Le nuove commissioni dei pagamenti con le carte: capiamole meglio

Analisi PSD2

Insieme alla proposta di revisione della PSD, il 24 luglio 2013 la Commissione Europea ha proposto un nuovo regolamento che pone dei limiti alle commissioni dei pagamenti con carte. In questo articolo si spiegano alcuni concetti chiave, che permettono di comprendere meglio il significato dell’intervento regolatore e le possibili conseguenze.

Roberto Garavaglia

Roberto Garavaglia, Responsabile Editoriale PagamentiDigitali.itRoberto Garavaglia, Responsabile Editoriale PagamentiDigitali.itLa proposta di regolamento avanzata dalla Commissione Europea il 24 luglio 2013, unitamente alla revisione della PSD, rappresenta un importante segnale di cambiamento, nel mercato delle carte di pagamento.

Cercheremo qui di analizzare il provvedimento sulle commissioni dei pagamenti con carte di credito, debito e prepagate, non senza prima offrire alcuni chiarimenti in merito al significato di alcuni termini e concetti, che si pongono alla base delle transazioni effettuate con tali strumenti.

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L’obiettivo che ci si pone, è creare quel level of understanding comune, che permetta di comprendere al meglio l’analisi che, nei prossimi mesi, condurremo sulla proposta di regolamento presentata dalla CE.

Procediamo dunque con ordine e iniziamo col dare qualche definizione basilare.

ALCUNE DEFINIZIONI

Payment card scheme (SCHEMA)

Insieme di regole, standard e procedure per l’esecuzione di pagamenti internazionali e domestici con carta, proposte da uno “scheme owner” (o circuito) ma separate da qualsiasi infrastruttura che ne supporta l’operatività transazionale.
Tra i circuiti internazionali più famosi, si annoverano: Visa, Mastercard, American Express, Diners. Tra i circuiti domestici si annovera il nostro PagoBancomat.

Acquirer

Soggetto autorizzato dagli schemi (in forza di una specifica licenza) ad esercire un servizio di acquiring; provvede alla gestione delle transazioni con carte di pagamento appartenenti a uno schema, in virtù di un rapporto (contratto) di convenzionamento in essere con l’esercente. Per il tramite del PSP Acquirer (p.e. una banca) o direttamente, l’acquirer accredita l’esercente gli importi autorizzati e ne addebita le commissioni (MSC).

Merchant (esercente convenzionato)

Esercizio commerciale che accetta carte di pagamento appartenenti a uno schema, convenzionato dall’Acquirer.

Issuer

Soggetto autorizzato dagli schemi (in forza di una specifica licenza) ad esercire un servizio di issuing; emette carte di pagamento appartenenti a uno schema per il Card holder. È il soggetto che concede l’autorizzazione al pagamento. Per il tramite del PSP Issuer (p.e. una banca) o direttamente, l’Issuer addebita il Conto di Pagamento del titolare della Carta , in forza di un rapporto contrattuale.

Card holder (titolare della carta)

Soggetto titolare di una carta di pagamento (credito, debito o prepagata) appartenente a uno schema, emessa da un Issuer.

Acquirer PSP
È il prestatore di servizi di pagamento (PSP) che esercisce un servizio di acquiring grazie ad una propria licenza ottenuta dallo schema (in questo caso Acquirer e Acquirer PSP possono coincidere) o tramite l’impiego di un servizio di Acquiring acquistato da un Acquirer (in questo caso, il PSP non è licenziatario, ma “usa” la licenza di un Acquirer con cui ha in essere un rapporto commerciale).
Tale PSP può essere un qualsiasi intermediario di pagamento autorizzato ai sensi della PSD (banca, Istituto di Pagamento, IMEL – Istituto di Moneta Elettronica, Poste).

Issuer PSP
È il prestatore di servizi di pagamento (PSP) che esercisce un servizio di issuing grazie ad una propria licenza ottenuta dallo schema (in questo caso Issuer e Issuer PSP possono coincidere) o tramite l’impiego di un servizio di Issuing acquistato da un Issuer (in questo caso, il PSP non è licenziatario, ma “usa” la licenza di un Issuer con cui ha in essere un rapporto commerciale).
Tale PSP può essere un qualsiasi intermediario di pagamento autorizzato ai sensi della PSD (banca, Istituto di Pagamento, IMEL – Istituto di Moneta Elettronica, Poste).

