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Intesa entra nel WE BUILD Consortium: al via la sperimentazione europea della fatturazione elettronica



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Lo scopo è testare la fatturazione elettronica internazionale integrata con EU Digital Identity Wallet e rete Peppol. Il progetto, selezionato dalla Commissione Europea, punta su interoperabilità, sicurezza e compliance normativa, in linea con la direttiva ViDA e l’evoluzione dell’ecosistema Business Wallet europeo

Pubblicato il 20 feb 2026



Intesa fatturazione elettronica internazionale

Intesa, una società Kyndryl, annuncia la propria partecipazione al WE BUILD Consortium, una delle più rilevanti iniziative europee dedicate allo sviluppo dell’identità digitale e dei servizi connessi al nuovo portafoglio digitale comunitario.

Il consorzio, che riunisce oltre 180 tra pubbliche amministrazioni, grandi imprese, PMI, università e centri di ricerca, è stato selezionato dalla Commissione Europea nell’ambito dei Large Scale Pilots legati all’implementazione dell’EU Digital Identity Wallet (EUDI Wallet). L’obiettivo è testare, su scala internazionale, casi d’uso concreti in grado di dimostrare il valore operativo dell’identità digitale europea.

Tra i 13 use case previsti, uno dei più strategici riguarda la fatturazione elettronica internazionale integrata con il wallet digitale aziendale e con il canale Peppol (Work Package 2, Use Case 5), ambito in cui Intesa porterà competenze tecnologiche e normative maturate nel settore della digitalizzazione documentale e fiscale.


Peppol: l’infrastruttura europea per l’interoperabilità

Al centro della sperimentazione vi è la rete Peppol (Pan-European Public Procurement Online), infrastruttura nata per facilitare lo scambio elettronico di documenti commerciali tra imprese e pubbliche amministrazioni.

Peppol non è semplicemente un canale di trasmissione, ma un ecosistema strutturato basato su:

  • standard tecnici condivisi, come il formato Peppol BIS Billing per la fatturazione elettronica;
  • Access Point certificati, che garantiscono la connessione sicura tra i partecipanti;
  • regole di governance comuni, definite a livello internazionale.

Grazie a questo modello, un’azienda collegata a un Access Point Peppol può scambiare fatture elettroniche e altri documenti (ordini, DDT, cataloghi) con qualsiasi altro soggetto aderente, indipendentemente dal Paese di appartenenza o dal sistema gestionale utilizzato. L’interoperabilità è quindi “by design”.

Nel contesto del WE BUILD Consortium, Peppol diventa il canale privilegiato per testare l’integrazione con il wallet digitale europeo, creando un collegamento diretto tra identità digitale certificata e flussi di fatturazione transfrontalieri.


EUDI Wallet: identità digitale e Business Wallet

L’EU Digital Identity Wallet rappresenta uno dei pilastri della strategia europea per la sovranità digitale. Si tratta di un portafoglio digitale che consentirà a cittadini e imprese di conservare e condividere in modo sicuro credenziali, attestazioni e dati certificati.

Nel caso del Business Wallet, le aziende potranno integrare nel portafoglio:

  • dati identificativi ufficiali;
  • informazioni fiscali;
  • poteri di rappresentanza e firma;
  • certificazioni e qualifiche professionali.

L’elemento distintivo è l’uso di credenziali verificabili (verifiable credentials), che possono essere presentate e validate in tempo reale, riducendo drasticamente i rischi di frode o falsificazione.

Applicato alla fatturazione elettronica, questo significa poter associare ogni documento a un’identità digitale certa, con garanzia sull’effettivo ruolo del soggetto che emette o riceve la fattura.

L’integrazione tra EUDI Wallet e Peppol consente quindi di coniugare scambio documentale e verifica identitaria in un unico flusso digitale sicuro.


