnicanale, forte capacità di analisi dei dati e adozione di strumenti di Intelligenza Artificiale a tutti i livelli per aumentare la propria capacità di azione e reazione. Gli operatori finanziari più abili ed efficaci nel mettere a punto una strategia basata su questi pilastri saranno certamente più competitivi e aumenteranno le possibilità di successo su un mercato che cresce” – afferma Chiara Frigerio, segretaria del Cetif e professoressa dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.  

Rischio di credito: indicatori in miglioramento

Uno degli elementi più rilevanti riguarda il profilo di rischio. I tassi di default nel credito digitale sono in diminuzione e si avvicinano a quelli del canale fisico.

Nel 2025, i prestiti personali registrano un tasso di default del 2,6%. I prestiti finalizzati si attestano al 2,1%, in linea con il canale tradizionale. Nei mutui, il tasso scende all’1,2% nel digitale e all’1% nel fisico.

Nel segmento bnpl, il tasso di default cala dal 3% del 2020 al 2% del 2025. Il dato riflette una maggiore maturità sia dei clienti sia degli operatori nella gestione del rischio.

L’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella valutazione e nel monitoraggio contribuisce a questa evoluzione, permettendo azioni preventive più rapide.

Dati e competizione: il nuovo perimetro del mercato

L’aumento della componente digitale modifica anche il perimetro competitivo. Le banche tradizionali si confrontano con nuovi operatori, spesso più agili e specializzati.

Il vantaggio competitivo si sposta verso la capacità di raccogliere, integrare e analizzare dati. Le informazioni creditizie diventano un asset strategico per migliorare le decisioni e ridurre l’incertezza.

Secondo gli operatori coinvolti nell’Osservatorio, la qualità dei dati e la velocità di elaborazione rappresentano fattori determinanti per competere nel mercato del credito digitale.

Strategie degli operatori finanziari

Le istituzioni finanziarie stanno costruendo strategie basate su tre pilastri:

  • omnicanalità,
  • analisi dei dati
  • intelligenza artificiale.

L’omnicanalità consente di integrare esperienza digitale e presenza fisica.

L’analisi dei dati permette di comprendere meglio i comportamenti dei clienti.

L’AI rende più efficienti i processi e migliora la qualità delle decisioni.

Le banche che riescono a combinare questi elementi mostrano una maggiore capacità di adattamento e una posizione più solida in un mercato in crescita.

Impatti su clienti e sistema economico

Per i clienti, il digital lending comporta tempi più rapidi, maggiore trasparenza e accesso più semplice al credito. Per le imprese, offre opportunità di finanziamento più flessibili.

Per il sistema economico, la diffusione del credito digitale può contribuire a migliorare l’efficienza complessiva del mercato, riducendo i costi e ampliando l’accesso ai servizi finanziari.

Allo stesso tempo, emergono nuove esigenze in termini di regolamentazione e protezione dei dati, soprattutto in relazione all’uso dell’intelligenza artificiale.

Un mercato in trasformazione strutturale

I dati raccolti nel 2026 indicano che il credito digitale ha superato la fase iniziale di sviluppo. La crescita della quota online, l’ingresso degli operatori tradizionali e il miglioramento dei profili di rischio segnano un passaggio strutturale.

Entro il 2030, con una quota del 40% delle erogazioni, il digital lending rappresenterà una componente centrale del sistema finanziario.

Il cambiamento riguarda non solo la tecnologia, ma il modo in cui banche e clienti interagiscono, prendono decisioni e gestiscono il credito. Una trasformazione che incide sull’intero settore e ridefinisce le regole operative del mercato.

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