Pagamenti p2p, facili come mandare un WhatsApp

Analisi dell'offerta

I pagamenti peer-to-peer grazie alla loro semplicità d'uso, alla user experience sempre più familiare e simile a quella di applicazioni social molto diffuse potrebbe rappresentare la chiave di volta per dare una forte spinta alla diffusione dei pagamenti digitali sul mercato italiano

Ivano Asaro

Torniamo a parlare di pagamenti abilitati dallo smartphone, ma questa volta non più (o non solo) per acquisti di merce in negozio. Parliamo infatti di pagamenti p2p da Mobile, uno dei trend più interessanti degli ultimi due anni nel panorama del Mobile Payment & Commerce.

Questi nuovi servizi permettono ad esempio di scambiarsi denaro in tempo reale tra privati, dividere il conto al ristorante tra amici o raccogliere le quote per fare un regalo, il tutto senza passare da lenti e laboriosi bonifici (che mantengono comunque un ruolo fondamentale per le transazioni di importo più elevato), ma con operazioni cosiddette di “Instant Payment” che permettono che gli importi (di valore limitato) siano recapitati in tempo reale e utilizzabili immediatamente dal destinatario.

Il concetto del peer-to-peer in realtà non è nuovo, attori come PayPal offrono la possibilità di inviare denaro ad altri privati già da diversi anni. Nell’ultimo biennio però abbiamo assistito a una forte vivacità lato offerta, confermata anche dai numeri: già nel 2014 l’Osservatorio Mobile Payment & Commerce ha individuato oltre 35 servizi in tutto il mondo (guardando solo ai principali) e molti Big Player studiano questo settore con forte interesse.

Anche in Italia negli ultimi mesi abbiamo assistito al lancio di numerosi servizi, promossi da player di diversa natura. Si sono affacciate sul mercato le startup Satispay e 2Pay, già attive, oltre alla recentissima Tinaba che dovrebbe vedere la luce ufficialmente a marzo 2016. Tra le soluzioni proposte da operatori più legati tradizionalmente al mondo bancario troviamo invece Jiffy di SIA (servizio a cui hanno già aderito 13 gruppi bancari, di cui 7 sono già attivi: Intesa Sanpaolo, Unicredit, Ubi Banca, BNL, Widiba, Carige e Cariparma), Zac (soluzione progettata da ICBPI e già scelta da Gruppo Creval, Veneto Banca, CSE e Cedacri), Hype di Banca Sella e Chat&Cash (rilasciata dal Banco Popolare).

Come funzionano?
La user experience nell’invio di denaro è abbastanza simile per tutti i servizi. Una volta aperta l’app, è sufficiente selezionare il destinatario del denaro dalla mia rubrica (in stile “WhatsApp”), digitare la cifra (e un’eventuale descrizione o messaggio) e cliccare “invio”. Il denaro arriverà al destinatario pressoché in tempo reale.
Le differenze però non mancano: Jiffy e Zac, ad esempio, sono funzionalità integrate nelle app di pagamento delle banche e addebitano/accreditano denaro direttamente sui conti correnti degli utenti; le altre soluzioni prevedono invece un’app dedicata e lavorano su un “conto virtuale” di moneta elettronica prepagato, che viene alimentato tramite bonifici, carte o trasferimenti da altri utenti del servizio. Per utilizzare Chat&Cash, Hype e 2pay non occorre essere già titolari di un conto corrente, negli altri casi invece sì.

Non solo tra privati.
I servizi di Mobile p2p rispondono a un bisogno importante per gli utenti – quello della difficoltà di raccogliere o prestare denaro in tempi brevi, dividersi somme avanzate o ripagare un piccolo debito -, e proprio questa peculiarità, soprattutto perché completamente gratuita per gli utenti, sarà molto probabilmente la leva che ne permetterà la diffusione di massa. Ma alcuni di questi nuovi servizi vanno già oltre e permettono di effettuare acquisti anche presso gli esercenti.
In Italia tra i più attivi sotto questo punto di vista c’è sicuramente Satispay (1.150 negozi attivi al momento, tra cui diversi benzinai TotalErg nella zona di Milano, Como, Roma e le gelaterie Grom). Per gli utenti il servizio rimane completamente gratuito, mentre agli esercenti viene trattenuta una fee di 0,20€ a transazione, ma solo per importi superiori ai 10,00 €.

Potremo pagare anche all’estero?
Sembra forse prematuro parlarne prima che i servizi si diffondano in maniera capillare in Italia, ma le aziende promotrici stanno già pensando al passo successivo: SIA infatti ha già annunciato che il servizio sta per essere lanciato anche da alcune banche estere e Satispay, dopo aver ottenuto altri 3 milioni di € di finanziamento (8,5 milioni di € totali) poche settimane fa, ha annunciato il progetto di una forte espansione internazionale nei prossimi mesi.

Semplicità, user experience familiare, servizi gratuiti e bisogni intercettati: le premesse per un’ottima diffusione tra gli utenti sembrano esserci tutte. Che i pagamenti p2p possano essere la tanto attesa leva per i pagamenti elettronici?

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