Dal mondo delle prepagate una spinta verso il digitale

Prepaid Summit 2015

L'Italia è uno dei Paesi a più alto tasso di fiducia e di utilizzo di questo strumento che sta evolvendo con l'offerta di nuovi servizi ed è considerato un riferimento per gli utenti che si affacciano all'eCommerce e al Mobile Commerce. Ma cresce anche la competizione e cresce la necessità per i clienti di disporre di un "gateway" di accesso ai servizi

Mauro Bellini

In poco tempo le carte prepagate hanno cambiato le abitudini di pagamento di milioni di utenti e hanno moltiplicato i servizi associati e le modalità d’uso. In particolare, come emerge dal Prepaid Summit: Europe 2015, l’Italia è uno dei paesi a più alto tasso di utilizzo e di fiducia nei confronti di questo strumento di pagamento. Il nostro paese è un vero e proprio “best in class” e in questo momento il vero concorrente, non solo dei servizi prepaid, è rappresentato dal cash che continua a rappresentare il 70% delle transazioni commerciali, ma che è sempre più spesso messo in discussione da una serie di fenomeni che, come l’eCommerce, il Mobile Commerce e la diffusione di servizi di retail marketing legati a “derivati” del prepagato, preparano il terreno a una più ampia diffusione dei servizi digitali.
In particolare la vitalità del mercato emerge anche dalla spinta all'innovazione come documentato nel nostro servizio dedicato alle novità del settore

Bertrand Sava, Regional Marketing Director, Southern Europe Visa Europe sottolinea che le carte prepaid rappresentano un business in crescita trascinato in particolare dall’online, ma che come tutti i fenomeni in crescita presenta una serie di problematiche che gli attori devono tenere in grande considerazione. Prima di tutto c’è un tema, fisiologico, di nuove imprese e di concorrenza; il mercato cresce e attira nuovi attori, favorisce lo sviluppo di nuove imprese e di nuovi servizi. Come sottolineerà a sua volta Ugo Bechis, Sepa Delegate, di Ubi Banca il sistema dell’offerta è popolato da tantissimi attori e se da una parte l’offerta di nuovi servizi rappresenta comunque un vantaggio per gli utenti, dall’altra aumenta la difficoltà di orientarsi e di individuare e selezionare quello che viene definito come un “gateway” di accesso e di utilizzo delle piattaforme prepaid.

Tornando ai fattori che determinano il successo del mercato Sava ricorda che c’è anche un importantissimo tema di innovazione tecnologica e di normative, che se sino ad oggi ha riguardato soprattutto l’innovazione nei servizi, per il futuro dovrà concentrarsi sempre di più sulla customer experience. In altre parole se è relativamente facile conquistare un cliente è molto più difficile e (vantaggioso) seguire le sue abitudini e accompagnarlo lungo un percorso che porti a far crescere il suo coinvolgimento e il livello di utilizzo di nuovi servizi. In questo senso un ruolo fondamentale è svolto dalle partnership con il mondo retail, il mercato che più di tutti ha saputo interpretare le grandi opportunità del prepaid e lo sta declinando nelle forme di strumenti di loyalty, di reward, ovviamente di nuove modalità di pagamento. Ma Sava sottolinea come per il prepaid ci siano in particolare due grandi categorie di mercato che si annunciano in sviluppo: il segmento dei giovani e i “new resident” che, per certi aspetti vanno ad alimentare l’altro grande segmento degli unbanked people, costituito in europa da 77 milioni di figure che per svariate ragioni non hanno o non vogliono avere un conto bancario e che sono tra gli utenti più affezionati delle prepaid.

Mercati di riferimento

Ma anche i mercati di riferimento rappresentano uno stimolo importante alla scelta prepaid e a questo proposito va segnalato che accanto a travel, airlines e retail stanno crescendo i settori del gamingonline e del bettingonline dove i consumatori preferiscono appoggiarsi a sistemi prepagati. Ma la vera trasformazione digitale avverrà nel momento in cui l’evoluzione avanzerà significativamente verso i due ambiti che più di altri hanno il potere di coinvolgere il mondo consumer: il retail omnichannel e il settore dei trasporti con la diffusione di pagamenti contactless, basate su servizi prepaid. Queste soluzioni stanno prendendo piede rapidamente e segneranno un vero salto di qualità sia a livello di pagamenti digitali in generale sia a livello di prepaid con la diffusione di progetti e soluzioni basati su NFC.

Il tema attiene relativamente alle tecnologie che sono pronte e che rispondono già ampiamente a criteri di sicurezza e usabilità. Il tema è adesso legato sia a un tema di regolamentazione ma soprattutto alla “educazione dei consumatori” alla capacità di indirizzarli verso questo tipo di servizi che, tra gli altri vantaggi, permetterebbero anche di dare maggiore efficienza non solo ai flussi di pagamento, ma anche all’organizzazione dei flussi di accesso e di controllo per i servizi pubblici.

Il punto di passaggio per quanto riguarda il mondo del prepaid è dunque quello di segnare una discontinuità tra un servizio destinato a gestire i servizi di pagamento in modalità “ricaricabile” e controllata a una vera e propria piattaforma di servizi. L’accento, nel corso del Prepaid Summit: Europe 2015 è quello di evidenziare come il prepaid abbia le migliori caratteristiche per procedere verso la migrazione al digitale: rischio basso, grande facilità d’uso, totale controllo da parte dell’utente, flessibilità e adattabilità a nuovi servizi.

Da Ugo Bechis arriva poi l’invito a fare attenzione al trend che vede i servizi prepaid rappresentare la soluzione ideale per dare vita a soluzioni che “emulano processi instore” e che proprio dalla capacità del mondo retail di sviluppare soluzioni basate su una corretta combinazione di Mobile (in prepaid) e Instore relation possono arrivare importanti soddisfazioni in termini di aumento delle vendite. Il tema, avverte Bechis, riguarda ad esempio il fatto che nel processo di vendita instore c’è una quota di “insuccesso” pari al 30% legata a un abbandono dell’acquisto da parte del cliente, il fattore tempo e il fattore servizio al cliente concorrono unitamente a generare questa perdita di business. Il “New Retail Model” basato sulla convergenza tra servizi Mobile instore e servizi “personali” instore consente di ridurre drasticamente questa quota. Bechis evidenzia che la convergenza tra instore e Mobile permette di lavorare su tre fattori: attract, retail e sell. Il Mobile permette di sviluppare servizi che riconoscono il cliente e aumentano accoglienza e fiducia, permette poi di aggiungere un nuovo componente di valutazione in forma Mobile oltre a quello presente instore e infine permette di chiudere la vendita in tempo reale con il pagamento senza nessun tipo di ritardo che possa indurre il cliente a un diversa valutazione.

Da riprendere poi l’osservazione di Bechis sulla necessità di fornire al cliente un orientamento, un gateway di accesso ai servizi. L’offerta è oggi estremamente ricca sia in termini di attori sia in termini di tipologie di servizi, gli utenti possono trarre un maggior vantaggio da questo panorama di soluzioni e può dunque aumentare il volume di business complessivo se si definisce una sorta logica di accesso ai servizi e di “best practices” nell’uso dei vari servizi in funzione degli obiettivi che ciascun cliente si pone nel processo di acquisto.

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