Entra in vigore l'obbligo di accettare carte di debito

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L'auspicato intervento del legislatore non c'è stato. Così, dal 30 giugno è in vigore la legge che impone a esercenti e professionisti di accettare pagamenti elettronici, ma che non prevede nessuna sanzione per chi non lo fa. Di fatto, non è obbligatorio dotarsi di POS

Manuela Gianni

La norma incompleta, spuntata, discussa è entrata in vigore. E i commenti, che invadono stampa e social, sono i soliti: una legge all'italiana, che premia i furbi perchè non punisce chi non la rispetta, che vuole solo favorire le banche, che non servirà a nulla. 

Da tempo PagamentiDigitali aveva evidenziato il buco legislativo che accompagna questa normativa, e che prima o poi dovrà essere sanato. Per il momento, in teoria un cliente di un professionista o di un negozio può pretendere di pagare con un bancomat (attenzione, si parla infatti solo di carte di debito) un importo superiore ai 30 euro, e di conseguenza l'esercente dovrebbe essere dotato di POS. In pratica, se ci sarà un rifiuto il cliente non potrà fare null'altro che pagare con un altro mezzo, perchè non può rifiutarsi di farlo: la legge non glielo consente.

Gli argomenti pro e contro una normativa che impone il POS a tutti sono tanti, primo fra tutti i costi aggiuntivi che i negozianti e i professionisti devono sostenere in un momento di contrazione generale dei consumi. Il dibattito è acceso, e questa è una buona notizia: ora tutta l'Italia è al corrente del fatto che nel Paese esiste una lotta al contante, perchè ridurre l'uso delle banconote significa più trasparenza e meno sommerso. E perchè il contante ha un costo di gestione considerevole, sia per i negozianti, sia per il Sistema Paese.

Ci vorrà ancora tempo, una serie di leggi e forse anche un cambio di generazione prima di diventare come il Nord Europa o gli Stati Uniti, dove le carte sono accettate ovunque e la questione non è mai stata all'ordine del giorno. Ma l'Italia deve assolutamente fare questo passo in avanti, ricordando che i pagamenti elettronici sono un tassello importante per l'innovazione digitale, e senza l'innovazione digitale l'Italia non può tornare a crescere e ad attirare investimenti. 

 

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