Schema “a quattro parti”
Trattasi di un modello che presuppone l’esistenza nei confronti dello schema di due soggetti che operano distintamente le funzioni di Acquirer PSP e Issuer PSP. A questo modello appartengono ad esempio le carte dei circuiti Visa e Mastercard.

Può essere utile osservare la figura sottostante, nella quale si evincono i quattro soggetti (Issuer, Acquirer, Card holder e Merchant), le attività esercite/implementate dagli stessi e le relazioni fra di essi.

Schema “a tre parti”
Trattasi di un modello che presuppone l’esistenza nei confronti dello schema di un solo soggetto nel quale collassano entrambe le funzioni di Acquirer e Issuer. Quando tuttavia in questo modello, esistono PSP diversi che emettono e acquisiscono carte disgiuntamente, non è più corretto parlare di schema “a tre parti”. A questo specifico modello appartengono ad esempio le carte del circuito American Express e Diners.

Transazione con Carta di Debito

Transazione di pagamento eseguita con una carta, incluse le prepagate, collegata ad un conto (di pagamento o, nel caso di carta prepagata, di moneta elettronica) sul quale l’importo è addebitato in meno di 48 ore dal momento in cui è stata concessa l’autorizzazione.

Transazione con Carta di Credito

Transazione di pagamento eseguita con una carta collegabile ad un conto di pagamento, sul quale l’importo è addebitato oltre le 48 ore dal momento in cui è stata concessa l’autorizzazione.

Carta aziendale (o “Commercial Card”)

Trattasi di uno strumento carta dato in uso tipicamente al dipendente di una azienda, mediante il quale il “Card holder – dipendente” può pagare per l’acquisto o l’approvvigionamento di beni e servizi, connessi alla propria attività (ad esempio le spese sostenute per una trasferta).
Di norma, l’Issuer di questa tipologia di carta, emette lo strumento in accordo con l’azienda, insieme alla quale definisce i limiti di utilizzo e le modalità di addebito.


GLI ECONOMICS DELLE CARTE

Un sistema di pagamento che si basa su carte prevede un sostenimento finanziario progettato essenzialmente su tre differenti voci di costo/ricavo: l’Interchange Fee, la Merchant Service Charge e la Card Subscription Fee.

Le prime due voci economiche, assumono la fattispecie di commissioni, essenzialmente espresse in percentuale sugli importi, ma, in alcuni casi, anche correlate alla singola transazione indipendentemente dall’importo.

La Card Subscription Fee è invece il costo che il PSP Issuer applica al Card holder, per il possesso della carta ed è generalmente espresso in termini di quota annuale.
Al fine di incentivare la diffusione delle carte, molti PSP Issuer scontano tale costo, ossia non lo applicano al Card holder, per alcuni periodi di gratuità (tipicamente il primo anno).

Ma vediamo nel dettaglio le prime due fee.

IF – Interchange Fee

È la commissione applicata a ciascuna transazione effettuata con una carta di pagamento appartenente ad uno schema, regolata fra l'Acquirer PSP ed l'Issuer PSP.
In uno schema “a 4 parti”, tale commissione assume il significato di MIF – Multilateral Interchange Fee, e viene corrisposta dallo schema all’Issuer.
In questo la caso, la MIF è il prodotto  di un accordo tra le parti coinvolte (da qui l’aggettivo “multilaterale”) e può variare sensibilmente nei diversi mercati, oltre che diversificarsi per tipologia di carta.

MSC – Merchant Service Charge

Commissione applicata a ciascuna transazione effettuata con una carta di pagamento appartenente ad uno schema, pagata dal Merchant all'Acquirer PSP.
La MSC comprende almeno le seguenti componenti:

  • la Interchange Fee;
  • una fee applicata dallo schema (payment scheme fee);
  • una fee per il processing della transazione (in Italia, ad esempio, in tale compenso ricade anche il costo del Gestore Terminali);
  • il margine dell’acquirer.

Da una prima analisi di quanto raccontato, e recuperando le teorie dei mercati “two sided”[1] si evince che, nei modelli di pagamento basati su schemi di carte “a 4 parti”, il lato che sussidia essenzialmente l’intero sistema è individuato nel merchant (esercizio convenzionato). È quest’ultimo che, grazie al contributo della MSC, finanzia buona parte del modello descritto, ma è proprio questi che può beneficiare di gran parte del valore del servizio di incasso, fruito tramite l’accettazione di carte. L’esercente riceve una garanzia del pagamento, allorché ottenuta un’autorizzazione rilasciata dall’Issuer (che si assume quindi il rischio finanziario), non sostenendo alcun costo di quel finanziamento, che implicitamente si applica nell’intervallo temporale compreso fra il momento dell’acquisto e il giorno in cui il Card holder viene realmente addebitato.