Il ruolo di Intesa nella sperimentazione

Il contributo di Intesa si concentra sulla progettazione e validazione dell’integrazione tra sistemi ERP aziendali, rete Peppol e wallet digitale europeo. L’obiettivo è dimostrare che le imprese possano:

  1. emettere fatture elettroniche standardizzate in ambito UE;
  2. trasmetterle tramite Peppol;
  3. associare automaticamente le credenziali del Business Wallet;
  4. garantire tracciabilità, integrità e conformità normativa.

Il progetto mira a verificare la piena compliance alle normative europee in materia di fiscalità e antiriciclaggio, oltre a rafforzare i controlli sull’identità delle controparti. In un contesto di crescente internazionalizzazione delle supply chain, la certezza dell’identità digitale diventa un fattore chiave per ridurre rischi legali e operativi.


Allineamento con la direttiva ViDA

La sperimentazione si inserisce in un quadro normativo in rapida evoluzione, segnato dall’aggiornamento della direttiva VAT in the Digital Age (ViDA). La riforma si fonda su tre pilastri:

  • digital reporting;
  • e-invoicing;
  • regolamentazione dell’economia delle piattaforme digitali.

L’integrazione tra Peppol ed EUDI Wallet può costituire un abilitatore tecnologico per il digital reporting in tempo quasi reale, favorendo controlli automatizzati e maggiore trasparenza fiscale. Inoltre, l’adozione di standard comuni facilita l’armonizzazione tra gli Stati membri, superando frammentazioni nazionali ancora presenti nei modelli di fatturazione elettronica.


Benefici per imprese e pubbliche amministrazioni

La sperimentazione coinvolge aziende e enti pubblici di diversi Stati membri, con l’obiettivo di testare casi reali in contesti operativi differenti. I benefici attesi sono molteplici:

  • riduzione dei tempi di gestione del ciclo attivo e passivo;
  • abbattimento dei costi amministrativi;
  • automatizzazione dei controlli sui dati;
  • maggiore trasparenza e tracciabilità delle transazioni.

Per le pubbliche amministrazioni, la combinazione di identità digitale verificata e standard Peppol può semplificare i processi di procurement e rafforzare i controlli antifrode. Per le imprese, invece, si apre la prospettiva di un mercato unico digitale realmente interoperabile.


Verso un ecosistema europeo integrato

Il valore aggiunto dell’iniziativa non si limita alla sperimentazione tecnica. Il WE BUILD Consortium punta infatti a definire best practice, modelli organizzativi e linee guida replicabili su larga scala.

Secondo Francesco De Cesare, Business compliance consultant di Intesa, l’integrazione tra identità digitale, canale Peppol e wallet rappresenta un passo decisivo verso una piattaforma di fatturazione elettronica internazionale sicura e conforme agli standard più avanzati.

“La partecipazione di Intesa a questo progetto europeo di frontiera ci permette di contribuire allo sviluppo di una piattaforma di fatturazione elettronica internazionale sicura, trasparente e conforme agli standard più avanzati. Crediamo che l’integrazione tra identità digitale, canale Peppol e wallet offrirà garanzie crescenti sia per la compliance sia per la fluidità delle operazioni domestiche e transfrontaliere,” commenta De Cesare.

L’adozione di un’infrastruttura comune basata su identità digitale certificata e interoperabilità tecnica potrebbe accelerare la diffusione di un modello europeo competitivo a livello globale, rafforzando la posizione dell’Unione nel panorama della digitalizzazione dei processi fiscali.


Innovazione e competitività nel mercato unico digitale

Attraverso la partecipazione al WE BUILD Consortium, Intesa conferma il proprio impegno nell’innovazione digitale al servizio di imprese e pubbliche amministrazioni. L’iniziativa rappresenta un laboratorio concreto per costruire un ecosistema europeo più semplice, sicuro e competitivo.

La convergenza tra Peppol, EUDI Wallet e normativa ViDA delinea uno scenario in cui la fatturazione elettronica internazionale non è più solo uno strumento di compliance, ma un vero abilitatore di efficienza, trasparenza e integrazione nel mercato unico digitale.


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