Presentato l’11° Rapporto 2026 sui pagamenti digitali di TEHA Group, evidenziando una trasformazione ormai strutturale: il 64,2% degli italiani utilizza carta o smartphone ogni giorno o più volte a settimana, in crescita rispetto al 57,4% del 2024.
Il cashless domina ormai nelle spese ricorrenti, con il 75,1% delle operazioni effettuate senza contanti. Bollette (88,7%), affitti (85,6%) e ricariche telefoniche (80,7%) guidano la digitalizzazione, mentre il settore hospitality raggiunge il 92% delle transazioni cashless.
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I numeri della trasformazione
Il rapporto evidenzia anche le motivazioni alla base del cambiamento: il 52,7% degli italiani sceglie strumenti digitali per velocità e comodità. Parallelamente, cresce l’accettazione da parte degli esercenti, passata dal 79% al 98% negli ultimi anni.
Permangono però differenze tra settori: se l’hospitality è ormai quasi completamente cashless, il trasporto pubblico si ferma al 55%, segnalando una transizione non ancora uniforme.
Le sfide per il futuro del cashless
Come sottolineato da Lorenzo Tavazzi, senior partner e board member, The European House – Ambrosetti e TEHA Group: “L’evoluzione dei pagamenti digitali è in Italia una trasformazione strutturale che coinvolge l’intero ecosistema dei consumi e delle relazioni economiche. La crescente diffusione del cashless nelle abitudini quotidiane dei cittadini rappresenta un segnale positivo di maturazione del sistema, ma mette al tempo stesso in luce la presenza di differenze ancora marcate tra settori, servizi e contesti d’uso, che rendono l’esperienza dei pagamenti non sempre omogenea”.
“Parallelamente, si osserva un’accelerazione significativa anche dal lato dell’offerta: la quota di esercenti che accetta pagamenti cashless è passata dal 79% al 98% negli ultimi anni, trainata soprattutto dalla crescente richiesta della clientela. Secondo le dichiarazioni degli operatori, inoltre, a fronte di un aumento dell’accettazione dei pagamenti cashless di 1 p.p. si osserva un incremento del fatturato compreso tra 0,2 e 0,6 punti percentuali, a conferma del ruolo del cashless come leva concreta di crescita. Per consolidare la transizione cashless sarà fondamentale accelerare la convergenza tra infrastrutture, servizi e comportamenti, favorendo un’esperienza più coerente tra i diversi momenti di consumo. La sfida dei prossimi anni sarà ampliare ulteriormente la diffusione delle tecnologie digitali per costruire un ecosistema dei pagamenti integrato, accessibile e i continuo, capace di accompagnare in modo efficace l’evoluzione delle abitudini dei cittadini e delle imprese lungo tutta la filiera dei consumi”.
Il ruolo di Satispay nell’ecosistema digitale
Tra i protagonisti dell’evento Forum Community Cashless Society di Cernobbio, organizzato da TEHA Group, Satispay ha portato la propria esperienza come operatore attivo nell’innovazione dei pagamenti. Con una community di 6 milioni di utenti e oltre 400mila esercenti, l’app si propone come ecosistema completo che integra pagamenti, risparmio, benefit aziendali e investimenti.
A intervenire è stata Noemi Lapalombella, direttrice relazioni istituzionali, nel panel dedicato al ruolo dei pagamenti cashless nello sviluppo del sistema Paese.
Inclusione finanziaria: la semplicità come leva

Secondo Lapalombella, la chiave per diffondere i pagamenti digitali è l’esperienza concreta degli utenti: “In Satispay vediamo una dinamica molto chiara: l’inclusione finanziaria non si ottiene soltanto spiegando la teoria, ma semplificando la pratica. Siamo partiti dal micropagamento perché l’alta frequenza di utilizzo rende il digitale un gesto quotidiano, e il gesto quotidiano genera fiducia. E la fiducia apre la porta a qualcosa di più grande: il risparmio, i benefit aziendali, gli investimenti, la previdenza. Inclusione finanziaria significa soprattutto dare strumenti semplici, che eliminano la complessità, per permettere a tutti di capire cosa succede ai propri soldi. Il nostro obiettivo è costruire un ecosistema in cui ogni persona – indipendentemente dal reddito o dal livello di educazione finanziaria – abbia le soluzioni quotidiane e la libertà per gestire il proprio denaro con consapevolezza. Perché una società più consapevole finanziariamente è, inevitabilmente, una società più equa e inclusiva”.