Nel prezzo esposto dall’esercente per i propri prodotti (prezzo utente finale o EUP), sono quindi inclusi i costi implicitamente connessi allo strumento di pagamento (attenzione, ciò è vero anche per il contante, che ha comunque un suo costo!).


La figura sottostante, mostra graficamente la composizione dell’EUP (End User Price) tenendo in considerazione, ai fini di quanto stiamo spiegando con questo articolo, i soli costi associati all’accettazione delle carte di pagamento.



Laddove ci fosse una riduzione dell’interchange fee,  il valore della MSC si ridurrebbe significativamente (anche se non vi fossero ulteriori interventi sulle restanti fee). Tale azione avrebbe gli effetti di contrarre – almeno teoricamente – il valore dell’EUP, facendo emergere un risparmio che l’esercente potrebbe decidere se riversare sull’acquirente (effetto di pass-through), come illustrato nella successiva figura.

L’uso del condizionale è tuttavia d’obbligo, poiché deve assumersi – appunto in linea teorica - che il reale beneficio dell’effetto pass-through sia effettivamente riversabile sull’acquirente.
Ciò che potrebbe parimenti accadere, è che il suddetto effetto si riversasse sugli issuer (in questo caso non positivamente), i quali potrebbero dover far fronte ad una riduzione dei ricavi da interchange fee, aumentando la Card Subscription Fee (a discapito dei Card holder).

CONSIDERAZIONI SULLA TRASPARENZA

Concludiamo questo articolo non senza prima accennare ad un altro tema estremamente delicato: la trasparenza delle commissioni applicate all’esercente.

Come più sopra spiegato, la MSC si compone di una MIF, che è variabile in funzione della tipologia di carta e dello schema di appartenenza.
In un rapporto di convenzionamento tra PSP Acquirer e merchant, spesso non sono espresse con chiarezza le voci di costo che compongono la commissione richiesta all’esercizio commerciale. In alcuni casi, addirittura, sono applicate delle convenzioni “a pacchetto”, che prevedono tariffe indifferenziate per tipologia di carta accettata; tale pratica commerciale, prende il nome di “blending”.

Vedremo in successivi articoli, che saranno pubblicati da PagamentiDigitali.it, come anche queste problematiche siano affrontate nel regolamento proposto dalla CE insieme alla PSD2 il 24 luglio 2013 e, in particolare, cercheremo di correlare tali disposizioni con l’atteso decreto c.d. “Merchant fee”, che sarà emanato ai sensi dell’art. 12 - comma 9 e per gli effetti dell’art. 12 - comma 10 del Decreto Legge 201/2011 (c.d.“salvaitalia”) con provvedimento del Ministero dell’economia e delle finanze (MEF), di concerto con il Ministero dello sviluppo economico, sentite la Banca d’Italia e l’Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM)[2].

 

NOTE

[1] I cc.dd. mercati “two sided” (o bilaterali) sono reti economiche comprendenti almeno due distinti gruppi di destinatari, che si scambiano benefici (nel caso delle carte, i due gruppi sono rispettivamente i Card holder e i Merchant). In tali mercati, entrambi i gruppi sono reciprocamente influenzati da effetti di rete, che da un lato all’altro si riverberano positivamente ma anche negativamente. I modelli operativi che sostengono questi mercati, sono basati su piattaforme (nel mondo delle carte, la “piattaforma” è rappresentata dallo schema), il cui costo può essere sussidiato da tutti - o anche da solo una - le parti. In un mercato two-sided come quello dei pagamenti con carte, l’incremento di costi, dipesi ad esempio da un improvement tecnologico sul parco terminali esistenti, deve trovare adeguata compensazione, in un modello di business, che tenga conto degli effetti di rete incrociati e delle esternalità tipiche di una piattaforma bilaterale.

[2] Sul questo tema specifico, si veda anche il contributo di Roberto Garavaglia “MOBILE PAYMENT E AGENDA DIGITALE - Un’opportunità per l’innovazione … non solo nei pagamenti”, pubblicato nel mese di febbraio 2013 sul rapporto “MOBILE PAYMENT: L’ITALIA S’È DESTA!” dell’Osservatorio Mobile Payment del Politecnico di Milano

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