Nessun obbligo di POS. Il MEF risponde a un'interrogazione parlamentare

Normative

In merito al quadro legislativo che dovrebbe entrare in vigore il 30 giugno, il Ministero dell’Economia conferma che si tratta di un onere, piuttosto che di un obbligo giuridico, dal momento che non sono previste sanzioni. E auspica l'apertura di un tavolo di lavoro fra gli attori coinvolti per agevolare il cambiamento e superare le difficoltà

Nella risposta all'interrogazione parlamentare 5-02936 presentata in commissione Finanze della Camera dei deputati dall’On. Causi (Problematiche relative all'obbligo per i soggetti che esercitano attività di vendita di prodotti e di prestazioni di servizi di accettare pagamenti effettuati attraverso carte di debito), il Ministero dell’Economia si è espresso sulla scadenza del 30 giugno prevista dalle norme che riguardano l'adozione del POS presso gli esercenti, confermando l’interpretazione relativa all’articolo 15 del decreto "Sviluppo-bis", fornita dal Consiglio Nazionale Forense.

In particolare, specifica il documento governativo: “Per quanto riguarda la circolare interpretativa del Consiglio nazionale forense, ugualmente citata nell'interrogazione, essa interpreterebbe la normativa nel senso di introdurre un onere, piuttosto che un obbligo giuridico, il cui campo di applicazione sarebbe limitato ai casi nei quali sarebbero i clienti a richiedere al professionista la forma di pagamento tramite carta di debito. In tal senso, sembra in effetti deporre il fatto che non risulta associata alcuna sanzione a carico dei professionisti che non dovessero predisporre della necessaria strumentazione a garanzia dei pagamenti effettuabili con moneta elettronica”.

Come ribadito in più occasioni da Pagamenti Digitali, la normativa presenta lati oscuri che andrebbero chiariti dal legislatore, e allo stato delle cose crea molti malumori agli esercenti.

Infatti il MEF auspica che “vengano attivati una serie di tavoli di confronto con le banche e con gli altri operatori di mercato per ridurre i costi legati alla disponibilità e all'utilizzo dei POS, e sfruttare a vantaggio del sistema i margini di efficienza esistenti, ottenendo così una significativa compressione dei costi ed una soluzione che consenta di superare le difficoltà insite nel cambiamento prospettato”.

Qui il testo integrale della risposta all’interrogazione

 

 

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